Le Piramidi
"Così si può spiegare ciò che Savary nota nei suoi resoconti dall'Egitto: che non ci si debba avvicinare molto alle piramidi e nemmeno si debba restarne troppo lontani per provare tutta l'emozione della loro grandezza. Infatti, nel secondo caso, le parti che sono apprese (le loro pietre sovrapposte) sono rappresentate solo oscuramente e la loro rappresentazione non produce alcun effetto sul giudizio estetico del soggetto. Ma, nel primo caso, l'occhio ha invece bisogno di un certo tempo per completare l'apprensione dalla base fino al vertice; intanto però svaniscono sempre in parte i primi dati, prima che la forza di immaginazione abbia registrato gli ultimi, e la comprensione non è mai completa" (I. Kant, Critica del giudizio, a cura di M. Marassi, Milano, Bompiani, 2004, § 26, pp. 183-185).
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