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Lotta allo spreco alimentare – TOO GOOD TO GO

Qual è il problema con i rifiuti alimentari?

Il cibo viene continuamente sprecato durante l’intero processo che lo porta dalle fattorie alle nostre tavole. Non è solo il cibo in sé che va sprecato, lo sono anche tutte le risorse necessarie per produrlo, dall’acqua, alla terra, al lavoro delle persone. Se sprecato, il cibo ha un effetto dannoso sull’ambiente – è responsabile dell’8% delle emissioni globali di gas serra che tutti sappiamo essere dannose per il pianeta!

Il movimento TOO GOOD TO GO ha attivato anche in Italia 4 azioni principali su cui agire, dal basso, per un piccolo contributo allo spreco: A CASA, IN AZIENDA, NELL’EDUCAZIONE, NELLE SCELTE POLITICHE.

Ad oggi ha raggiunto questi obiettivi:

  • presente in 12 Countries
  • più di 300 Waste Warriors
  • 25.612 Partners
  • 11.622.085 Downloads
  • 16.094.983 pasti salvati 
  • 40.856.495 kg CO2 ridotti

Se vuoi saperne di più:

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Contro il riscaldamento globale trasformare il metano in anidride carbonica

Contro l’inquinamento atmosferico, una nuova soluzione potrebbe arrivare dalla trasformazione del metano, un gas serra con un potenziale di riscaldamento molto superiore rispetto a quello dell’anidride carbonica, proprio in CO2. L’approccio, che sembrerebbe controintuitivo e apparentemente controproducente è stato presentato e pubblicato su Nature Sustainability da un gruppo di ricercatori della Stanford University, che spiegano perché invece non lo è.

leggi su WIRED

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Il quarto anno più caldo dal 1880

Il 2018 è stato il quarto anno più caldo mai registrato, secondo i dati raccolti dalla NASA e diffusi il 6 febbraio.

Nel 2018, la temperatura media globale è stata di oltre un grado celsius superiore rispetto alla media registrata negli ultimi decenni dell’Ottocento, quando le attività umane iniziarono a comportare l’emissione di maggiori quantità di anidride carbonica nell’atmosfera. Come altri gas serra, l’anidride carbonica impedisce alla Terra di disperdere correttamente il calore accumulato dai raggi solari, portando a cambiamenti del clima e a eventi meteorologici – come uragani, tempeste e periodi di siccità – più estremi di un tempo.

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Rapporto NASA “Fourth Warmest Year”

Guarda quanto si è scaldato dal 1880 (animazione Youtube)

COP24 conferenza sul cambiamento climatico a Katowice (Polonia)

Sabato 15 dicembre è finita la COP24, la Conferenza sul cambiamento climatico organizzata dalle Nazioni Unite a Katowice, in Polonia. Dopo due settimane di negoziazioni sono state stabilite delle regole per mettere in pratica entro il 2020 quanto deciso durante la COP21, la conferenza sul clima di Parigi del 2015. In particolare, sono stati decisi i criteri con cui misurare le emissioni di anidride carbonica (CO2) e valutare le misure per contrastare il cambiamento climatico dei singoli paesi. Alla conferenza hanno partecipato i rappresentanti di 196 paesi, compresi gli Stati Uniti, nonostante il presidente Donald Trump li abbia ritirati dall’accordo di Parigi: perché la decisione sia effettiva infatti bisognerà aspettare il 2020. La conferenza di Katowice sarebbe dovuta finire venerdì, ma i lavori sono stati rallentati a causa di alcuni disaccordi sulle ultime conclusioni dei climatologi sul riscaldamento globale e su alcune questioni pratiche, come il sistema con cui i paesi più ricchi aiuteranno quelli in via di sviluppo in caso di siccità e disastri naturali.

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Leggi su United Nation Climate Change

 

Special Report on Global Warming of 1.5 °C (SR15)

Special Report on Global Warming of 1.5 °C (SR15)

Following the decision of the panel at its 43rd Session to accept the invitation from the UNFCCC, at its 44th Session, the Panel approved the outline of

Global Warming of 1.5 °C, an IPCC special report on the impacts of global warming of 1.5 °C above pre-industrial levels and related global greenhouse gas emission pathways, in the context of strengthening the global response to the threat of climate change, sustainable development, and efforts to eradicate poverty.
The report was finalized in October 2018

Download report HERE

Convegno “LCA e Agrifood: sfide aperte e nuove prospettive” – 31 ottobre 2018

L’Agri-Food LCA Laboratory ha organizzato il convegno:

LCA e Agrifood: sfide aperte e nuove prospettive

mercoledì 31 ottobre 2018

Un tema ancora caldo e con molte novità di cui sono state affrontate le problematiche principali e le nuove sfide riferite all’impatto ambientale delle produzioni agroalimentari.

PROGRAMMA

e PRESENTAZIONI DEI RELATORI

LOCANDINA DEL CONVEGNO

Moderatore: Marco Fiala

09.00-09.30 Registrazione
09.30-09.45 Saluti e inizio lavori Marco Fiala 

UNIMI DiSAA

09.45-10.00 LCA e agrifood: cosa resta da fare?

1-LCALAB_31_ottobre_Bacenetti

Jacopo Bacenetti UNIMI ESP
10.00-10.30 I servizi ecosistemici zootecnici: teoria e pratica in Italia 

2-LCALAB_31_ottobre_Sturaro

Enrico Sturaro

 UNIPD

10.30-11.00 Carbon sink nelle attività agricole 

3-LCALAB_31_ottobre_Borreani

Giorgio Borreani UNITO
11.00-11.30 Coffee break
11.30-12.00 Biodiversità nelle attività agricole  

4-LCALAB_31_ottobre_Bocchi

Stefano Bocchi UNIMI ESP
12.00-12.30 Natural biotic resources in LCA: towards an impact assessment model for sustainable supply chain

5-LCALAB_31_ottobre_Sala

Serenella Sala

JRC

12.30-13.00 Water Footprint Assessment: standard di riferimento ed evoluzioni metodologiche

6-LCALAB_31_ottobre_Manzardo

Alessandro Manzardo UNIPD
13.00-13.30 Discussione
13.30 Light buffet
   

 

Cambiamenti climatici: città europee promosse – CNR

Su oltre 800 amministrazioni locali analizzate, la quasi totalità ha implementato strumenti per affrontare i cambiamenti climatici, come piani di mitigazione (66%), di adattamento (26%) e integrati (17%). Lo rivela uno studio internazionale pubblicato su Journal of Cleaner Production al quale ha partecipato l’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale del Cnr di Potenza.

I più virtuosi sono i Paesi del Centro e Nord Europa, ma anche in Italia l’impegno è alto grazie al Patto dei Sindaci.

Leggi su CNR

How are cities planning to respond to climate change? Assessment of local climate plans from 885 cities in the EU-28’,

Journal of Cleaner ProductionVolume 191, 1 August 2018, Pages 207-219,

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0959652618308977?via%3Dihub

 

TORNANO A CRESCERE LE EMISSIONI DI CO2 (IEA Global Energy and CO2 Status Report)

The IEA’s first Global Energy and CO2 Status Report – released in March 2018 – provides a snapshot of recent global trends and developments across fuels, renewable sources, and energy efficiency and carbon emissions, in 2017.

Global energy demand grew by 2.1% in 2017, according to IEA preliminary estimates, more than twice the growth rate in 2016. Global energy demand in 2017 reached an estimated 14 050 million tonnes of oil equivalent (Mtoe), compared with 10 035 Mtoe in 2000. Fossil fuels met over 70% of the growth in energy demand around the world. Natural gas demand increased the most, reaching a record share of 22% in total energy demand. Renewables also grew strongly, making up around a quarter of global energy demand growth, while nuclear use accounted for the remainder of the growth. The overall share of fossil fuels in global energy demand in 2017 remained at 81%, a level that has remained stable for more than three decades despite strong growth in renewables.

Improvements in global energy efficiency slowed down. The rate of decline in global energy intensity, defined as the energy consumed per unit of economic output, slowed to only 1.7%* in 2017, much lower than the 2.0% improvement seen in 2016.

Leggi su GLOBAL ENERGY and CO2 Status report

Gamberi: l’impatto ambientale dei crostacei che finiscono sulle nostre tavole è esagerato

Gamberi, gamberetti e crostacei sono sempre più presenti sulle tavole dei consumatori, ma la gente non sa che sono anche in cima alla classifica delle emissioni di anidride carbonica, quando si misura la quantità relativa alla pesca in mare aperto. Il loro consumo andrebbe considerato anche da questo punto di vista.

Uno studio pubblicato su Nature Climate Change esamina l’impatto  nell’atmosfera della pesca di crostacei. Per la prima volta, i ricercatori dell’Institute for Marine and Antarctic Studies dell’Università della Tasmania di Hobart, in Australia, e quelli dell’Institute for the Oceans and Fisheries dell’Università della Columbia Britannica di Vancouver, in Canada, hanno fatto i conti sulle emissioni di CO2 degli ultimi anni. La valutazione non ha mai tenuto conto degli scarichi delle barche da pesca che invece, secondo gli autori, nel 2011 hanno consumato 40 miliardi di tonnellate di gasolio, emettendo 179 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, pari al 4% di tutto il biossido di carbonio che deriva dalla produzione di cibo. 

Leggi tutto su IlFattoAlimentare.it

Oppure direttamente l’articolo su Nature.com

FAO’s work on Climate Change

FAO’s work on Climate Change

This booklet was recently launched at the 2017 Conference of the Parties (COP23) in Bonn. Including a synthesis of the support provided by FAO to face the impacts of climate change, it also brings together the most recent and relevant knowledge, tools and methodologies FAO can offer countries to report on their greenhouse gas emissions from the agriculture, livestock and forestry sectors.

Sito del progetto: http://www.fao.org/climate-change/en/ 

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