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Lotta allo spreco alimentare – TOO GOOD TO GO

Qual è il problema con i rifiuti alimentari?

Il cibo viene continuamente sprecato durante l’intero processo che lo porta dalle fattorie alle nostre tavole. Non è solo il cibo in sé che va sprecato, lo sono anche tutte le risorse necessarie per produrlo, dall’acqua, alla terra, al lavoro delle persone. Se sprecato, il cibo ha un effetto dannoso sull’ambiente – è responsabile dell’8% delle emissioni globali di gas serra che tutti sappiamo essere dannose per il pianeta!

Il movimento TOO GOOD TO GO ha attivato anche in Italia 4 azioni principali su cui agire, dal basso, per un piccolo contributo allo spreco: A CASA, IN AZIENDA, NELL’EDUCAZIONE, NELLE SCELTE POLITICHE.

Ad oggi ha raggiunto questi obiettivi:

  • presente in 12 Countries
  • più di 300 Waste Warriors
  • 25.612 Partners
  • 11.622.085 Downloads
  • 16.094.983 pasti salvati 
  • 40.856.495 kg CO2 ridotti

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Climate change has likely already affected global food production

I cambiamenti climatici stanno già colpendo l’agricoltura: cibo a rischio

I cambiamenti climatici stanno modificando l’agricoltura a livello globale con un peggioramento della sicurezza alimentare anche nei Paesi più ricchi, quindi non solo in quelli più poveri. Gli scienziati hanno messo a confronto i dati sul clima con quelli sull’agricoltura ed ecco cosa hanno scoperto.

ABSTRACT:

Crop yields are projected to decrease under future climate conditions, and recent research suggests that yields have already been impacted. However, current impacts on a diversity of crops subnationally and implications for food security remains unclear. Here, we constructed linear regression relationships using weather and reported crop data to assess the potential impact of observed climate change on the yields of the top ten global crops–barley, cassava, maize, oil palm, rapeseed, rice, sorghum, soybean, sugarcane and wheat at ~20,000 political units. We find that the impact of global climate change on yields of different crops from climate trends ranged from -13.4% (oil palm) to 3.5% (soybean). Our results show that impacts are mostly negative in Europe, Southern Africa and Australia but generally positive in Latin America. Impacts in Asia and Northern and Central America are mixed. This has likely led to ~1% average reduction (-3.5 X 1013 kcal/year) in consumable food calories in these ten crops. In nearly half of food insecure countries, estimated caloric availability decreased. Our results suggest that climate change has already affected global food production.

Leggi riassunto su FANPAGE

Leggi su PLOSONE

 

Ortofrutta, le mafie controllano il trasporto. E i prezzi triplicano dal campo alla tavola

Ci occupiamo di AGRIFOOD, e spesso è da altri punti di vista che si comprende meglio la realtà di questo settore e della sua sostenibilità.

Interessantissimo articolo su VALORI:

Ortofrutta, le mafie controllano il trasporto. E i prezzi triplicano dal campo alla tavola

Come è possibile che i produttori agricoli vengano spesso pagati una miseria per i loro prodotti eppure, arrivando sui banchi dei mercati, il prezzo di frutta e verdura sia nel frattempo triplicato? Colpa delle storture della filiera di distribuzione ma non solo. C’è anche una questione di illegalità e di criminalità organizzata: mafia, camorra e ‘ndragheta hanno infatti messo le proprie mani, pesantemente, sulla logistica e sul trasporto dell’ortofrutta. Così il cibo fresco che arriva sulle nostre tavole diventa pretesto per il riciclaggio di denaro sporco e per coprire affari illeciti come il traffico di droga e rifiuti.

Sprechi alimentari: presentata la prima ricerca dell’Osservatorio Nazionale

Sprechi alimentari: presentata la prima ricerca dell’Osservatorio Nazionale

Si è tenuto al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo il Tavolo per la lotta agli sprechi e l’assistenza alimentare, al quale partecipano tutti gli attori della filiera agroalimentare, le Istituzioni competenti e gli enti caritativi.
Per l’occasione è stata presentata la prima ricerca dell’Osservatorio nazionale sulle eccedenze, sui recuperi e sullo spreco di cibo, voluto dal Tavolo e incardinato nel CREA. Si tratta di un primo bilancio della situazione in Italia, con particolare attenzione ai consumi domestici.
La ricerca ha evidenziato che nel nostro Paese si sprecano in media 370 grammi di cibo a famiglia, a settimana, meno rispetto ad altri Paesi europei; soprattutto alimenti freschi come frutta e verdura, pane, latte e yogurt.

Comunicato CREA Sprechi-alimentari la-prima-ricerca-dell-Osservatorio-Nazionale

Vai direttamente alla Relazione

The 10 most under-reported humanitarian crises of 2018

Spesso in queste pagine parliamo di Climate Change e delle sue conseguenze sull’agricoltura e sulla produzione di cibo.

Oggi vi proponiamo un report sulle 10 peggiori crisi umanitarie e alimentari del 2018, denunciato da CARE International e non supportate dalla stampa mondiale, nè quella specializzata nè di quella generalista.

The globe is scarred by violence and disasters. Climate change caused by fossil fuel emissions is hitting harder with every passing day. Yet, some crises receive less media coverage than others. Displacement in the Democratic Republic of Congo rivals that of Syria but has received far less attention. In the Central African Republic widespread starvation has set in, which has gone largely unnoticed. And while the catastrophic 2010 earthquake in Haiti hit the headlines, the food crisis in 2018 barely made international news.

Leggi il report su CARE INTERNATIONAL

Vai al sito di CARE INTERNATIONAL

 

Cresce l’interesse per la carne coltivata in laboratorio

Negli ultimi anni, diverse aziende hanno investito decine di milioni di dollari nello sviluppo della cosiddetta “carne pulita”, come è spesso chiamata la carne ottenuta in laboratorio a causa del suo carattere ecologico ed etico. Tuttavia, malgrado l’aumento di interesse, ci sono ancora vari ostacoli tecnici, dovuti in parte alla carenza di ricerche scientifiche non coperte dal segreto commerciale.

Leggi su Le Scienze del 18 febbraio 2019

Leggi su Nature del 6 febbraio 2019 – 566, 161-162

 

The food system is not ready for the future: how can innovation help?

The European food system is NOT ready for the future.
FIT4FOOD2030 (EU funded project) looks at how Research & Innovation can prepare the foodsystem for the future.
The FOOD 2030 Platform connects stakeholders at a European, national and local level, and will:

  1. help policy makers and ministries dealing with the food system to align Research & Innovation programmes and
  2. build skills and knowledge among current and future researchers,
    entrepreneurs, policy-makers, and the society at large to enable change.

The new FOOD 2030 Platform connects European, national and local stakeholders to help policy/decision makers and researchers to improve their Research & Innovation programmes and build skills and knowledge across the different sectors and populations for a future-proof European food system.

Link to FIT4FOOD2030 project

Link to Video: Prof Jacqueline Broerse explaining how FIT4FOOD203 will contribute to making the European food system future-proof.

Cibo, il clima impazzito lo sta rendendo meno nutriente

Cibo, il clima impazzito lo sta rendendo meno nutriente

L’IPPC: c’è uno stretto legame tra cambiamenti climatici e sicurezza alimentare. A rischio i livelli di produzione agricola. E il potere nutritivo delle colture diminuisce

VALORI (AMBIENTE 29.10.2018)

Di Andrea Calori

L’autore è esperto di politiche di sviluppo locale partecipato e autosostenibile. Ha svolto per dieci anni attività di insegnamento presso il Politecnico di Milano e ha lavorato con enti locali, regioni, governi nazionali, OCSE, Commissione Europea, Consiglio d’Europa, FAO, UNDP. È stato presidente della rete internazionale URGENCI, la coalizione mondiale delle reti di agricoltura supportata dalle comunità. Tra le sue pubblicazioni si segnalano Coltivare la città (Altreconomia, Milano 2009) e Food and the Cities. Politiche del cibo per città sostenibili (Edizioni Ambiente, Milano 2015).

 

Se tutti nel mondo seguissero una dieta sana, frutta e verdura non basterebbero

Se tutti gli abitanti del pianeta volessero e potessero seguire una dieta sana, non ci sarebbero abbastanza frutta e verdura per tutti. Lo rileva una ricerca dell’Università canadese di Guelph, pubblicata dalla rivista PLOS ONE, che evidenzia l’enorme discrepanza esistente tra la produzione agricola globale e le raccomandazioni dei nutrizionisti. Infatti, l’attuale sistema globale sovrapproduce cereali, grassi e zuccheri, mentre la produzione di frutta e verdura e, in misura minore, di proteine ​​non è sufficiente per soddisfare i bisogni nutrizionali della popolazione attuale.

Infatti, attualmente produciamo 12 porzioni di cereali per persona invece delle otto consigliate; cinque porzioni di frutta e verdura invece di 15; tre porzioni di olio e grasso invece di una; tre porzioni di proteine ​​invece di cinque; quattro porzioni di zucchero invece di nessuna.

Lo studio rileva che l’adozione di una dieta più nutriente non fa bene solo alla salute delle persone ma è positiva anche per il pianeta, perché richiede minori quantità di terra necessaria per nutrire una popolazione in crescita. Infatti, spostare la produzione per adeguarsi alle linee guida alimentari richiederebbe 50 milioni di ettari in meno di terra arabile, perché frutta e verdura richiedono meno terra da coltivare rispetto a cereali, zucchero e grassi. Ma per raggiungere questa diminuzione, i consumatori dovrebbero mangiare meno carne e il settore agroalimentare dovrebbe produrre più proteine ​​vegetali.

I ricercatori hanno poi fatto una proiezione al 2050, quando la popolazione mondiale dovrebbe raggiungere i 9,8 miliardi di persone, calcolando che, in assenza di cambiamenti nell’attuale regime alimentare, saranno necessari 12 milioni di ettari in più di terra arabile e almeno un miliardo di ettari in più di pascoli.

When too much isn’t enough: Does current food production meet global nutritional needs?

PLOS ONE – KC KB, Dias GM, Veeramani A, Swanton CJ, Fraser D, Steinke D, et al. (2018) When too much isn’t enough: Does current food production meet global nutritional needs? PLoS ONE 13(10): e0205683. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0205683

Options for keeping the food system within environmental limits – NATURE 2018

ABSTRACT

The food system is a major driver of climate change, changes in land use, depletion of freshwater resources, and pollution of aquatic and terrestrial ecosystems through excessive nitrogen and phosphorus inputs. Here we show that between 2010 and 2050, as a result of expected changes in population and income levels, the environmental effects of the food system could increase by 50–90% in the absence of technological changes and dedicated mitigation measures, reaching levels that are beyond the planetary boundaries that define a safe operating space for humanity. We analyse several options for reducing the environmental effects of the food system, including dietary changes towards healthier, more plant-based diets, improvements in technologies and management, and reductions in food loss and waste. We find that no single measure is enough to keep these effects within all planetary boundaries simultaneously, and that a synergistic combination of measures will be needed to sufficiently mitigate the projected increase in environmental pressures.

Options for keeping the food system within environmental limits

Naturevolume 562pages519–525 (2018)

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