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Lotta allo spreco alimentare – TOO GOOD TO GO

Qual è il problema con i rifiuti alimentari?

Il cibo viene continuamente sprecato durante l’intero processo che lo porta dalle fattorie alle nostre tavole. Non è solo il cibo in sé che va sprecato, lo sono anche tutte le risorse necessarie per produrlo, dall’acqua, alla terra, al lavoro delle persone. Se sprecato, il cibo ha un effetto dannoso sull’ambiente – è responsabile dell’8% delle emissioni globali di gas serra che tutti sappiamo essere dannose per il pianeta!

Il movimento TOO GOOD TO GO ha attivato anche in Italia 4 azioni principali su cui agire, dal basso, per un piccolo contributo allo spreco: A CASA, IN AZIENDA, NELL’EDUCAZIONE, NELLE SCELTE POLITICHE.

Ad oggi ha raggiunto questi obiettivi:

  • presente in 12 Countries
  • più di 300 Waste Warriors
  • 25.612 Partners
  • 11.622.085 Downloads
  • 16.094.983 pasti salvati 
  • 40.856.495 kg CO2 ridotti

Se vuoi saperne di più:

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Seminario SOSTENIBILITA’: PAROLE E PRATICHE

LOCANDINA SEMINARIO 31 MAGGIO 2019

Moderatore: Stefano Bocchi
09.30 Presentazione del seminario e dell’AGRIFOOD LCA Lab Stefano Bocchi, Marco Fiala
SESSIONE 1
“PAROLE”
09.45 Life Cycle Thinking Riccardo Guidetti
LCA: cosa si e cosa no Jacopo Bacenetti
Impronta Idrica Daniela Lovarelli
Gas ad effetto Serra e Cambiamenti Climatici Giulia Gislon
Gas di scarico Marco Fiala
Sequestro della CO2 in foresta Luca Nonini
Dichiarazione ambientale Andrea Casson
10.45 Discussione e Domande
SESSIONE 2
“PRATICHE”
11.20 Intensificazione sostenibile Anna Sandrucci
Zootecnia di precisione Marcella Guarino
Economia circolare Maddalena Zucali
Qualità dei prodotti sostenibili Luciana Bava
Zootecnia biologica Alberto Tamburini
12.15 Discussione e Domande

Se tutti nel mondo seguissero una dieta sana, frutta e verdura non basterebbero

Se tutti gli abitanti del pianeta volessero e potessero seguire una dieta sana, non ci sarebbero abbastanza frutta e verdura per tutti. Lo rileva una ricerca dell’Università canadese di Guelph, pubblicata dalla rivista PLOS ONE, che evidenzia l’enorme discrepanza esistente tra la produzione agricola globale e le raccomandazioni dei nutrizionisti. Infatti, l’attuale sistema globale sovrapproduce cereali, grassi e zuccheri, mentre la produzione di frutta e verdura e, in misura minore, di proteine ​​non è sufficiente per soddisfare i bisogni nutrizionali della popolazione attuale.

Infatti, attualmente produciamo 12 porzioni di cereali per persona invece delle otto consigliate; cinque porzioni di frutta e verdura invece di 15; tre porzioni di olio e grasso invece di una; tre porzioni di proteine ​​invece di cinque; quattro porzioni di zucchero invece di nessuna.

Lo studio rileva che l’adozione di una dieta più nutriente non fa bene solo alla salute delle persone ma è positiva anche per il pianeta, perché richiede minori quantità di terra necessaria per nutrire una popolazione in crescita. Infatti, spostare la produzione per adeguarsi alle linee guida alimentari richiederebbe 50 milioni di ettari in meno di terra arabile, perché frutta e verdura richiedono meno terra da coltivare rispetto a cereali, zucchero e grassi. Ma per raggiungere questa diminuzione, i consumatori dovrebbero mangiare meno carne e il settore agroalimentare dovrebbe produrre più proteine ​​vegetali.

I ricercatori hanno poi fatto una proiezione al 2050, quando la popolazione mondiale dovrebbe raggiungere i 9,8 miliardi di persone, calcolando che, in assenza di cambiamenti nell’attuale regime alimentare, saranno necessari 12 milioni di ettari in più di terra arabile e almeno un miliardo di ettari in più di pascoli.

When too much isn’t enough: Does current food production meet global nutritional needs?

PLOS ONE – KC KB, Dias GM, Veeramani A, Swanton CJ, Fraser D, Steinke D, et al. (2018) When too much isn’t enough: Does current food production meet global nutritional needs? PLoS ONE 13(10): e0205683. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0205683

L’impatto ambientale del pranzo di Natale

Il vostro pranzo di Natale potrebbe inquinare come un volo per New York

George Monbiot, The Guardian, Regno Unito
23 dicembre 2015

Un chilo di proteine di manzo prodotto in una fattoria di collina britannica può generare l’equivalente di 643 chili di anidride carbonica. Un chilo di proteine di agnello prodotto nello stesso luogo può generarne 749 chili. Un chilo di proteine provenienti da entrambi gli animali, in parole povere, provoca più emissioni di gas serra di un passeggero che vola da Londra a New York…..Leggi l’articolo su INTERNAZIONALE

FAO report: The future of food and agriculture: Trends and challenges

FAO report: The future of food and agriculture: Trends and challenges

The recent FAO’s report identifies 15 trends and 10 challenges affecting the world’s food systems:

15 trends

  • A rapidly increasing world population marked by growth “hot spots,” urbanization, and aging
  • Diverse trends in economic growth, family incomes, agricultural investment, and economic inequality.
  • Greatly increased competition for natural resources
  • Climate change
  • Plateauing agricultural productivity
  • Transboundary diseases
  • Increased conflicts, crises and natural disasters
  • Persistent poverty, inequality and food insecurity
  • Dietary transitions affecting nutrition and health
  • Structural changes in economic systems and employment implications
  • Increased migration
  • Changing food systems and resulting impacts on farmers livelihoods
  • Persisting food losses and waste
  • New international governance mechanisms for responding to food and nutrition security issues
  • Changes in international financing for development.

10 challenges

  • Sustainably improving agricultural productivity to meet increasing demand
  • Ensuring a sustainable natural resource base
  • Addressing climate change and intensification of natural hazards
  • Eradicating extreme poverty and reducing inequality
  • Ending hunger and all forms of malnutrition
  • Making food systems more efficient, inclusive and resilient
  • Improving income earning opportunities in rural areas and addressing the root causes of migration
  • Building resilience to protracted crises, disasters and conflicts
  • Preventing transboundary and emerging agriculture and food system threats
  • Addressing the need for coherent and effective national and international governance

Less Beef, Less Carbon by NRDC

E’ stato pubblicato un nuovo rapporto da Natural Resources Defense Council (NRDC) nel quale viene mostrato come tra il 2005 e il 2014 ci sia stata una sensibile riduzione nel consumo pro-capite di carne bovina (-19%)  (Less Beef, Less Carbon), che ha quindi teoricamente abbassato la produzione di CO2, anche per effetto sulla dieta media americana (-10 %).

Diminuzione delle emissioni pro capite dovuta ad una diminuzione del consumo di carne bovina del 19% negli Stati Uniti (fonte NRDC)