{"id":736,"date":"2019-05-27T12:11:36","date_gmt":"2019-05-27T10:11:36","guid":{"rendered":"https:\/\/sites.unimi.it\/guzzardi\/?p=736"},"modified":"2019-05-28T11:39:39","modified_gmt":"2019-05-28T09:39:39","slug":"come-scrivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sites.unimi.it\/guzzardi\/index.php\/2019\/05\/27\/come-scrivere\/","title":{"rendered":"come scrivere"},"content":{"rendered":"\n<p>Prima che cominci a scrivere, concorderemo insieme, in linea di massima, come organizzare il lavoro (p. es., l\u2019eventualit\u00e0 di stendere e discutere un piano di lavoro preliminare o un indice ragionato degli argomenti che si intendono toccare, in quale fase di stesura \u00e8 opportuno sottoporre un testo scritto, ecc.). Non c\u2019\u00e8 un ordine nel quale <em>dovrai<\/em> scrivere i capitoli. Nel corso della stesura, ti capiter\u00e0 spesso di rimaneggiarli e ritoccarli: aggiungerai alcune parti a quanto hai gi\u00e0 scritto, ne ricollocherai o ne eliminerai altre. Di solito \u00e8 buona cosa stendere l\u2019introduzione e le conclusioni, che presentano e sintetizzano gli intenti e i risultati raggiunti, nelle fasi finali o comunque pi\u00f9 mature del lavoro. Ma non \u00e8 un obbligo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi aspetto che lo stile in cui scrivi il testo sia chiaro e curato, oltre che ortograficamente, grammaticalmente e sintatticamente corretto. Ti consiglio di riguardare una buona monografia fra quelle che hai studiato nell&#8217;esame di filosofia della scienza per avere un modello di riferimento  efficace.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche consiglio stilistico molto pratico: evita l\u2019uso indebito delle maiuscole, di punti esclamativi e puntini di sospensione, cos\u00ec come modalit\u00e0 espressive che rendono meno scorrevole la lettura e ingenuit\u00e0 come lo scusarsi con il lettore o implicite in frasi come \u201cavrei potuto scrivere\u201d, \u201cavrei potuto approfondire\u201d, \u201cnon ho approfondito la tal cosa per mancanza di tempo\u201d, ecc. Se utilizzato saggiamente, il <em>corsivo <\/em>pu\u00f2 essere uno strumento efficace per evidenziare parole e concetti; ma, proprio per questo, il suo impiego va limitato. Rileggi sempre quello che hai scritto prima di presentarmelo, utilizzando eventualmente un correttore ortografico. <\/p>\n\n\n\n<p>Infine, ti chieder\u00f2 di prestare particolare attenzione all\u2019impiego di citazioni e parafrasi: in qualsiasi lavoro di ricerca ci si trova spesso a descrivere e discutere le idee di qualcun altro \u2013 di un particolare autore su cui verte il lavoro oppure di un passo di letteratura critica. Ci sono due strategie per farlo: si pu\u00f2 parafrasare il pensiero espresso oppure citare un brano che si considera rappresentativo. Quale delle due strategie sia pi\u00f9 opportuna dipende dal contesto, ma anche dal gusto e dallo stile personale. In ogni caso, citazioni e parafrasi vanno utilizzate in maniera accorta e con moderazione: la fonte da cui si cita deve sempre venire indicata (nel testo o in nota), in modo da distinguere nettamente fra il tuo contributo e le parole e le idee altrui. Ogni volta che citi o commenti un passo, ricorda che quello che stai facendo \u00e8 un lavoro di analisi personale, non una collezione di citazioni. Trovi qui alcuni esempi su come utilizzare al meglio citazioni e parafrasi. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima che cominci a scrivere, concorderemo insieme, in linea di massima, come organizzare il lavoro (p. es., l\u2019eventualit\u00e0 di stendere e discutere un piano di lavoro preliminare o un indice ragionato degli argomenti che si intendono toccare, in quale fase di stesura \u00e8 opportuno sottoporre un testo scritto, ecc.). 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