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IL LOCKDOWN FA BENE ALL’AMBIENTE

Una crisi sanitaria che non si vedeva da almeno 100 anni e una crisi economica senza precedenti dal secondo dopoguerra. L’emergenza COVID-19 dei primi mesi del 2020 ha avuto effetti devastanti, ma almeno per un aspetto ha avuto un risvolto positivo: il calo delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera. 

Un nuovo studio pubblicato su “Nature Climate Change” da Corinne Le Quéré dell’Università dell’East Anglia, nel Regno Unito, e colleghi ha quantificato la variazione nei giorni di massimo rigore delle misure di quarantena nel mondo, mostrando che si è trattato di un vero e  proprio crollo: 17 milioni di tonnellate in meno al giorno cioè 17 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019. Per qualche settimana, il pianeta è tornato ai livelli del 2006 mentre al picco del confinamento, il calo percentuale delle emissioni nei singoli paesi è stato in media del 26 per cento .

Articolo su Le Scienze

Articolo originale su Nature Climate Change

LE FORESTE CI SALVERANNO?

Le foreste ci salveranno?

Basta piantare alberi per affrontare la crisi climatica? Aumentare, mantenere e gestire sostenibilmente le foreste è necessario, ma non sufficiente. Pur se piantare nuovi alberi è molto utile, la drastica riduzione delle emissioni di CO2 legate ai combustibili fossili resta inevitabile.

LEGGI tutto l’articolo su CLIMALTERANTI.IT (testi di Giacomo Grassi, Giorgio Vacchiano, Marina Vitullo)

 

 

Abbiamo raggiunto un altro massimo di concentrazione di CO2 nell’aria

I livelli di gas serra che intrappolano il calore nell’atmosfera hanno raggiunto un altro nuovo record, secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO). Questa continua tendenza a lungo termine porterà le generazioni future a dover affrontare impatti sempre più gravi dei cambiamenti climatici, tra cui temperature in aumento, condizioni meteorologiche più estreme, stress idrico, innalzamento del livello del mare e perturbazione degli ecosistemi marini e terrestri.

Il Bollettino dei gas serra del WMO ha dimostrato che le concentrazioni medie globali di anidride carbonica (CO2) hanno raggiunto 407,8 parti per milione nel 2018, rispetto a 405,5 parti per milione (ppm) nel 2017. L’aumento di CO2 dal 2017 al 2018 è stato molto vicino a quello osservato dal 2016 al 2017 e appena sopra la media nell’ultimo decennio. I livelli globali di CO2 hanno attraversato il benchmark simbolico e significativo di 400 parti per milione nel 2015. 

Dal 1990, c’è stato un aumento del 43% della forza radiante totale – l’effetto del riscaldamento sul clima – da parte dei gas serra di lunga durata. La CO2 rappresenta circa l’80% di questo, secondo i dati dell’Amministrazione nazionale oceanica e atmosferica degli Stati Uniti citati nel Bollettino WMO.

Per leggere l’articolo completo vai al WMO

Da dove vengono le emissioni di GHG? una semplice guida della University of California

Where do greenhouse gas emissions come from?
A simple guide to how much different sectors contribute to global warming.

“A lot of places — it’s complicated,” is a perfectly reasonable answer, so it’s understandable that most people don’t have this info at their fingertips. One 2014 study found that people tend to overestimate the effects of some of the more obvious and visible sources, like vehicle exhaust and deforestation, but largely overlook the effects of meat and dairy production.

Trying to account for all of the greenhouse gases around the world is no small task, and it’s not just CO2: it’s methane, ozone, refrigerants, and a variety of other gases and particles that contribute to warming the planet, all of which are tracked by the UN’s Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC).

Where do greenhouse gas emissions come from? UC Carbon Neutrality Initiative

Lotta allo spreco alimentare – TOO GOOD TO GO

Qual è il problema con i rifiuti alimentari?

Il cibo viene continuamente sprecato durante l’intero processo che lo porta dalle fattorie alle nostre tavole. Non è solo il cibo in sé che va sprecato, lo sono anche tutte le risorse necessarie per produrlo, dall’acqua, alla terra, al lavoro delle persone. Se sprecato, il cibo ha un effetto dannoso sull’ambiente – è responsabile dell’8% delle emissioni globali di gas serra che tutti sappiamo essere dannose per il pianeta!

Il movimento TOO GOOD TO GO ha attivato anche in Italia 4 azioni principali su cui agire, dal basso, per un piccolo contributo allo spreco: A CASA, IN AZIENDA, NELL’EDUCAZIONE, NELLE SCELTE POLITICHE.

Ad oggi ha raggiunto questi obiettivi:

  • presente in 12 Countries
  • più di 300 Waste Warriors
  • 25.612 Partners
  • 11.622.085 Downloads
  • 16.094.983 pasti salvati 
  • 40.856.495 kg CO2 ridotti

Se vuoi saperne di più:

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Seminario SOSTENIBILITA’: PAROLE E PRATICHE

LOCANDINA SEMINARIO 31 MAGGIO 2019

Moderatore: Stefano Bocchi
09.30 Presentazione del seminario e dell’AGRIFOOD LCA Lab Stefano Bocchi, Marco Fiala
SESSIONE 1
“PAROLE”
09.45 Life Cycle Thinking Riccardo Guidetti
LCA: cosa si e cosa no Jacopo Bacenetti
Impronta Idrica Daniela Lovarelli
Gas ad effetto Serra e Cambiamenti Climatici Giulia Gislon
Gas di scarico Marco Fiala
Sequestro della CO2 in foresta Luca Nonini
Dichiarazione ambientale Andrea Casson
10.45 Discussione e Domande
SESSIONE 2
“PRATICHE”
11.20 Intensificazione sostenibile Anna Sandrucci
Zootecnia di precisione Marcella Guarino
Economia circolare Maddalena Zucali
Qualità dei prodotti sostenibili Luciana Bava
Zootecnia biologica Alberto Tamburini
12.15 Discussione e Domande

Contro il riscaldamento globale trasformare il metano in anidride carbonica

Contro l’inquinamento atmosferico, una nuova soluzione potrebbe arrivare dalla trasformazione del metano, un gas serra con un potenziale di riscaldamento molto superiore rispetto a quello dell’anidride carbonica, proprio in CO2. L’approccio, che sembrerebbe controintuitivo e apparentemente controproducente è stato presentato e pubblicato su Nature Sustainability da un gruppo di ricercatori della Stanford University, che spiegano perché invece non lo è.

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leggi su NATURE SUSTAINABILITY

Il quarto anno più caldo dal 1880

Il 2018 è stato il quarto anno più caldo mai registrato, secondo i dati raccolti dalla NASA e diffusi il 6 febbraio.

Nel 2018, la temperatura media globale è stata di oltre un grado celsius superiore rispetto alla media registrata negli ultimi decenni dell’Ottocento, quando le attività umane iniziarono a comportare l’emissione di maggiori quantità di anidride carbonica nell’atmosfera. Come altri gas serra, l’anidride carbonica impedisce alla Terra di disperdere correttamente il calore accumulato dai raggi solari, portando a cambiamenti del clima e a eventi meteorologici – come uragani, tempeste e periodi di siccità – più estremi di un tempo.

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Rapporto NASA “Fourth Warmest Year”

Guarda quanto si è scaldato dal 1880 (animazione Youtube)

COP24 conferenza sul cambiamento climatico a Katowice (Polonia)

Sabato 15 dicembre è finita la COP24, la Conferenza sul cambiamento climatico organizzata dalle Nazioni Unite a Katowice, in Polonia. Dopo due settimane di negoziazioni sono state stabilite delle regole per mettere in pratica entro il 2020 quanto deciso durante la COP21, la conferenza sul clima di Parigi del 2015. In particolare, sono stati decisi i criteri con cui misurare le emissioni di anidride carbonica (CO2) e valutare le misure per contrastare il cambiamento climatico dei singoli paesi. Alla conferenza hanno partecipato i rappresentanti di 196 paesi, compresi gli Stati Uniti, nonostante il presidente Donald Trump li abbia ritirati dall’accordo di Parigi: perché la decisione sia effettiva infatti bisognerà aspettare il 2020. La conferenza di Katowice sarebbe dovuta finire venerdì, ma i lavori sono stati rallentati a causa di alcuni disaccordi sulle ultime conclusioni dei climatologi sul riscaldamento globale e su alcune questioni pratiche, come il sistema con cui i paesi più ricchi aiuteranno quelli in via di sviluppo in caso di siccità e disastri naturali.

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Leggi su United Nation Climate Change

 

Greenhouse gas levels in atmosphere reach new record (WMO)

The latest analysis of observations from the WMO GAW Programme shows that globally averaged surface mole fractions calculated from this in situ network for carbon dioxide (CO2), methane (CH4) and nitrous oxide (N2O) reached new highs in 2017, with CO2 at 405.5 ± 0.1 ppm, CH4 at 1859 ± 2 ppb and N2O at 329.9 ± 0.1 ppb. These values constitute, respectively, 146%, 257% and 122% of pre-industrial (before 1750) levels.

The increase in CO2 from 2016 to 2017 was smaller than that observed from 2015 to 2016 and practically equal to the average growth rate over the last decade. The influence of the El Niño event that peaked in 2015 and 2016 and contributed to the increased growth rate during that period sharply declined in 2017. For CH4, the increase from 2016 to 2017 was lower than that observed from 2015 to 2016 but practically equal to the average over the last decade. For N2O, the increase from 2016 to 2017 was higher than that observed from 2015 to 2016 and practically equal to the average growth rate over the past 10 years.

The NOAA Annual Greenhouse Gas Index (AGGI) shows that from 1990 to 2017 radiative forcing by long-lived GHGs (LLGHGs) increased by 41%, with CO2 accounting for about 82% of this increase.

WMO GREENHOUSE GAS BULLETIN

WMO news 20 november 2018