Gamberi, gamberetti e crostacei sono sempre più presenti sulle tavole dei consumatori, ma la gente non sa che sono anche in cima alla classifica delle emissioni di anidride carbonica, quando si misura la quantità relativa alla pesca in mare aperto. Il loro consumo andrebbe considerato anche da questo punto di vista.

Uno studio pubblicato su Nature Climate Change esamina l’impatto  nell’atmosfera della pesca di crostacei. Per la prima volta, i ricercatori dell’Institute for Marine and Antarctic Studies dell’Università della Tasmania di Hobart, in Australia, e quelli dell’Institute for the Oceans and Fisheries dell’Università della Columbia Britannica di Vancouver, in Canada, hanno fatto i conti sulle emissioni di CO2 degli ultimi anni. La valutazione non ha mai tenuto conto degli scarichi delle barche da pesca che invece, secondo gli autori, nel 2011 hanno consumato 40 miliardi di tonnellate di gasolio, emettendo 179 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, pari al 4% di tutto il biossido di carbonio che deriva dalla produzione di cibo. 

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