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Cos’è veramente la sostenibilità

E’ stata pubblicata un’interessantissima intervista a Sergio Saia, laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie, PhD in Agro-Ecosistemi Mediterranei e attuale ricercatore presso il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria (CREA), sul tema della SOSTENIBILITA’  a tutto tondo.

La sostenibilità in agricoltura cos’è? C’è un metro per misurala? Cos’è la vera Waterfootprint? Che rilevanza hanno gli impatti sull’ambiente? e tante altre risposte………

Potete leggere l’intervista direttamente su ILPOST.

 

Coronavirus: non ci sono prove che il cibo sia fonte o veicolo di trasmissione

L’EFSA osserva con attenzione la situazione relativa all’epidemia di coronavirus (COVID-19) che sta interessando un gran numero di Paesi in tutto il mondo. Attualmente non ci sono prove che il cibo sia fonte o veicolo di trasmissione probabile del virus.

Ha commentato Marta Hugas, direttore scientifico EFSA: “Le esperienze fatte con precedenti focolai epidemici riconducibili ai coronavirus, come il coronavirus della sindrome respiratoria acuta grave (SARS-CoV) e il coronavirus della sindrome respiratoria mediorientale (MERS-CoV), evidenziano che non si è verificata trasmissione tramite il consumo di cibi. Al momento non ci sono prove che il coronavirus sia diverso in nessun modo”.

Leggi su EFSA

THE STATE OF FOOD AND AGRICULTURE – FAO2019

E’ possibile scaircare il Report della FAO su

THE STATE OF FOOD AND AGRICULTURE 2019.

 

SITO DELLA FAO DEDICATO

REPORT COMPLETO “THE STATE OF FOOD AND AGRICULTURE 2019”

IPCC – Land is a Critical Resource

IPCC – Land is already under growing human pressure and climate change is adding to these pressures. At the same time, keeping global warming to well below 2ºC can be achieved only by reducing greenhouse gas emissions from all sectors including land and food, the Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) said in its latest report on Thursday.

The IPCC, the world body for assessing the state of scientific knowledge related to climate change, its impacts and potential future risks, and possible response options, saw the Summary for Policymakers of the Special Report on Climate Change and Land (SRCCL) approved by the world’s governments on Wednesday in Geneva, Switzerland.

It will be a key scientific input into forthcoming climate and environment negotiations, such as the Conference of the Parties of the UN Convention to Combat Desertification (COP14) in New Delhi, India in September and the UN Framework Convention on Climate Change Conference (COP25) in Santiago, Chile, in December.

“Governments challenged the IPCC to take the first ever comprehensive look at the whole land-climate system. We did this through many contributions from experts and governments worldwide. This is the first time in IPCC report history that a majority of authors – 53% – are from developing countries,” said Hoesung Lee, Chair of the IPCC.

Il quarto anno più caldo dal 1880

Il 2018 è stato il quarto anno più caldo mai registrato, secondo i dati raccolti dalla NASA e diffusi il 6 febbraio.

Nel 2018, la temperatura media globale è stata di oltre un grado celsius superiore rispetto alla media registrata negli ultimi decenni dell’Ottocento, quando le attività umane iniziarono a comportare l’emissione di maggiori quantità di anidride carbonica nell’atmosfera. Come altri gas serra, l’anidride carbonica impedisce alla Terra di disperdere correttamente il calore accumulato dai raggi solari, portando a cambiamenti del clima e a eventi meteorologici – come uragani, tempeste e periodi di siccità – più estremi di un tempo.

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Rapporto NASA “Fourth Warmest Year”

Guarda quanto si è scaldato dal 1880 (animazione Youtube)

Con il cambiamento climatico che rimodella l’agricoltura, il commercio internazionale sarà sempre più importante per nutrire il mondo

Con il cambiamento climatico destinato ad alterare significativamente la capacità di molte regioni del mondo di produrre cibo, si prevede che il commercio internazionale di prodotti agricoli avrà un ruolo sempre più importante nel nutrire il pianeta e rispondere al riacutizzarsi della fame a causa del clima, si legge in un nuovo rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), pubblicato oggi.

Le regole del commercio internazionale, stabilite sotto l’egida dell’Organizzazione Mondiale del commercio, e i nuovi meccanismi creati nell’ambito dell’accordo di Parigi per rispondere ai cambiamenti climatici, possono essere di reciproco sostegno, sostiene lo Stato dei mercati dei prodotti agricoli di base, 2018. Per raggiungere questo obiettivo, le politiche agricole e commerciali nazionali potranno aver bisogno di adeguarsi, per riuscire a trasformare il mercato globale in un pilastro della sicurezza alimentare e in uno strumento per l’adattamento ai cambiamenti climatici, dice il rapporto della FAO.

Questo perché i cambiamenti climatici influenzeranno l’agricoltura globale in modo non uniforme, migliorando le condizioni di produzione in alcuni luoghi e influenzando negativamente altri – creando una serie di “vincitori” e “perdenti” lungo la strada.

La produzione alimentare nei paesi a bassa latitudine – molti dei quali già soffrono povertà, insicurezza alimentare e malnutrizione – sarà la più colpita, osserva il rapporto. Le regioni con climi temperati invece potrebbero vedere impatti positivi con un clima più caldo che fa aumentare la produzione agricola.

Scarica il rapporto FAO (in inglese)

Per saperne di più (FAO Climate Change)

Cnr-Isac: 2018 anno più caldo dal 1800 per l’Italia

Il 2018 è stato l’anno più caldo dal 1800 ad oggi per l’Italia. Con una anomalia di +1.58°C sopra la media del periodo di riferimento (1971-2000) ha superato il precedente record del 2015 (+1.44°C sopra la media).

A parte i mesi di febbraio (con un’anomalia negativa) e marzo (in media rispetto al trentennio di riferimento), tutti gli altri dieci mesi del 2018 hanno fatto registrare anomalie positive e nove di essi di oltre 1°C rispetto alla media.

Particolarmente eccezionali sono stati i mesi di gennaio (il secondo gennaio più caldo dal 1800 ad oggi con una anomalia di +2.37°C rispetto alla media) e aprile (il più caldo di sempre, con un’anomalia di +3.50°C rispetto alla media).

L’anomalia del 2018, se presa in esame singolarmente, non ci permette di trarre conclusioni relativamente alle tendenze in atto; tuttavia, se vista nel contesto degli ultimi 220 anni di storia climatica dell’Italia, è l’ennesima conferma del fatto che siamo in presenza di un cambiamento climatico importante per il nostro paese. Significativo è il fatto che tra i 30 anni più caldi dal 1800 ad oggi 25 siano successivi al 1990.

L’eccezionalità del 2018 non ha interessato solo l’Italia, l’anno appena concluso è risultato il più caldo da quando sono disponibili osservazioni anche per Francia, Svizzera, Germania e Austria.

Nota Stampa CNR-ISAC

Banca Dati Meteo CNR-ISAC

 

The food system is not ready for the future: how can innovation help?

The European food system is NOT ready for the future.
FIT4FOOD2030 (EU funded project) looks at how Research & Innovation can prepare the foodsystem for the future.
The FOOD 2030 Platform connects stakeholders at a European, national and local level, and will:

  1. help policy makers and ministries dealing with the food system to align Research & Innovation programmes and
  2. build skills and knowledge among current and future researchers,
    entrepreneurs, policy-makers, and the society at large to enable change.

The new FOOD 2030 Platform connects European, national and local stakeholders to help policy/decision makers and researchers to improve their Research & Innovation programmes and build skills and knowledge across the different sectors and populations for a future-proof European food system.

Link to FIT4FOOD2030 project

Link to Video: Prof Jacqueline Broerse explaining how FIT4FOOD203 will contribute to making the European food system future-proof.

COP24 conferenza sul cambiamento climatico a Katowice (Polonia)

Sabato 15 dicembre è finita la COP24, la Conferenza sul cambiamento climatico organizzata dalle Nazioni Unite a Katowice, in Polonia. Dopo due settimane di negoziazioni sono state stabilite delle regole per mettere in pratica entro il 2020 quanto deciso durante la COP21, la conferenza sul clima di Parigi del 2015. In particolare, sono stati decisi i criteri con cui misurare le emissioni di anidride carbonica (CO2) e valutare le misure per contrastare il cambiamento climatico dei singoli paesi. Alla conferenza hanno partecipato i rappresentanti di 196 paesi, compresi gli Stati Uniti, nonostante il presidente Donald Trump li abbia ritirati dall’accordo di Parigi: perché la decisione sia effettiva infatti bisognerà aspettare il 2020. La conferenza di Katowice sarebbe dovuta finire venerdì, ma i lavori sono stati rallentati a causa di alcuni disaccordi sulle ultime conclusioni dei climatologi sul riscaldamento globale e su alcune questioni pratiche, come il sistema con cui i paesi più ricchi aiuteranno quelli in via di sviluppo in caso di siccità e disastri naturali.

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Greenhouse gas levels in atmosphere reach new record (WMO)

The latest analysis of observations from the WMO GAW Programme shows that globally averaged surface mole fractions calculated from this in situ network for carbon dioxide (CO2), methane (CH4) and nitrous oxide (N2O) reached new highs in 2017, with CO2 at 405.5 ± 0.1 ppm, CH4 at 1859 ± 2 ppb and N2O at 329.9 ± 0.1 ppb. These values constitute, respectively, 146%, 257% and 122% of pre-industrial (before 1750) levels.

The increase in CO2 from 2016 to 2017 was smaller than that observed from 2015 to 2016 and practically equal to the average growth rate over the last decade. The influence of the El Niño event that peaked in 2015 and 2016 and contributed to the increased growth rate during that period sharply declined in 2017. For CH4, the increase from 2016 to 2017 was lower than that observed from 2015 to 2016 but practically equal to the average over the last decade. For N2O, the increase from 2016 to 2017 was higher than that observed from 2015 to 2016 and practically equal to the average growth rate over the past 10 years.

The NOAA Annual Greenhouse Gas Index (AGGI) shows that from 1990 to 2017 radiative forcing by long-lived GHGs (LLGHGs) increased by 41%, with CO2 accounting for about 82% of this increase.

WMO GREENHOUSE GAS BULLETIN

WMO news 20 november 2018