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Sprechi alimentari: presentata la prima ricerca dell’Osservatorio Nazionale

Sprechi alimentari: presentata la prima ricerca dell’Osservatorio Nazionale

Si è tenuto al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo il Tavolo per la lotta agli sprechi e l’assistenza alimentare, al quale partecipano tutti gli attori della filiera agroalimentare, le Istituzioni competenti e gli enti caritativi.
Per l’occasione è stata presentata la prima ricerca dell’Osservatorio nazionale sulle eccedenze, sui recuperi e sullo spreco di cibo, voluto dal Tavolo e incardinato nel CREA. Si tratta di un primo bilancio della situazione in Italia, con particolare attenzione ai consumi domestici.
La ricerca ha evidenziato che nel nostro Paese si sprecano in media 370 grammi di cibo a famiglia, a settimana, meno rispetto ad altri Paesi europei; soprattutto alimenti freschi come frutta e verdura, pane, latte e yogurt.

Comunicato CREA Sprechi-alimentari la-prima-ricerca-dell-Osservatorio-Nazionale

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I ragazzi per il CLIMA 2019

Il 15 marzo decine di migliaia di studenti in diverse parti del mondo parteciperanno al “Venerdì per il futuro” (o “sciopero scolastico per il clima”), una manifestazione organizzata per chiedere ai governi politiche e azioni più incisive per contrastare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale. Gli scioperi degli studenti per l’ambiente sono organizzati periodicamente (in alcuni casi ogni settimana), ma quello del 15 marzo dovrebbe essere uno dei più grandi, grazie al sostegno di diverse associazioni ambientaliste che hanno deciso di dare una mano per organizzare manifestazioni coordinate e in più paesi del mondo.

Informazioni su “IlPost.it”

Informazioni su “Corriere.it”

 

The 10 most under-reported humanitarian crises of 2018

Spesso in queste pagine parliamo di Climate Change e delle sue conseguenze sull’agricoltura e sulla produzione di cibo.

Oggi vi proponiamo un report sulle 10 peggiori crisi umanitarie e alimentari del 2018, denunciato da CARE International e non supportate dalla stampa mondiale, nè quella specializzata nè di quella generalista.

The globe is scarred by violence and disasters. Climate change caused by fossil fuel emissions is hitting harder with every passing day. Yet, some crises receive less media coverage than others. Displacement in the Democratic Republic of Congo rivals that of Syria but has received far less attention. In the Central African Republic widespread starvation has set in, which has gone largely unnoticed. And while the catastrophic 2010 earthquake in Haiti hit the headlines, the food crisis in 2018 barely made international news.

Leggi il report su CARE INTERNATIONAL

Vai al sito di CARE INTERNATIONAL

 

Cresce l’interesse per la carne coltivata in laboratorio

Negli ultimi anni, diverse aziende hanno investito decine di milioni di dollari nello sviluppo della cosiddetta “carne pulita”, come è spesso chiamata la carne ottenuta in laboratorio a causa del suo carattere ecologico ed etico. Tuttavia, malgrado l’aumento di interesse, ci sono ancora vari ostacoli tecnici, dovuti in parte alla carenza di ricerche scientifiche non coperte dal segreto commerciale.

Leggi su Le Scienze del 18 febbraio 2019

Leggi su Nature del 6 febbraio 2019 – 566, 161-162

 

Con il cambiamento climatico che rimodella l’agricoltura, il commercio internazionale sarà sempre più importante per nutrire il mondo

Con il cambiamento climatico destinato ad alterare significativamente la capacità di molte regioni del mondo di produrre cibo, si prevede che il commercio internazionale di prodotti agricoli avrà un ruolo sempre più importante nel nutrire il pianeta e rispondere al riacutizzarsi della fame a causa del clima, si legge in un nuovo rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), pubblicato oggi.

Le regole del commercio internazionale, stabilite sotto l’egida dell’Organizzazione Mondiale del commercio, e i nuovi meccanismi creati nell’ambito dell’accordo di Parigi per rispondere ai cambiamenti climatici, possono essere di reciproco sostegno, sostiene lo Stato dei mercati dei prodotti agricoli di base, 2018. Per raggiungere questo obiettivo, le politiche agricole e commerciali nazionali potranno aver bisogno di adeguarsi, per riuscire a trasformare il mercato globale in un pilastro della sicurezza alimentare e in uno strumento per l’adattamento ai cambiamenti climatici, dice il rapporto della FAO.

Questo perché i cambiamenti climatici influenzeranno l’agricoltura globale in modo non uniforme, migliorando le condizioni di produzione in alcuni luoghi e influenzando negativamente altri – creando una serie di “vincitori” e “perdenti” lungo la strada.

La produzione alimentare nei paesi a bassa latitudine – molti dei quali già soffrono povertà, insicurezza alimentare e malnutrizione – sarà la più colpita, osserva il rapporto. Le regioni con climi temperati invece potrebbero vedere impatti positivi con un clima più caldo che fa aumentare la produzione agricola.

Scarica il rapporto FAO (in inglese)

Per saperne di più (FAO Climate Change)

The food system is not ready for the future: how can innovation help?

The European food system is NOT ready for the future.
FIT4FOOD2030 (EU funded project) looks at how Research & Innovation can prepare the foodsystem for the future.
The FOOD 2030 Platform connects stakeholders at a European, national and local level, and will:

  1. help policy makers and ministries dealing with the food system to align Research & Innovation programmes and
  2. build skills and knowledge among current and future researchers,
    entrepreneurs, policy-makers, and the society at large to enable change.

The new FOOD 2030 Platform connects European, national and local stakeholders to help policy/decision makers and researchers to improve their Research & Innovation programmes and build skills and knowledge across the different sectors and populations for a future-proof European food system.

Link to FIT4FOOD2030 project

Link to Video: Prof Jacqueline Broerse explaining how FIT4FOOD203 will contribute to making the European food system future-proof.

Cibo, il clima impazzito lo sta rendendo meno nutriente

Cibo, il clima impazzito lo sta rendendo meno nutriente

L’IPPC: c’è uno stretto legame tra cambiamenti climatici e sicurezza alimentare. A rischio i livelli di produzione agricola. E il potere nutritivo delle colture diminuisce

VALORI (AMBIENTE 29.10.2018)

Di Andrea Calori

L’autore è esperto di politiche di sviluppo locale partecipato e autosostenibile. Ha svolto per dieci anni attività di insegnamento presso il Politecnico di Milano e ha lavorato con enti locali, regioni, governi nazionali, OCSE, Commissione Europea, Consiglio d’Europa, FAO, UNDP. È stato presidente della rete internazionale URGENCI, la coalizione mondiale delle reti di agricoltura supportata dalle comunità. Tra le sue pubblicazioni si segnalano Coltivare la città (Altreconomia, Milano 2009) e Food and the Cities. Politiche del cibo per città sostenibili (Edizioni Ambiente, Milano 2015).

 

Se tutti nel mondo seguissero una dieta sana, frutta e verdura non basterebbero

Se tutti gli abitanti del pianeta volessero e potessero seguire una dieta sana, non ci sarebbero abbastanza frutta e verdura per tutti. Lo rileva una ricerca dell’Università canadese di Guelph, pubblicata dalla rivista PLOS ONE, che evidenzia l’enorme discrepanza esistente tra la produzione agricola globale e le raccomandazioni dei nutrizionisti. Infatti, l’attuale sistema globale sovrapproduce cereali, grassi e zuccheri, mentre la produzione di frutta e verdura e, in misura minore, di proteine ​​non è sufficiente per soddisfare i bisogni nutrizionali della popolazione attuale.

Infatti, attualmente produciamo 12 porzioni di cereali per persona invece delle otto consigliate; cinque porzioni di frutta e verdura invece di 15; tre porzioni di olio e grasso invece di una; tre porzioni di proteine ​​invece di cinque; quattro porzioni di zucchero invece di nessuna.

Lo studio rileva che l’adozione di una dieta più nutriente non fa bene solo alla salute delle persone ma è positiva anche per il pianeta, perché richiede minori quantità di terra necessaria per nutrire una popolazione in crescita. Infatti, spostare la produzione per adeguarsi alle linee guida alimentari richiederebbe 50 milioni di ettari in meno di terra arabile, perché frutta e verdura richiedono meno terra da coltivare rispetto a cereali, zucchero e grassi. Ma per raggiungere questa diminuzione, i consumatori dovrebbero mangiare meno carne e il settore agroalimentare dovrebbe produrre più proteine ​​vegetali.

I ricercatori hanno poi fatto una proiezione al 2050, quando la popolazione mondiale dovrebbe raggiungere i 9,8 miliardi di persone, calcolando che, in assenza di cambiamenti nell’attuale regime alimentare, saranno necessari 12 milioni di ettari in più di terra arabile e almeno un miliardo di ettari in più di pascoli.

When too much isn’t enough: Does current food production meet global nutritional needs?

PLOS ONE – KC KB, Dias GM, Veeramani A, Swanton CJ, Fraser D, Steinke D, et al. (2018) When too much isn’t enough: Does current food production meet global nutritional needs? PLoS ONE 13(10): e0205683. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0205683

Options for keeping the food system within environmental limits – NATURE 2018

ABSTRACT

The food system is a major driver of climate change, changes in land use, depletion of freshwater resources, and pollution of aquatic and terrestrial ecosystems through excessive nitrogen and phosphorus inputs. Here we show that between 2010 and 2050, as a result of expected changes in population and income levels, the environmental effects of the food system could increase by 50–90% in the absence of technological changes and dedicated mitigation measures, reaching levels that are beyond the planetary boundaries that define a safe operating space for humanity. We analyse several options for reducing the environmental effects of the food system, including dietary changes towards healthier, more plant-based diets, improvements in technologies and management, and reductions in food loss and waste. We find that no single measure is enough to keep these effects within all planetary boundaries simultaneously, and that a synergistic combination of measures will be needed to sufficiently mitigate the projected increase in environmental pressures.

Options for keeping the food system within environmental limits

Naturevolume 562pages519–525 (2018)

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Decoupling Livestock from Land Use through Industrial Feed Production Pathways

Decoupling Livestock from Land Use through Industrial Feed Production Pathways

Environ. Sci. Technol., 2018, 52 (13), pp 7351–7359
DOI: 10.1021/acs.est.8b00216

https://pubs.acs.org/doi/10.1021/acs.est.8b00216

One of the main challenges for the 21st century is to balance the increasing demand for high-quality proteins while mitigating environmental impacts. In particular, cropland-based production of protein-rich animal feed for livestock rearing results in large-scale agricultural land-expansion, nitrogen pollution, and greenhouse gas emissions. Here we propose and analyze the long-term potential of alternative animal feed supply routes based on industrial production of microbial proteins (MP). Our analysis reveals that by 2050, MP can replace, depending on socio-economic development and MP production pathways, between 10–19% of conventional crop-based animal feed protein demand. As a result, global cropland area, global nitrogen losses from croplands and agricultural greenhouse gas emissions can be decreased by 6% (0–13%), 8% (−3–8%), and 7% (−6–9%), respectively. Interestingly, the technology to industrially produce MP at competitive costs is directly accessible for implementation and has the potential to cause a major structural change in the agro-food system.