Archivi categoria: rapporti

NUOVE LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE

Non possiamo non sottolineare la recentissima uscita della nuova versione aggiornata delle LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE, curata dal CREA.

Puoi trovare qui le LINEE GUIDA. Si parla anche di SOSTENIBILITA’ DELLE DIETE (da pagina 223).

E puoi scaricare qui il corposo DOSSIER COMPLETO con moltissimi dettagli e tutti i riferimenti bibliografici utilizzati per la stesura. Da pagina 1513 si parla di SOSTENIBILITA’.

 

COP25 E IPCC 2022

mentre alla COP25 a Madrid si è discusso in modo poco produttivo (vedi) l’IPCC sta lavorando per il suo sesto report sul Climate Change, che vedrà la luce solo nel 2022.

Per approfondimenti su COP25

Per approfondimenti su IPCC CC2022

Presentato il nuovo RAPPORTO COOP 2019

Presentato il nuovo RAPPORTO COOP 2019

Puoi leggere una sintesi direttamente alla pagina dedicata su  ITALIANI.COOP

A proposito dei nuovi trend del cibo: veloce, proteico, sostenibile – Ecologisti convinti anche nel cibo dove il 68% ritiene favorevole far pagare un supplemento per i prodotti in plastica monouso così da disincentivarne l’acquisto. Un atteggiamento che ci fa onore se si pensa che ogni settimana ingeriamo involontariamente con gli alimenti 5 grammi di microplastiche, ovvero il peso di una credit card (1 bottiglia d’acqua arriva a contenere fino a 240 microplastiche a litro). Impegnati a rincorrere il lavoro e a gestire la vita personale, gli italiani abbandonano i fornelli di casa a dispetto della passione per la cucina, (in 20 anni abbiamo dimezzato il tempo passato a cucinare ogni giorno e oramai vi dedichiamo appena 37 minuti). Questo ci porta a far crescere la spesa per la ristorazione extradomestica (83 miliardi la spesa per consumi alimentari fuori casa delle famiglie italiane nel 2018) e anche quando mangiamo in casa preferiamo cibi pronti o rapidi da preparare. È boom per il food delivery che è utilizzato oramai dal 26% degli italiani. E anche negli acquisti al supermercato vince l’instant food (+9,3% in un anno) e tra le nuove tendenze approdate giocoforza anche nella grande distribuzione si ritaglia uno spazio preponderante l’offerta di sushi; il 42% degli italiani è un assiduo acquirente. Non è un caso quindi che nel mentre si riduce per la prima volta la spesa per smartphone (-1,6% da gennaio a luglio 2019) esploda il fenomeno delle instant pot, le pentole elettriche (+72,8% le vendite nei primi 7 mesi dell’anno), che promettono successi culinari istantanei. In questa rivoluzione gastronomica perdiamo di vista anche il concetto di “portata” e al primo, secondo piatto della tradizione privilegiamo gli snack (dolci o salati, poco importa, crescono entrambi a doppia cifra), frutta e verdura meglio se già confezionate, le barrette sostitutive dei pasti e tutto ciò che può rappresentare un piatto pronto. Mentre nel bicchiere vincono le tradizionali bollicine (prosecco e spumanti continuano la loro crescita ininterrotta) a fianco del boom birra (sono 7 milioni gli ettolitri di birra bevuti nei primi 6 mesi del 2019) spunta la nuova moda delle acque aromatizzate che dominano (negli ultimi 12 mesi le vendite a valore registrano un +164,7%) a fronte di un calo delle bibite gassate. Un altro segno inequivocabile dell’ampia tendenza salutista tuttora in corso. E non è un caso se il carrello degli italiani si riempia di fibre e proteine (nel 2018 su Google alla parola proteina sono associate 64 milioni di ricerche) a scapito di grassi e carboidrati. Il 2019 segna dunque, dopo anni di riduzione dei consumi il grande ritorno della carne (+3,5% le vendite nel 2019), soprattutto italiana. L’italianità è infatti l’altro tema chiave se si fotografano le ultime tendenze in fatto di cibo e arriva a contare di più persino rispetto al sapore e al prezzo. Il 78% dei consumatori è rassicurato dall’origine 100% italiana e questi prodotti crescono del +4,8% in un anno (2018 su 2017). Sicurezza è la parola vincente anche a tavola.

UNITED IN SCIENCE REPORT

Le principali istituzioni che studiano gli effetti del climate change hanno unito le forze e lavorato insieme per redigere e pubblicare il report “United in Science”. Si tratta di un rapporto che evidenza il profondo e crescente gap che sussiste tra le promesse nazionali fatte in occasione dell’Accordo di Parigi e le azioni che sono seguite.

Il rapporto United in Science
Il rapporto coordinato dalla WMO contiene dettagli sullo stato del clima e presenta la tendenza in materia di emissioni e concentrazioni dei principali gas serra nell’atmosfera. Questo rapporto fornisce una valutazione unificata sia dello stato del pianeta sotto l’influenza crescente del cambiamento climatico di matrice antropica, sia delle modifiche radicali che l’uomo dovrebbe attivare per limitare i danni e scongiurare una possibile degenerazione ecosistemica.

Il rapporto presenta preziosi dati scientifici sui quali i governi dei 197 stati membri si dovranno basare per elaborare e proporre nuove strategie. Il documento comprende brevi riassunti tematici a cura delle organizzazioni che hanno contribuito alla sua redazione: WMO, Global Atmosphere Watch, United Nations Environment Programme (Unep), Global Carbon Project, Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), Future Earth, Earth League e Global Framework for Climate Services.

UN Climate Action Summit 2019

Climate reports

IPCC – Landmark United in Science report informs Climate Action Summit

 

 

IPCC – Land is a Critical Resource

IPCC – Land is already under growing human pressure and climate change is adding to these pressures. At the same time, keeping global warming to well below 2ºC can be achieved only by reducing greenhouse gas emissions from all sectors including land and food, the Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) said in its latest report on Thursday.

The IPCC, the world body for assessing the state of scientific knowledge related to climate change, its impacts and potential future risks, and possible response options, saw the Summary for Policymakers of the Special Report on Climate Change and Land (SRCCL) approved by the world’s governments on Wednesday in Geneva, Switzerland.

It will be a key scientific input into forthcoming climate and environment negotiations, such as the Conference of the Parties of the UN Convention to Combat Desertification (COP14) in New Delhi, India in September and the UN Framework Convention on Climate Change Conference (COP25) in Santiago, Chile, in December.

“Governments challenged the IPCC to take the first ever comprehensive look at the whole land-climate system. We did this through many contributions from experts and governments worldwide. This is the first time in IPCC report history that a majority of authors – 53% – are from developing countries,” said Hoesung Lee, Chair of the IPCC.

Pubblicato 2° dairy Outlook

L’IDF (International Dairy Federation) ha pubblicato la seconda edizione del suo Dairy Sustainability Outlook.

La pubblicazione presenta una vasta gamma di iniziative nazionali per lo sviluppo sostenibile della produzione lattiero-casearia, inclusi esempi di sviluppo neutrale rispetto al clima, miglioramento della biodiversità, riduzione degli sprechi alimentari, emancipazione femminile attraverso il settore lattiero-caseario, creazione di un ambiente di lavoro sostenibile, riciclaggio e packaging ed economia circolare.

Esiste anche una descrizione generale delle iniziative di sostenibilità globale, che include le più recenti metodologie FAO LEAP e la ricerca su diete sane, l’impatto dei prodotti animali sui cambiamenti climatici e il motivo per cui il metano dovrebbe essere trattato in modo diverso rispetto ad altre emissioni di gas serra.

Il Dairy Sustainability Outlook offre un’opportunità per coloro che sono coinvolti nell’ambito della condivisione di idee su progetti di sostenibilità di importanza per il settore lattiero-caseario. Include i contributi degli esperti di sostenibilità del settore lattiero-caseario di tutto il mondo, tra cui Australia, Canada, Cile, Danimarca, Francia, India, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Sudafrica, Regno Unito e Stati Uniti.

Il direttore generale dell’IDF, Caroline Emond, ha dichiarato:

“Lo sviluppo sostenibile è uno sforzo collettivo che dipende dalla collaborazione tra gli esperti, le organizzazioni internazionali e il settore privato, insieme ai singoli. Il settore lattiero-caseario ha un ruolo chiave da svolgere nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. IDF riconosce le sfide e le opportunità e si impegna a fornire informazioni scientifiche e buone pratiche pertinenti alla discussione attraverso pubblicazioni come il Dairy Sustainability Outlook“.

Scarica il report IDF Dairy Sustainability Outlook

Ortofrutta, le mafie controllano il trasporto. E i prezzi triplicano dal campo alla tavola

Ci occupiamo di AGRIFOOD, e spesso è da altri punti di vista che si comprende meglio la realtà di questo settore e della sua sostenibilità.

Interessantissimo articolo su VALORI:

Ortofrutta, le mafie controllano il trasporto. E i prezzi triplicano dal campo alla tavola

Come è possibile che i produttori agricoli vengano spesso pagati una miseria per i loro prodotti eppure, arrivando sui banchi dei mercati, il prezzo di frutta e verdura sia nel frattempo triplicato? Colpa delle storture della filiera di distribuzione ma non solo. C’è anche una questione di illegalità e di criminalità organizzata: mafia, camorra e ‘ndragheta hanno infatti messo le proprie mani, pesantemente, sulla logistica e sul trasporto dell’ortofrutta. Così il cibo fresco che arriva sulle nostre tavole diventa pretesto per il riciclaggio di denaro sporco e per coprire affari illeciti come il traffico di droga e rifiuti.

Sprechi alimentari: presentata la prima ricerca dell’Osservatorio Nazionale

Sprechi alimentari: presentata la prima ricerca dell’Osservatorio Nazionale

Si è tenuto al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo il Tavolo per la lotta agli sprechi e l’assistenza alimentare, al quale partecipano tutti gli attori della filiera agroalimentare, le Istituzioni competenti e gli enti caritativi.
Per l’occasione è stata presentata la prima ricerca dell’Osservatorio nazionale sulle eccedenze, sui recuperi e sullo spreco di cibo, voluto dal Tavolo e incardinato nel CREA. Si tratta di un primo bilancio della situazione in Italia, con particolare attenzione ai consumi domestici.
La ricerca ha evidenziato che nel nostro Paese si sprecano in media 370 grammi di cibo a famiglia, a settimana, meno rispetto ad altri Paesi europei; soprattutto alimenti freschi come frutta e verdura, pane, latte e yogurt.

Comunicato CREA Sprechi-alimentari la-prima-ricerca-dell-Osservatorio-Nazionale

Vai direttamente alla Relazione

The 10 most under-reported humanitarian crises of 2018

Spesso in queste pagine parliamo di Climate Change e delle sue conseguenze sull’agricoltura e sulla produzione di cibo.

Oggi vi proponiamo un report sulle 10 peggiori crisi umanitarie e alimentari del 2018, denunciato da CARE International e non supportate dalla stampa mondiale, nè quella specializzata nè di quella generalista.

The globe is scarred by violence and disasters. Climate change caused by fossil fuel emissions is hitting harder with every passing day. Yet, some crises receive less media coverage than others. Displacement in the Democratic Republic of Congo rivals that of Syria but has received far less attention. In the Central African Republic widespread starvation has set in, which has gone largely unnoticed. And while the catastrophic 2010 earthquake in Haiti hit the headlines, the food crisis in 2018 barely made international news.

Leggi il report su CARE INTERNATIONAL

Vai al sito di CARE INTERNATIONAL

 

Con il cambiamento climatico che rimodella l’agricoltura, il commercio internazionale sarà sempre più importante per nutrire il mondo

Con il cambiamento climatico destinato ad alterare significativamente la capacità di molte regioni del mondo di produrre cibo, si prevede che il commercio internazionale di prodotti agricoli avrà un ruolo sempre più importante nel nutrire il pianeta e rispondere al riacutizzarsi della fame a causa del clima, si legge in un nuovo rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), pubblicato oggi.

Le regole del commercio internazionale, stabilite sotto l’egida dell’Organizzazione Mondiale del commercio, e i nuovi meccanismi creati nell’ambito dell’accordo di Parigi per rispondere ai cambiamenti climatici, possono essere di reciproco sostegno, sostiene lo Stato dei mercati dei prodotti agricoli di base, 2018. Per raggiungere questo obiettivo, le politiche agricole e commerciali nazionali potranno aver bisogno di adeguarsi, per riuscire a trasformare il mercato globale in un pilastro della sicurezza alimentare e in uno strumento per l’adattamento ai cambiamenti climatici, dice il rapporto della FAO.

Questo perché i cambiamenti climatici influenzeranno l’agricoltura globale in modo non uniforme, migliorando le condizioni di produzione in alcuni luoghi e influenzando negativamente altri – creando una serie di “vincitori” e “perdenti” lungo la strada.

La produzione alimentare nei paesi a bassa latitudine – molti dei quali già soffrono povertà, insicurezza alimentare e malnutrizione – sarà la più colpita, osserva il rapporto. Le regioni con climi temperati invece potrebbero vedere impatti positivi con un clima più caldo che fa aumentare la produzione agricola.

Scarica il rapporto FAO (in inglese)

Per saperne di più (FAO Climate Change)