{"id":1809,"date":"2017-05-27T08:32:08","date_gmt":"2017-05-27T08:32:08","guid":{"rendered":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/?p=1809"},"modified":"2017-12-28T08:34:28","modified_gmt":"2017-12-28T08:34:28","slug":"il-muro-di-marsiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/il-muro-di-marsiglia\/","title":{"rendered":"Il muro di Marsiglia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In un <em>certamen<\/em> tenutosi in provincia di Varese (<em>Non omnis moriar<\/em>, IX edizione; quest&#8217;anno organizzato dal Liceo &#8220;Daniele Crespi&#8221; di Busto Arsizio) \u00e8 stato presentato ai concorrenti, che erano tutti studenti del secondo anno provenienti da una decina di licei classici della provincia\u00a0 e di altre province limitrofe, il seguente testo di Cesare:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Caesar per litteras Trebonio magnopere mandaverat, ne per vim Massiliam expugnari pateretur, ne gravius permoti milites et Massiliensium defectionis odio et contemptione sui et diutino labore omnes puberes interficerent; quod se facturos minabantur, aegreque tunc sunt retenti quin oppidum irrumperent, graviterque eam rem tulerunt, quod stetisse per Trebonium, quominus oppido potirentur, videbatur.\u00a0At hostes sine fide tempus atque occasionem fraudis ac doli quaerunt interiectisque aliquot diebus nostris languentibus atque animo remissis subito, meridiano tempore, cum alius discessisset, alius ex diutino labore in ipsis operibus quieti se dedisset, arma vero omnia reposita contectaque essent, portis se foras erumpunt, secundo magnoque vento ignem operibus inferunt. Hunc sic distulit ventus, ut uno tempore agger, plutei, testudo, turris, tormenta flammam conciperent et prius haec omnia consumerentur, quam, quemadmodum accidisset, animadverti posset. Nostri repentina fortuna permoti arma, quae possunt, arripiunt; alii ex castris sese incitant. Fit in hostes impetus; sed de muro sagittis tormentisque fugientes persequi prohibentur. Illi sub murum se recipiunt ibique musculum turrimque latericiam libere incendunt. Ita multorum mensium labor hostium perfidia et vi tempestatis puncto temporis interiit.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Si tratta di un pezzo unitario del\u00a0<em>De bello civili<\/em>, che include il finale del capitolo 13 e gran parte del capitolo 14 del secondo libro dell&#8217;opera. Il brano si riferisce all&#8217;inizio dell&#8217;assedio di Marsiglia, cui anche Lucano ha dedicato tanta parte del suo poema (il libro III). Il testo \u00e8 esattamente quello di Cesare, salvo l&#8217;aggiunta della precisazione iniziale dell&#8217;<em>oppidum<\/em> di cui si stava parlando, che in Cesare si ricava dalla continuit\u00e0 di lettura; una nota a pi\u00e8 pagina spiegava anche chi fosse Trebonio. In classe credo che funzionerebbe bene il confronto fra questo brano e la narrazione lucanea, che ovviamente \u00e8 di tutt&#8217;altro tono. Importante mi pare soprattutto la sottolineatura dei Marsigliesi come\u00a0<em>hostes sine fide <\/em>perch\u00e9 fanno irruzione fuori dalla citt\u00e0 assediata nonostante i Cesariani siano ben disposti verso di loro; Lucano, al contrario, osservando che loro soli si sono opposti all&#8217;altrimenti irresistibile avanzata di Cesare, li gratificher\u00e0 di unici dotati di\u00a0<em>fides <\/em>nei confronti di Roma e del suo senato, eppure sarebbero una\u00a0<em>Graia urbs<\/em>!: <em>ausa est servare iuventus \/\u00a0non Graia levitate fidem signataque iura<\/em>, III 301-302. In fondo, Cesare aveva s\u00ec raccontato in precedenza che, stretti dall&#8217;assedio e gi\u00e0 messi in difficolt\u00e0 dalle operazioni guidate da Trebonio, i Marsigliesi avevano chiesto di attendere l&#8217;arrivo di Cesare perch\u00e9 si decidesse la loro sorte; ma, a parte che questo lo dice Cesare, ma non sappiamo se sia vero e gli storici moderni anzi ne dubitano, \u00e8 invece sicuro che i Marsigliesi avranno ignorato la &#8220;clemenza&#8221; proposta da Cesare a Trebonio; e nemmeno si capisce come avrebbero potuto essere al corrente dei sentimenti e delle discussioni interne al campo nemico. La loro mancanza di\u00a0<em>fides<\/em> si manifesta, di fatto, nell&#8217;approfittare di un&#8217;occasione propizia per fare una sortita dalla citt\u00e0 assediata, e incendiare cos\u00ec parte delle macchine da guerra nemiche: una cosa che, in tempi bellici, sarebbe in effetti illegittima nel caso di tregua giurata fra le parti (come vuole Cesare), ma altrimenti \u00e8 del tutto ovvia. E anche nel caso di interruzione delle tregua, \u00e8 comunque avvenimento abbastanza comune per non doversene scandalizzare pi\u00f9 di tanto &#8211; i paralleli non mancano n\u00e9 nei racconti di Cesare n\u00e9 nella tradizione epica, penso ad esempio al patto giurato e poi violato dai Latini nel dodicesimo libro dell&#8217;<em>Eneide. <\/em>Piuttosto, dal brano si evince come siano i soldati di Cesare a farsi cogliere impreparati di fronte all&#8217;assalto, anche se Cesare li scusa ricordando la loro fatica precedente e celebrando la loro pronta capacit\u00e0 di reazione, che subito ribalta le sorti del contrasto e in seguito permetter\u00e0 di rifare in tutta fretta le opere danneggiate. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Qui vorrei per\u00f2 concentrarmi su un dato, che \u00e8 emerso dalla lettura delle prove dei concorrenti al\u00a0<em>certamen<\/em> (una settantina circa). Fra i passaggi pi\u00f9 difficili da interpretare \u00e8 risultata la seguente frase:\u00a0<em>Fit in hostes impetus; sed de muro sagittis tormentisque fugientes persequi prohibentur. <\/em>Ragione della difficolt\u00e0 \u00e8 stata, evidentemente, l&#8217;incapacit\u00e0 di molti concorrenti di capire chi siano i\u00a0<em>fugientes<\/em> della situazione; chi, di conseguenza, riceva la proibizione di seguirli; di quale muro si tratti; e quale sia il rapporto di\u00a0<em>sagittis tormentisque<\/em> con il resto della frase. Ora, un\u00a0<em>certamen<\/em> \u00e8 un\u00a0<em>certamen<\/em>, e punta a individuare un podio di possibili vincitori. Una classe \u00e8 invece una classe, e l\u00ec si deve puntare a traghettare al sicuro quanti pi\u00f9 studenti possibile, auspicabilmente tutti. Cosa crea difficolt\u00e0 in questa frase? A mio giudizio, tre cose, che rappresentano per\u00f2 anche tre tipici &#8220;errori&#8221; del nostro approccio ai testi latini. Vediamoli insieme.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il primo errore: l&#8217;ignoranza del lessico nelle sue specificit\u00e0 linguistiche. Si tende a dimenticare che ogni parola non significa pressapoco qualcosa, ma esprime un preciso concetto, non confondibile con nessun altro (salvo quando ci siano voluti giochi linguistici da parte dell&#8217;autore; ma non \u00e8 il caso di Cesare). Qui si sta parlando di assedio di una citt\u00e0; da un lato quindi c&#8217;\u00e8 una citt\u00e0 fortificata, con le sue mura e le torri di difesa; dall&#8217;altro un accampamento provvisorio, ancorch\u00e9 perfettamente attrezzato, fatto in larga parte di legno, per essere facilmente costruibile e facilmente spostabile (vi si segnala infatti, come particolarit\u00e0, la presenza di una torre di mattoni, <em>turris latericia<\/em>). Gi\u00e0 questo avrebbe dovuto guidare verso l&#8217;idea che\u00a0<em>de muro<\/em> si riferisca alle mura di Marsiglia e che sia da l\u00ec, quindi, che provengono <em>sagittae<\/em> e\u00a0<em>tormenta<\/em> (<em>de<\/em>, con tipico movimento dall&#8217;alto verso il basso)<em>. <\/em>Di conseguenza, i\u00a0<em>fugientes<\/em> cos\u00ec salvati dall&#8217;intervento di provvidenziali aiuti dall&#8217;alto devono essere i Marsigliesi, prima vincitori nella loro sortita, poi sorpresi dalla reazione dei Cesariani (gi\u00e0 soggetto della proposizione precedente, e quindi sempre loro ad essere\u00a0<em>prohibiti<\/em> dall&#8217;inseguimento). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il secondo errore: la difficolt\u00e0 di vedere i testi nella loro interezza, limitandosi a tradurli segmento per segmento, man mano che questi si presentano allo sguardo dello studente. Agendo cos\u00ec, \u00e8 chiaro che ci si trova davanti prima a un\u00a0<em>de muro<\/em> poco perspicuo, poi a un <i>sagittis tormentisque<\/i> che non si sa bene a chi si riferisca ecc. ecc. Ma <em><strong>prima<\/strong><\/em> di tradurre ragioniamo sulla continuit\u00e0 del testo, ricordandoci che s\u00ec, \u00e8 vero, in latino la presenza delle declinazioni consente di usare pi\u00f9 liberamente le parole rispetto all&#8217;italiano; ma anche in latino, nonostante le declinazioni, la posizione delle parole ha pur sempre un significato. Perch\u00e9 allora\u00a0<em>sagittis tormentisque<\/em> dovrebbe trovarsi dislocato a sinistra nelle frase, vicino a\u00a0<em>de muro<\/em>, e lontano da\u00a0<em>persequi<\/em>? Evidentemente, perch\u00e9 a\u00a0<em>de muro<\/em> si riferisce, e non a\u00a0<em>persequi<\/em>, con il quale non ha nessuna relazione. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Infine, torno sulla necessit\u00e0 di ragionare <strong><em>prima <\/em><\/strong>di tradurre, cercando di visualizzare nella nostra mente quanto l&#8217;Autore ci ha detto e ricordando sempre che i testi sono racconti (o argomentazioni), che hanno uno sviluppo consequenziale e logico. Fatto questo, ecco che ogni cosa va subito a posto: Cesare chiede di salvare gli abitanti di Marsiglia, dando per certa la propria vittoria. Quelli, incuranti, tentano una sortita, che all&#8217;inizio sembra avere successo e consente loro di incendiare, con l&#8217;aiuto del vento, gran parte delle macchine da guerra preparate dai Cesariani. Questi ultimi sono sorpresi in ozio, e dapprima risultano incapaci di difendersi. Poi per\u00f2 reagiscono bene, e\u00a0<em>fit impetus in hostes<\/em>, contrattaccano, mettendo in fuga quindi gli assalitori. Ma (<i>sed<\/i>), in forte opposizione a quanto appena detto, non riescono a portare a termine la loro azione (<em>fugientes persequi prohibentur<\/em>), poich\u00e9 impediti, evidentemente, da\u00a0<em>sagittae<\/em> e <i>tormenta<\/i> provenienti\u00a0<em>de muro<\/em>. Tanto che i nemici (<em>illi<\/em>, nettamente diversificati dal precedente soggetto) arrivati sotto le mura cittadine riescono ancora a raccogliersi (<em>se recipiunt<\/em>) e a fare danni, dei quali lo stesso Cesare lamenta l&#8217;entit\u00e0. Tutto appare logico. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Non si traduce procedendo a spezzoni, dividendo il testo in sezioni prive di connessione le une con le altre: si traduce comprendendo il testo nella sua interezza e continuit\u00e0, ed entrando <strong><em>poi<\/em><\/strong> nei suoi segmenti specifici. E&#8217; quello che gli antichi chiamavano\u00a0<em>evidentia<\/em><em>. <\/em>Il Lewis-Short, strumento sempre eccellente, la glossa giustamente con &#8220;<em>c<\/em><i>learness<\/i>, <i>distinctness.<\/i>\u2014In rhet. lang., <i>clearness<\/i>, <i>perspicuity;<\/i> used by Cicero along with &#8216;perspicuitas&#8217;, as a translation of <span class=\"greek\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.perseus.tufts.edu\/hopper\/morph?l=e%29na%2Frgeia&amp;la=greek&amp;can=e%29na%2Frgeia0&amp;prior=%C4%93v%C4%ADdent%C4%ADa\" target=\"morph\">\u1f10\u03bd\u03ac\u03c1\u03b3\u03b5\u03b9\u03b1<\/a>&#8220;<\/span>. La radice, inutile dirlo, \u00e8 quella di\u00a0<em>vid\u0113re<\/em> per il latino, di un aggettivo che significa &#8220;luminoso, chiaro&#8221; per il greco. Ma io proporrei di pensare anche al greco\u00a0<em>phantasia<\/em> (\u03c6\u03b1\u03bd\u03c4\u03b1\u03c3\u03af\u03b1) e alla sua relazione con\u00a0<em>phaino<\/em> (<span style=\"text-decoration: underline;\"><a style=\"color: #000000; text-decoration: underline;\" title=\"\u03c6\u03b1\u03af\u03bd\u03c9\" href=\"https:\/\/en.wiktionary.org\/wiki\/%CF%86%CE%B1%CE%AF%CE%BD%CF%89#Ancient_Greek\">\u03c6\u03b1\u03af\u03bd\u03c9<\/a><\/span>), &#8220;mostrare&#8221;, e <em>phantazo<\/em> (<a style=\"color: #000000;\" title=\"\u03c6\u03b1\u03bd\u03c4\u03ac\u03b6\u03c9\" href=\"https:\/\/en.wiktionary.org\/wiki\/%CF%86%CE%B1%CE%BD%CF%84%CE%AC%CE%B6%CF%89#Ancient_Greek\">\u03c6\u03b1\u03bd\u03c4\u03ac\u03b6\u03c9<\/a>), &#8220;rendere visibile&#8221;. Ecco, diciamo allora cos\u00ec: tradurre \u00e8 entrare in un testo passando dalla testa del suo Autore. Ma senza fantasia (= &#8216;capacit\u00e0 di vedere e rendere le cose visibili&#8217;), questo non \u00e8 possibile. Senza fantasia, non si traduce.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un certamen tenutosi in provincia di Varese (Non omnis moriar, IX edizione; quest&#8217;anno organizzato dal Liceo &#8220;Daniele Crespi&#8221; di Busto Arsizio) \u00e8 stato presentato ai concorrenti, che erano tutti studenti del secondo anno provenienti da una decina di licei classici della provincia\u00a0 e di altre province limitrofe, il seguente testo di Cesare: Caesar per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1823,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[40,16,5],"class_list":["post-1809","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articles","tag-ancient-history","tag-caesar","tag-school"],"views":2844,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1809","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1809"}],"version-history":[{"count":33,"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1809\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1850,"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1809\/revisions\/1850"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1823"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1809"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1809"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1809"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}