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Il clima e le migrazioni

Un nuovo studio sulle conseguenze del cambiamento climatico presenta scenari che si stanno già avverando, con futuri spostamenti di centinaia di milioni di persone.

Il giornale online ProPublica e il New York Times, con il sostegno dell’organizzazione Pulitzer Center, hanno lavorato con il geografo Bryan Jones a un ampio studio sulla cosiddetta “migrazione climatica”, cioè sulle persone che saranno costrette a lasciare la propria casa e la propria terra di origine per circostanze ambientali: non tanto quelle legate ai singoli eventi disastrosi, come un uragano, ma ai processi lenti e costanti già in atto come per esempio la desertificazione delle terre.

La ricerca – che riprende e amplia quella del 2018 fatta dalla Banca Mondiale e intitolata “Groundswell – Preparing for internal climate migration” – si concentra soprattutto sulle conseguenze umane dei cambiamenti climatici: su come le persone si sposteranno all’interno dei loro paesi e dal loro paese a un altro. A partire dall’elaborazione di miliardi di dati, sono stati costruiti vari scenari basati soprattutto sulle risposte politiche che i paesi più ricchi e meno colpiti dal cambiamento climatico daranno ai cambiamenti climatici stessi e alle migrazioni che ne conseguiranno.

LEGGI SUL “ILPOST.IT”

LEGGI Groundswell : Preparing for Internal Climate Migration

LEGGI Future of the human climate niche su PNAS

LEGGI “OXFAM – Uprooted by Climate Change”

COP25 E IPCC 2022

mentre alla COP25 a Madrid si è discusso in modo poco produttivo (vedi) l’IPCC sta lavorando per il suo sesto report sul Climate Change, che vedrà la luce solo nel 2022.

Per approfondimenti su COP25

Per approfondimenti su IPCC CC2022

Abbiamo raggiunto un altro massimo di concentrazione di CO2 nell’aria

I livelli di gas serra che intrappolano il calore nell’atmosfera hanno raggiunto un altro nuovo record, secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO). Questa continua tendenza a lungo termine porterà le generazioni future a dover affrontare impatti sempre più gravi dei cambiamenti climatici, tra cui temperature in aumento, condizioni meteorologiche più estreme, stress idrico, innalzamento del livello del mare e perturbazione degli ecosistemi marini e terrestri.

Il Bollettino dei gas serra del WMO ha dimostrato che le concentrazioni medie globali di anidride carbonica (CO2) hanno raggiunto 407,8 parti per milione nel 2018, rispetto a 405,5 parti per milione (ppm) nel 2017. L’aumento di CO2 dal 2017 al 2018 è stato molto vicino a quello osservato dal 2016 al 2017 e appena sopra la media nell’ultimo decennio. I livelli globali di CO2 hanno attraversato il benchmark simbolico e significativo di 400 parti per milione nel 2015. 

Dal 1990, c’è stato un aumento del 43% della forza radiante totale – l’effetto del riscaldamento sul clima – da parte dei gas serra di lunga durata. La CO2 rappresenta circa l’80% di questo, secondo i dati dell’Amministrazione nazionale oceanica e atmosferica degli Stati Uniti citati nel Bollettino WMO.

Per leggere l’articolo completo vai al WMO

Presentato il nuovo RAPPORTO COOP 2019

Presentato il nuovo RAPPORTO COOP 2019

Puoi leggere una sintesi direttamente alla pagina dedicata su  ITALIANI.COOP

A proposito dei nuovi trend del cibo: veloce, proteico, sostenibile – Ecologisti convinti anche nel cibo dove il 68% ritiene favorevole far pagare un supplemento per i prodotti in plastica monouso così da disincentivarne l’acquisto. Un atteggiamento che ci fa onore se si pensa che ogni settimana ingeriamo involontariamente con gli alimenti 5 grammi di microplastiche, ovvero il peso di una credit card (1 bottiglia d’acqua arriva a contenere fino a 240 microplastiche a litro). Impegnati a rincorrere il lavoro e a gestire la vita personale, gli italiani abbandonano i fornelli di casa a dispetto della passione per la cucina, (in 20 anni abbiamo dimezzato il tempo passato a cucinare ogni giorno e oramai vi dedichiamo appena 37 minuti). Questo ci porta a far crescere la spesa per la ristorazione extradomestica (83 miliardi la spesa per consumi alimentari fuori casa delle famiglie italiane nel 2018) e anche quando mangiamo in casa preferiamo cibi pronti o rapidi da preparare. È boom per il food delivery che è utilizzato oramai dal 26% degli italiani. E anche negli acquisti al supermercato vince l’instant food (+9,3% in un anno) e tra le nuove tendenze approdate giocoforza anche nella grande distribuzione si ritaglia uno spazio preponderante l’offerta di sushi; il 42% degli italiani è un assiduo acquirente. Non è un caso quindi che nel mentre si riduce per la prima volta la spesa per smartphone (-1,6% da gennaio a luglio 2019) esploda il fenomeno delle instant pot, le pentole elettriche (+72,8% le vendite nei primi 7 mesi dell’anno), che promettono successi culinari istantanei. In questa rivoluzione gastronomica perdiamo di vista anche il concetto di “portata” e al primo, secondo piatto della tradizione privilegiamo gli snack (dolci o salati, poco importa, crescono entrambi a doppia cifra), frutta e verdura meglio se già confezionate, le barrette sostitutive dei pasti e tutto ciò che può rappresentare un piatto pronto. Mentre nel bicchiere vincono le tradizionali bollicine (prosecco e spumanti continuano la loro crescita ininterrotta) a fianco del boom birra (sono 7 milioni gli ettolitri di birra bevuti nei primi 6 mesi del 2019) spunta la nuova moda delle acque aromatizzate che dominano (negli ultimi 12 mesi le vendite a valore registrano un +164,7%) a fronte di un calo delle bibite gassate. Un altro segno inequivocabile dell’ampia tendenza salutista tuttora in corso. E non è un caso se il carrello degli italiani si riempia di fibre e proteine (nel 2018 su Google alla parola proteina sono associate 64 milioni di ricerche) a scapito di grassi e carboidrati. Il 2019 segna dunque, dopo anni di riduzione dei consumi il grande ritorno della carne (+3,5% le vendite nel 2019), soprattutto italiana. L’italianità è infatti l’altro tema chiave se si fotografano le ultime tendenze in fatto di cibo e arriva a contare di più persino rispetto al sapore e al prezzo. Il 78% dei consumatori è rassicurato dall’origine 100% italiana e questi prodotti crescono del +4,8% in un anno (2018 su 2017). Sicurezza è la parola vincente anche a tavola.

UNITED IN SCIENCE REPORT

Le principali istituzioni che studiano gli effetti del climate change hanno unito le forze e lavorato insieme per redigere e pubblicare il report “United in Science”. Si tratta di un rapporto che evidenza il profondo e crescente gap che sussiste tra le promesse nazionali fatte in occasione dell’Accordo di Parigi e le azioni che sono seguite.

Il rapporto United in Science
Il rapporto coordinato dalla WMO contiene dettagli sullo stato del clima e presenta la tendenza in materia di emissioni e concentrazioni dei principali gas serra nell’atmosfera. Questo rapporto fornisce una valutazione unificata sia dello stato del pianeta sotto l’influenza crescente del cambiamento climatico di matrice antropica, sia delle modifiche radicali che l’uomo dovrebbe attivare per limitare i danni e scongiurare una possibile degenerazione ecosistemica.

Il rapporto presenta preziosi dati scientifici sui quali i governi dei 197 stati membri si dovranno basare per elaborare e proporre nuove strategie. Il documento comprende brevi riassunti tematici a cura delle organizzazioni che hanno contribuito alla sua redazione: WMO, Global Atmosphere Watch, United Nations Environment Programme (Unep), Global Carbon Project, Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), Future Earth, Earth League e Global Framework for Climate Services.

UN Climate Action Summit 2019

Climate reports

IPCC – Landmark United in Science report informs Climate Action Summit

 

 

Da dove vengono le emissioni di GHG? una semplice guida della University of California

Where do greenhouse gas emissions come from?
A simple guide to how much different sectors contribute to global warming.

“A lot of places — it’s complicated,” is a perfectly reasonable answer, so it’s understandable that most people don’t have this info at their fingertips. One 2014 study found that people tend to overestimate the effects of some of the more obvious and visible sources, like vehicle exhaust and deforestation, but largely overlook the effects of meat and dairy production.

Trying to account for all of the greenhouse gases around the world is no small task, and it’s not just CO2: it’s methane, ozone, refrigerants, and a variety of other gases and particles that contribute to warming the planet, all of which are tracked by the UN’s Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC).

Where do greenhouse gas emissions come from? UC Carbon Neutrality Initiative

IPCC – Land is a Critical Resource

IPCC – Land is already under growing human pressure and climate change is adding to these pressures. At the same time, keeping global warming to well below 2ºC can be achieved only by reducing greenhouse gas emissions from all sectors including land and food, the Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) said in its latest report on Thursday.

The IPCC, the world body for assessing the state of scientific knowledge related to climate change, its impacts and potential future risks, and possible response options, saw the Summary for Policymakers of the Special Report on Climate Change and Land (SRCCL) approved by the world’s governments on Wednesday in Geneva, Switzerland.

It will be a key scientific input into forthcoming climate and environment negotiations, such as the Conference of the Parties of the UN Convention to Combat Desertification (COP14) in New Delhi, India in September and the UN Framework Convention on Climate Change Conference (COP25) in Santiago, Chile, in December.

“Governments challenged the IPCC to take the first ever comprehensive look at the whole land-climate system. We did this through many contributions from experts and governments worldwide. This is the first time in IPCC report history that a majority of authors – 53% – are from developing countries,” said Hoesung Lee, Chair of the IPCC.

Climate change has likely already affected global food production

I cambiamenti climatici stanno già colpendo l’agricoltura: cibo a rischio

I cambiamenti climatici stanno modificando l’agricoltura a livello globale con un peggioramento della sicurezza alimentare anche nei Paesi più ricchi, quindi non solo in quelli più poveri. Gli scienziati hanno messo a confronto i dati sul clima con quelli sull’agricoltura ed ecco cosa hanno scoperto.

ABSTRACT:

Crop yields are projected to decrease under future climate conditions, and recent research suggests that yields have already been impacted. However, current impacts on a diversity of crops subnationally and implications for food security remains unclear. Here, we constructed linear regression relationships using weather and reported crop data to assess the potential impact of observed climate change on the yields of the top ten global crops–barley, cassava, maize, oil palm, rapeseed, rice, sorghum, soybean, sugarcane and wheat at ~20,000 political units. We find that the impact of global climate change on yields of different crops from climate trends ranged from -13.4% (oil palm) to 3.5% (soybean). Our results show that impacts are mostly negative in Europe, Southern Africa and Australia but generally positive in Latin America. Impacts in Asia and Northern and Central America are mixed. This has likely led to ~1% average reduction (-3.5 X 1013 kcal/year) in consumable food calories in these ten crops. In nearly half of food insecure countries, estimated caloric availability decreased. Our results suggest that climate change has already affected global food production.

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Seminario SOSTENIBILITA’: PAROLE E PRATICHE

LOCANDINA SEMINARIO 31 MAGGIO 2019

Moderatore: Stefano Bocchi
09.30 Presentazione del seminario e dell’AGRIFOOD LCA Lab Stefano Bocchi, Marco Fiala
SESSIONE 1
“PAROLE”
09.45 Life Cycle Thinking Riccardo Guidetti
LCA: cosa si e cosa no Jacopo Bacenetti
Impronta Idrica Daniela Lovarelli
Gas ad effetto Serra e Cambiamenti Climatici Giulia Gislon
Gas di scarico Marco Fiala
Sequestro della CO2 in foresta Luca Nonini
Dichiarazione ambientale Andrea Casson
10.45 Discussione e Domande
SESSIONE 2
“PRATICHE”
11.20 Intensificazione sostenibile Anna Sandrucci
Zootecnia di precisione Marcella Guarino
Economia circolare Maddalena Zucali
Qualità dei prodotti sostenibili Luciana Bava
Zootecnia biologica Alberto Tamburini
12.15 Discussione e Domande

Contro il riscaldamento globale trasformare il metano in anidride carbonica

Contro l’inquinamento atmosferico, una nuova soluzione potrebbe arrivare dalla trasformazione del metano, un gas serra con un potenziale di riscaldamento molto superiore rispetto a quello dell’anidride carbonica, proprio in CO2. L’approccio, che sembrerebbe controintuitivo e apparentemente controproducente è stato presentato e pubblicato su Nature Sustainability da un gruppo di ricercatori della Stanford University, che spiegano perché invece non lo è.

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