{"id":7757,"date":"2012-02-20T15:32:08","date_gmt":"2012-02-20T14:32:08","guid":{"rendered":"https:\/\/sites.unimi.it\/casco\/?page_id=7757"},"modified":"2020-09-03T18:18:22","modified_gmt":"2020-09-03T16:18:22","slug":"alimenti-e-tannini","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sites.unimi.it\/casco\/alimenti-e-tannini\/","title":{"rendered":"Alimenti e tannini"},"content":{"rendered":"<section class=\"l-section wpb_row height_large color_primary with_img parallax_hor bgwidth_120 with_overlay\"><div class=\"l-section-img\" style=\"background-image: url(https:\/\/sites.unimi.it\/casco\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/pascolo-scaled.jpg);\" data-img-width=\"1600\" data-img-height=\"566\"><\/div><div class=\"l-section-overlay\" style=\"background: rgba(2,2,2,0)\"><\/div><div class=\"l-section-h i-cf\"><div class=\"g-cols vc_row type_default valign_top\"><div class=\"vc_col-sm-12 wpb_column vc_column_container\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\">[vc_custom_heading text=&#8221;Alimenti e tannini&#8221; font_container=&#8221;tag:h2|text_align:center&#8221; use_theme_fonts=&#8221;yes&#8221; css=&#8221;%7B%22default%22%3A%7B%22font-size%22%3A%2260%22%7D%7D&#8221;]<div class=\"w-iconbox iconpos_top style_default color_custom align_center no_title no_text\"><a class=\"w-iconbox-link\" href=\"#intro\" aria-hidden=\"true\"><div class=\"w-iconbox-icon\" style=\"font-size:2rem;color:#ffffff;\"><i class=\"far fa-chevron-down\"><\/i><\/div><\/a><div class=\"w-iconbox-meta\"><\/div><\/div><div class=\"w-separator size_small\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"l-section wpb_row height_large\" id=\"intro\"><div class=\"l-section-h i-cf\"><div class=\"g-cols vc_row type_default valign_top\"><div class=\"vc_col-sm-12 wpb_column vc_column_container\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"g-cols wpb_row  type_default valign_top vc_inner\"><div class=\"vc_col-sm-4 wpb_column vc_column_container\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"w-separator size_medium\"><\/div><div class=\"w-image align_none\"><div class=\"w-image-h\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"726\" src=\"https:\/\/sites.unimi.it\/casco\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cover-allevamentocaprino-home-slide-1024x726.jpg\" class=\"attachment-large size-large\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/sites.unimi.it\/casco\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cover-allevamentocaprino-home-slide-1024x726.jpg 1024w, https:\/\/sites.unimi.it\/casco\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cover-allevamentocaprino-home-slide-300x213.jpg 300w, https:\/\/sites.unimi.it\/casco\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cover-allevamentocaprino-home-slide-1536x1088.jpg 1536w, https:\/\/sites.unimi.it\/casco\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cover-allevamentocaprino-home-slide.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"vc_col-sm-8 wpb_column vc_column_container\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"wpb_text_column\"><div class=\"wpb_wrapper\"><p>I <strong>nematodi gastrointestinali<\/strong>, in ambito caprino, sono considerati i parassiti pi\u00f9 importanti sul piano zoo-economico in quanto la loro presenza, riscontrata prevalentemente negli allevamenti che fanno uso del <strong>pascolo<\/strong>, \u00e8 correlata a significative perdite di produzione. Come visto da Manfredi e colleghi (2011) sia la produzione nella lattazione effettiva che quella giornaliera di latte delle capre si riducono all\u2019aumentare della carica dei parassiti gastrointestinali; nel caso oggetto dello studio la differenza riscontrata tra allevamenti parassitati e non parassitati \u00e8 stata di 117 litri per lattazione effettiva individuale, a causa di una riduzione della produzione giornaliera ma anche della durata della lattazione. Inoltre, anche la percentuale di grasso del latte prodotto dalle capre infestate da nematodi ha subito una riduzione significativa. In aggiunta, le parassitosi influiscono negativamente non solo sulla capacit\u00e0 produttiva delle capre ma anche sul loro stato di benessere, talvolta causando forme anemiche di grave entit\u00e0 che possono esitare in fenomeni di mortalit\u00e0.<br \/>\nAl fine di contrastare le parassitosi gastrointestinali da nematodi nella capra, un aiuto importante pu\u00f2 essere dato dai tannini ingeriti con la dieta.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"w-separator size_small with_line width_default thick_1 style_solid color_border align_center\"><div class=\"w-separator-h\"><\/div><\/div><div class=\"g-cols wpb_row  type_default valign_top vc_inner\"><div class=\"vc_col-sm-8 wpb_column vc_column_container\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"wpb_text_column\"><div class=\"wpb_wrapper\"><p>I tannini sono una famiglia molto varia di metaboliti secondari delle piante. Le piante ricche in tannini contengono in genere una miscela di tannini con diversa struttura; la quantit\u00e0 e la struttura dei tannini presenti \u00e8 diversa fra i vari tessuti e pu\u00f2 subire cambiamenti con lo sviluppo della pianta. All\u2019interno della pianta, i tannini sono contenuti nei vacuoli cellulari e generalmente le maggiori concentrazioni si hanno nelle foglie e negli organi riproduttivi piuttosto che nelle radici e negli steli.\u00a0 Nell\u2019organismo vegetale svolgono diverse funzioni, alcune ancora in parte sconosciute (Mueller-Harvey, 2018). Uno dei ruoli principali \u00e8 quello di difesa contro gli erbivori grazie alla loro azione astringente, questo spiega la pi\u00f9 alta concentrazione di tannini nelle foglie e negli organi riproduttivi.<br \/>\nI tannini, per\u00f2, potrebbero avere molteplici funzioni positive sull\u2019animale come l\u2019aumento dell\u2019efficienza nella digestione delle proteine e la riduzione di metano enterico. I tannini sono, tra gli estratti naturali, quelli che presentano la pi\u00f9 elevata attivit\u00e0 antielmintica.<br \/>\nNelle piante terrestri, i tannini vengono classificati in tannini condensati e in tannini idrolizzabili (Zeller, 2019; Jayanegara <em>et al<\/em>., 2011).<br \/>\nI tannini condensati (TC) o \u201cproantocianidine\u201d sono un grande gruppo chimico eterogeneo di polimeri fenolici (polifenoli), che in natura si presentano come oligomeri idrosolubili e polimeri insolubili derivanti dal monomero flavan-3-olo (Zeller, 2019; Shay <em>et al<\/em>., 2017).<br \/>\nI tannini idrolizzabili (HT) sono una famiglia pi\u00f9 omogenea e sono poliesteri dell\u2019acido gallico e di zuccheri (Jayanegara <em>et al<\/em>., 2011; Makkar, 2003).<br \/>\nPer quanto riguarda l\u2019utilizzo dei tannini nell\u2019<strong>alimentazione animale<\/strong>, si \u00e8 visto che entrambe le famiglie hanno effetti sia positivi che negativi sugli animali, a seconda della loro struttura e concentrazione nella dieta, della formulazione della dieta stessa e ad altri fattori come la specie e lo stato fisiologico dell&#8217;animale.<br \/>\nIn ambiente acquoso, hanno una grande affinit\u00e0 con ioni metallici, aminoacidi, polisaccaridi, ma soprattutto con le proteine a cui si legano formando complessi (Makkar, 2003). Questa tendenza a legarsi alle proteine potrebbe aumentare la quota di proteine by-pass ruminali, migliorando, quindi, l\u2019efficienza d\u2019uso dell\u2019azoto e spostando alle feci parte dell\u2019azoto che, senza tannini, sarebbe stato escreto con le urine, riducendo in questo modo l\u2019impatto ambientale dell\u2019allevamento (Aboagye e Beauchemin, 2019). Oltre al gi\u00e0 citato effetto nematocida hanno inoltre propriet\u00e0 di espulsione dei radicali liberi. In aggiunta, i tannini determinano una riduzione delle flogosi intestinali (Paolini et al., 2003); hanno un effetto astringente, con riduzione della percentuale di acqua nelle feci, migliorando lo stato della lettiera con ripercussioni positive sul benessere animale (Manfredi et al., 2010). Un altro aspetto positivo sarebbe il possibile effetto di riduzione delle emissioni di metano.<br \/>\nTra gli aspetti negativi bisogna sicuramente citare l\u2019effetto astringente che i tannini causano agli alimenti diminuendone quindi l\u2019appetibilit\u00e0. Tuttavia si \u00e8 visto che nella saliva delle capre, come adattamento a questo fenomeno e a differenza di altri ruminanti, \u00e8 presente un maggior numero di glicoproteine che hanno la funzione di legarsi ai tannini per ridurre questo effetto negativo (Aboagye e Beauchemin, 2019). Sempre a causa della tendenza a legarsi con altre molecole, i tannini potrebbero ridurre la digeribilit\u00e0 della fibra e avere addirittura degli effetti tossici per gli animali.<br \/>\n\u00c8 bene per\u00f2 ricordare che tutti questi effetti, positivi o negativi che siano, dipendono soprattutto dalle concentrazioni di tannini nella dieta che, per quanto riguarda gli effetti tossici e anti-nutrizionali, difficilmente verranno raggiunte con una dieta ben formulata. Comunemente, si ritiene che una dieta con una concentrazione di tannini inferiore al 5% sull\u2019intera sostanza secca ingerita non causi problemi, come ad esempio una riduzione della digeribilit\u00e0, ma, anzi, l\u2019animale ne trarrebbe dei benefici.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"vc_col-sm-4 wpb_column vc_column_container\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"w-separator size_small\"><\/div><div class=\"w-image align_none\"><div class=\"w-image-h\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/sites.unimi.it\/casco\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/agriturismo-le-reve-courmayeur-4-low-1024x768.jpg\" class=\"attachment-large size-large\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/sites.unimi.it\/casco\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/agriturismo-le-reve-courmayeur-4-low-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/sites.unimi.it\/casco\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/agriturismo-le-reve-courmayeur-4-low-300x225.jpg 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quelli a pi\u00f9 alta concentrazione di tannini sono il ginestrino (<em>Lotus corniculatus<\/em>), la lupinella (<em>Onobrychis viciifolia<\/em>) e la sulla (<em>Hedysarum coronarium<\/em>), tutti appartenenti alla famiglia delle leguminose.<br \/>\nIl ginestrino (<em>Lotus corniculatus<\/em>) \u00e8 una leguminosa presente normalmente nei pascoli e nei prati naturali europei. \u00c8 una pianta erbacea, perenne, alta 0,4-0,7 m, con apparato radicale fittonante, ricco di tubercoli.<br \/>\nIl ginestrino si adatta abbastanza bene a eccessi di umidit\u00e0 cos\u00ec come a condizioni di siccit\u00e0. I limiti termici del ginestrino sono all\u2019incirca quelli della medica. Presenta una certa tolleranza all\u2019acidit\u00e0 del terreno che lo rende una specie adatta ad essere coltivata in terreni organici anche di montagna. I valori ottimali di pH si aggirano intorno a 6,5.<br \/>\nSolitamente viene utilizzato in prati in consociazione con altre specie con una durata di 2-4 anni.<br \/>\nIl ginestrino \u00e8 sensibile alla competizione con altre piante a causa del suo sviluppo molto lento. \u00a0Viene seminato su terreno nudo, appena sotto la superficie, con dosi di 10-20 kg\/ha.<br \/>\nPu\u00f2 essere utilizzato per il pascolo o affienato. Le rese sono variabili in funzione dell\u2019anno di semina, delle condizioni climatiche e del numero di sfalci possibili: si passa da una resa di 2-3 t\/ha al primo anno fino alle 6-14 t\/ha di sostanza secca in condizioni ottimali (Feedipedia.org).<br \/>\nIl fieno \u00e8 ricco di proteine (19,2 \u00b1 2,3%SS) ma la qualit\u00e0 della fibra non \u00e8 molto buona visto l\u2019alto contenuto di lignina (9,6 \u00b1 1,1% SS) (Tab. 1). Nel ginestrino, i tannini condensati variano con percentuali dallo 0,7% al 4% sul peso della sostanza secca (Aboagye e Beauchemin, 2019).<br \/>\nLa lupinella (<em>Onobrychis viciifolia<\/em>) \u00e8 una leguminosa con apparato radicale fittonante, ricco di numerosi tubercoli radicali. Gli steli sono eretti e presentano foglie imparipennate con 7-12 paia di foglioline. L\u2019infiorescenza \u00e8 un racemo ascellare non ramificato di colore rosato. Il frutto \u00e8 un legume spinoso e indeiscente che, solitamente, contiene un solo seme reniforme di colore bruno.<br \/>\nLa lupinella resiste discretamente al freddo e alla siccit\u00e0. Si adatta a terreni calcarei, sabbiosi, asciutti. \u00c8 adatta anche agli argillosi purch\u00e9 non umidi, teme i terreni acidi. La semina pu\u00f2 essere fatta sia con seme nudo che vestito con dosi variabili dai 50 ai 160 kg\/ha.<br \/>\nCome foraggera \u00e8 un\u2019ottima pianta miglioratrice della fertilit\u00e0 del suolo, resta in coltura 2-3 anni, collocandosi bene tra due cereali. Ha una scarsa attitudine al ricaccio, il primo taglio rappresenta quindi il grosso della produzione. Le rese sono di 20-25 t\/ha di erba, pari a circa 4-5 t\/ha di fieno.<br \/>\nIl fieno di lupinella ha un discreto contenuto di fibra NDF (47,7 \u00b1 10,6% SS) ma con un alto contenuto di lignina (9,0 \u00b1 1,9% SS), ha una buona concentrazione di proteine (15,2 \u00b1 3,3% SS). Ha un contenuto di tannini condensati di 1,6-9,4% sulla sostanza secca (Aboagye e Beauchemin, 2019).<br \/>\nLa sulla (<em>Hedysarum coronarium<\/em>) \u00e8 una leguminosa con apparato radicale fittonante. Gli steli sono eretti, alti da 0,80 a 1,50 m, da cui partono foglie imparipennate, composte da 4-6 paia di foglioline, leggermente ovali. Le infiorescenze sono racemi ascellari che portano 20-40 fiori di colore rosso. Il frutto \u00e8 un lomento con 3-5 semi.<br \/>\nLa sulla \u00e8 resistente alla siccit\u00e0, ma non al freddo. Si adatta bene a terreni argillosi. La semina pu\u00f2 essere fatta in autunno con 80-100 kg\/ha di seme vestito o in primavera con 20-25 kg\/ha di seme nudo.<br \/>\nLa sulla \u00e8 un\u2019ottima foraggera miglioratrice, che ben si inserisce tra due colture di cereali. Il primo anno \u00e8 utilizzato come pascolo. La produzione per foraggio \u00e8 soddisfacente solo dal secondo anno con una resa media di 4-5 t\/ha, tutta rappresentata dal primo e unico taglio. A causa dell\u2019alto contenuto di acqua \u00e8 meglio preferire l\u2019insilamento alla fienagione.<br \/>\nIl fieno di sulla ha una buona concentrazione di proteine (14,3 \u00b1 1,7%), un discreto contenuto di fibra NDF (48,2 \u00b1 6,3% SS) ma con molta lignina (8,6% SS). Ha un contenuto di tannini di 3,3-6,8% sulla sostanza secca) (Aboagye e Beauchemin, 2019).<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"w-separator size_medium\"><\/div><div class=\"g-cols wpb_row  type_default valign_top vc_inner\"><div class=\"vc_col-sm-12 wpb_column vc_column_container\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"wpb_text_column\"><div class=\"wpb_wrapper\"><p><strong>Tab. 1. Composizione chimica e contenuto di tannini condensati di ginestrino (Lotus corniculatus), lupinella (Onobrychis viciifolia) e sulla (Hedysarum coronarium). (Adattato da Feedipedia.org e Aboagye e Beauchemin, 2019).<\/strong><\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"w-separator size_small\"><\/div><div class=\"w-image style_outlined align_center\"><div class=\"w-image-h\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"239\" src=\"https:\/\/sites.unimi.it\/casco\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Schermata-2020-04-24-alle-15.47.01.png\" class=\"attachment-large size-large\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/sites.unimi.it\/casco\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Schermata-2020-04-24-alle-15.47.01.png 683w, https:\/\/sites.unimi.it\/casco\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Schermata-2020-04-24-alle-15.47.01-300x105.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/div><\/div><div class=\"w-separator size_small with_line width_default thick_1 style_solid color_border align_center\"><div class=\"w-separator-h\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"g-cols wpb_row  type_default valign_top vc_inner\"><div class=\"vc_col-sm-12 wpb_column vc_column_container\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"wpb_text_column\"><div class=\"wpb_wrapper\"><h4 style=\"text-align: center;\"><strong>Concentrati ricchi in tannini<\/strong><\/h4>\n<p>Tra i concentrati ricchi in tannini talvolta utilizzati negli allevamenti lombardi vi \u00e8 la granella di sorgo.<br \/>\nIl sorgo (<em>Sorghum bicolor<\/em>) \u00e8 una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle graminacee. L\u2019apparato radicale \u00e8 fascicolato, con radici embrionali e avventizie. Ha il culmo alto 1-3 metri, con foglie lanceolate, inserite alterne ad ogni nodo del culmo. L\u2019infiorescenza \u00e8 un racemo terminale comunemente detto \u201cpanicolo\u201d. La granella ha dimensioni variabili e pu\u00f2 avere colorazioni dal bianco al rosso al viola. Esistono diverse variet\u00e0 di sorgo, in ambito zootecnico le pi\u00f9 importanti sono il sorgo da granella, dove \u00e8 massima la produzione delle cariossidi, e il sorgo da foraggio, che pu\u00f2 essere falciato pi\u00f9 volte.<br \/>\nLa granella di sorgo ha circa il 12% di umidit\u00e0 sul peso tal quale, ha un\u2019alta concentrazione di amido, pari a circa il 73% della sostanza secca, e contiene proteine grezze per il 10,2 \u00b1 1,0% SS, la fibra NDF \u00e8 circa il 12,2 \u00b1 1,9% SS, l\u2019estratto etereo il 3,6 \u00b1 0,3% SS (Feedipedia.org). All\u2019interno delle variet\u00e0 da granella vi sono ibridi senza tannini e altri ad elevato contenuto di tannini con concentrazioni anche superiori ai 50 g\/1000 g di granella.<\/p>\n<p><strong>Estratti di tannini<\/strong><\/p>\n<p>Gli estratti commerciali di tannini derivano da piante legnose naturalmente ricche di tannini.<br \/>\nLa maggior parte di tannini condensati purificati deriva da processi industriali di estrazione e purificazione dei tannini soprattutto dal legno di quebracho (<em>Schinopsis spp.<\/em>), un genere di piante legnose appartenete alla famiglia delle Anacardiacee, ma anche dal legno di mimosa (<em>Mimosa spp.<\/em>), di acacia (<em>Acacia spp.<\/em>) o di quercia (Quercus spp.).<br \/>\nGli estratti di tannini idrolizzabili purificati si ottengono con un processo industriale simile a quello utilizzato per i tannini condensati e derivano principalmente dal legno di Castagno (<em>Castanea spp.<\/em>), di quercia (<em>Quercus spp.<\/em>).<br \/>\nGli estratti commerciali hanno normalmente una concentrazione di tannini superiore al 70%.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"w-separator size_small with_line width_default thick_1 style_solid color_border align_center\"><div class=\"w-separator-h\"><\/div><\/div><div class=\"wpb_text_column\"><div class=\"wpb_wrapper\"><p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<p><small>Aboagye I.A., Beauchemin K.A. 2019. Potential of Molecular Weight and Structure of Tannins to Reduce Methane Emissions from Ruminants: A Review. Animals.doi: 10.3390\/ani9110856.<\/small><\/p>\n<p><small>Feedipedia.org, visitato marzo 2020.<br \/>\nJayanegara A., Leiber F., Kreuzer M. 2011. Meta\u2010analysis of the relationship between dietary tannin level and methane formation in ruminants from in vivo and in vitro experiments. Journal of Animal Physiology and Animal Nutrition.doi:10.1111\/j.1439-0396.2011.01172.x<\/small><\/p>\n<p><small>Makkar H.P.S. 2003. Effects and fate of tannins in ruminant animals, adaptation to tannins, and strategies to overcome detrimental effects of feeding tannin-rich feeds. Small Ruminant Research. doi:10.1016\/S0921-4488(03)00142-1<\/small><\/p>\n<p><small>Manfredi M.T., Bronzo V., Di Cerbo A. 2011. Allevamento caprino in Lombardia: stato igienico-sanitario e produzioni. Quaderni della ricerca; 129: 1-62. Regione Lombardia Agricoltura.<br \/>\nManfredi M.T., Di Cerbo A.R., Zanzani S., Stradiotto K. 2010. Breeding management in goat farms of Lombardy, northern Italy: Risk factors connected to gastrointestinal parasites. Small Ruminant Research.<br \/>\ndoi:10.1016\/j.smallrumres.2009.12.018<\/small><\/p>\n<p><small>Mueller-Harvey I., Bee G., Dohme-Meier F., Hoste H., Karonen M., K\u00f6lliker R., L\u00fcscher A.,Niderkorn V, Pellikaan W.F., Salminen J., Sk\u00f8t L., Smith L.M.J, Thamsborg S.M.,\u00a0 Totterdell P., Wilkinson I., Williams A.R.,\u00a0 Azuhnwi B.N., Baert N., Brinkhaus A.G.,Copani G., Desrues O., Drake C., Engstr\u00f6m M., Fryganas C., Girard M., Huyen N.T.,Kempf K., Malisch C., Mora-Ortiz M.,Quijada J., Ramsay A., Ropiak H.M., Waghorn G.C. 2019. Benefits of Condensed Tannins in Forage Legumes Fed to Ruminants: Importance of Structure, Concentration, and Diet Composition. Crop Sci.<br \/>\ndoi:10.2135\/cropsci2017.06.0369<\/small><\/p>\n<p><small>Paolini V., Bergeaud J.P., Grisez C., Prevot F., Dorchies Ph., Hoste H. 2003. Effects of condensed tannins on goats experimentally infected with Haemonchus contortus. Veterinary Parasitology.<br \/>\ndoi:10.1016\/S0304-4017(03)00064-5<\/small><\/p>\n<p><small>Shay P., Trofymow J.A., Constabel C.P. 2017. An improved butanol-HCl assay for quantification of water-soluble, acetone:methanol-soluble, and insoluble proanthocyanidins (condensed tannins). Plant Methods.<br \/>\ndoi:10.1186\/s13007-017-0213-3<\/small><\/p>\n<p><small>Zeller, W.E. 2019. Activity, Purification, and Analysis of Condensed Tannins: Current State of Affairs and Future Endeavors. Crop Science.<br \/>\ndoi:10.2135\/cropsci2018.05.0323<\/small><\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"l-section wpb_row height_medium color_alternate\" id=\"team\"><div class=\"l-section-h i-cf\"><div class=\"g-cols vc_row type_default valign_top\"><div class=\"vc_col-sm-12 wpb_column vc_column_container\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"wpb_text_column\"><div class=\"wpb_wrapper\"><h2 style=\"text-align: center;\">Download<\/h2>\n<\/div><\/div><div class=\"w-separator size_medium\"><\/div><div class=\"g-cols wpb_row  type_default valign_top vc_inner\"><div class=\"vc_col-sm-4 wpb_column vc_column_container\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"w-ibanner animation_nike ratio_4x3 easing_ease gochi\"><div class=\"w-ibanner-h\"><div class=\"w-ibanner-image\" style=\"background-image: url(https:\/\/sites.unimi.it\/casco\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Foto-tasto-pdf-alimenti-1024x683.jpeg)\"><\/div><div class=\"w-ibanner-content\"><div class=\"w-ibanner-content-h\"><p class=\"w-ibanner-title\" style=\"font-size:20px;\">Alimenti e tannini<\/p><div class=\"w-ibanner-desc\"><p>Clicca per il download in PDF<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><a href=\"https:\/\/sites.unimi.it\/casco\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Alimenti-e-tannini.pdf\"><\/a><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"vc_col-sm-4 wpb_column vc_column_container\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\"><\/div><\/div><\/div><div class=\"vc_col-sm-4 wpb_column vc_column_container\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\"><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"w-separator size_small\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[vc_custom_heading text=\"Alimenti e tannini\" font_container=\"tag:h2|text_align:center\" use_theme_fonts=\"yes\" css=\"%7B%22default%22%3A%7B%22font-size%22%3A%2260%22%7D%7D\"]I nematodi gastrointestinali, in ambito caprino, sono considerati i parassiti pi\u00f9 importanti sul piano zoo-economico in quanto la loro presenza, riscontrata prevalentemente negli allevamenti che fanno uso del pascolo, \u00e8 correlata a significative perdite di produzione. 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