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Una review per l’impatto ambientale di diverse categorie di alimenti – Systematic review of greenhouse gas emissions for different fresh food categories

Systematic review of greenhouse gas emissions for different fresh food categories

Stephen Clune a,  Enda Crossin b , Karli Verghese c

a Lancaster Institute for the Contemporary Arts, Lancaster University, Bailrigg, Lancaster LA1 4YW, UK

b School of Aerospace, Manufacturing and Mechanical Engineering, RMIT, Australia

c Centre for Design and Society, School of Architecture and Design, RMIT University, GPO Box 2476, Melbourne, Victoria 3001, Australia

This paper presents the results of a systematic literature review of greenhouse gas emissions for different food categories from life cycle assessment (LCA) studies, to enable streamline calculations that could inform dietary choice. The motivation for completing the paper was the inadequate synthesis of food greenhouse gas emissions available in the public domain. The paper reviewed 369 published studies that provided 1718 global warming potential (GWP) values for 168 varieties of fresh produce. A meta-analysis of the LCA studies was completed for the following categories: fresh vegetables (root vegetables, brassica, leaves and stems); fresh fruits (pepo, hesperidium, true berries, pomes, aggregates fruits and drupes); staples (grains, legumes, nuts, seeds and rice); dairy (almond/coconut milk, soy milk, dairy milk, butter and cheese); non-ruminant livestock (chicken, fish, pork); and ruminant livestock (lamb and beef). The meta-analysis indicates a clear greenhouse gas hierarchy emerging across the food categories, with grains, fruit and vegetables having the lowest impact and meat from ruminants having the highest impact. The meta-analysis presents the median, mean, standard deviation, upper and lower quartile, minimum and maximum results for each food category. The resultant data enables streamline calculations of the global warming potential of human diets, and is illustrated by a short case study of an Australian family’s weekly shop. The database is provided in the Appendix as a resource for practitioners. The paper concludes with recommendations for future LCA studies to focus upon with respect to content and approach.

Progetto LIFE Forage4Climate

Visita il sito del progetto LIFE Forage4Climate  

( http://forage4climate.crpa.it/)

Il progetto ha l’obiettivo di dimostrare come i sistemi agricoli collegati alla produzione di latte possono essere attivi nella mitigazione del cambiamento del clima attraverso:

  • l’applicazione di buone pratiche (BP) che contribuiscono a limitare le emissioni e a preservare e/o accrescere le riserve di carbonio dei terreni (seminativi, prati e pascoli) utilizzati per produrre foraggi per l’alimentazione dei ruminanti (bovini, ovini e caprini);
  • la messa a punto e la diffusione di strumenti di valutazione dei carbon stock e delle emissioni di gas ad effetto serra (green house gasses – GHG) rispondenti ai requisiti richiesti da gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC 2006) per valutare gli effetti degli interventi di mitigazione.

    Forage4Climate vuole contribuire a diffondere una applicazione solida e trasparente della Decisione n. 529/2013/UE relativamente alla contabilizzazione delle emissioni e degli assorbimenti di GHG risultanti da attività di uso del suolo, cambiamento di uso del suolo e silvicoltura (LULUCF) per i sistemi foraggeri che caratterizzano due macro aree climatiche europee: continentale per il latte vaccino, mediterranea per il latte ovino e caprino.

LIBRO BIANCO Sfide e opportunità dello sviluppo rurale per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici

E’ stato pubblicato l’interessante LIBRO BIANCO su:

Sfide e opportunità dello sviluppo rurale per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici

i Paesi sviluppati si sono posti in primo piano per poter delineare delle strategie idonee sia per l’adattamento che per la mitigazione e l’Italia, come Stato membro dell’Unione europea che ha aderito al Protocollo di Kyoto, è pienamente coinvolta in tale sforzo. Risulta quindi di fondamentale importanza individuare delle misure di mitigazione e di adattamento che siano integrate, in modo coerente e sinergico, in una strategia che coinvolga vari settori (agricoltura e zootecnia, energia, industria, trasporti, la società stessa) ed i vari livelli di governo.

scaricabile da: RETE RURALE

 

 

PROGETTO PEFMED-ENEA per una filiera agro-alimentare in chiave “green”

Accrescere l’innovazione in chiave green e ridurre l’impronta ambientale di tutta la filiera agroindustriale: questi gli obiettivi del progetto PEFMED, coordinato dall’ENEA per la parte scientifica e cofinanziato con circa 2 milioni di euro dalla Commissione Europea, al quale partecipano il Ministero dell’Ambiente e sette partner provenienti da Spagna, Francia, Slovenia, Portogallo e Grecia.

Il progetto applicherà in via sperimentale la metodologia “Product Environmental Footprint” elaborata dalla Commissione Europea, integrandola con indicatori di tipo territoriale e socio-economico, per misurare l’impatto ambientale (cambiamento climatico, riduzione dello strato di ozono, impoverimento delle risorse idriche, destinazione dei suoli, eco-tossicità) di un campione di circa 100 imprese localizzate in nove distretti territoriali europei. Per l’Italia sono state scelte Puglia e Lombardia. Il metodo prende in considerazione gli impatti di un prodotto durante tutto il suo ciclo di vita, a partire dalla coltivazione delle materie prime, passando per la lavorazione, il trasporto e l’uso, fino ad arrivare allo smaltimento e al riciclaggio.

Info su ENEA PEFMED

 

FOOD LCA 2016: Pubblicati i proceedings

lca1

Sono stati pubblicati gli Atti della 10th International Conference on Life Cycle Assessment of Food 2016 che si è svolta a Dublino dal 19 al  21 October 2016.

Il lavoro presentato dall’Agrifood LCA LAB riguarda la valutazione dell’impatto ambientale del grana padano (Life Cycle Assessment of Grana Padano cheese production lca_food_2016_finale), il poster può essere liberamente scaricato mentre l’abstract è qui di seguito riportato:

Objective: the aim of the study was to evaluate environmental impact of Grana Padano PDO cheese production through a “cradle to cheese factory gate” Life Cycle Assessment.

Methods: system boundaries included upstream and downstream processes. Primary data were directly collected thought questionnaires in a representative dairy farm and in a cheese factory that produces about 3.6% of the total Grana Padano (tab. 1). The functional unit was 1 kg of cheese. Gas emissions from dairy farm were calculated using IPCC (2009) and EEA (2009) equations; impact categories were evaluated with midpoint ILCD method. At cheese factory level, an economic allocation was performed among cheese, whey, butter and buttermilk. To produce 1 kg of Grana Padano about 12.8 kg of milk are needed; the low cheese yield is due to the production process: cutting and cooking (until 56°C) of the curd and a long ripening (> 9 months), with high losses of whey and water.

Results: Results: GWP (tab. 2) is higher than the one reported on fresh and semi-hard cheeses. Dairy farm activities are the main responsible of GWP (mainly due to CH4 and N2O emissions from enteric fermentations and slurry management and feed production) and Acidification and Eutrophication (mainly due to feed production and emission of NH3 and NO3)..

Implications: mitigation strategies have to be searched primarily at farm level. MFRD can be moderately mitigated reducing the transportation of purchased feed and milk. Grana Padano is a food with high nutritional value (high protein and fat per kilogram), expressing the impact per serving portion (equal to 50 g) the GWP is 0.78 kg CO2 eq.