{"id":1899,"date":"2017-06-16T21:58:16","date_gmt":"2017-06-16T21:58:16","guid":{"rendered":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/?p=1899"},"modified":"2017-12-28T08:39:29","modified_gmt":"2017-12-28T08:39:29","slug":"cani-di-varie-razze-e-lingue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/cani-di-varie-razze-e-lingue\/","title":{"rendered":"Cani di varie razze e lingue"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Apriamo una serie di post sui cani nel mondo antico. Pensavo originariamente di occuparmi solo di quelli presenti nella letteratura latina, ma vorrei dedicare questa puntata al mondo greco, eccezionalmente. Mi spinge a farlo la bibliografia, che pu\u00f2 contare sul volume di Cristiana Franco, <em>Senza ritegno. Il cane e la donna\u00a0nell&#8217;immaginario della Grecia antica<\/em>, Bologna (il Mulino) 2003, di taglio antropologico; e, per la parte che pi\u00f9 mi interessa, su un bell&#8217;articolo di Valentina Garulli, <em>Gli epitafi greci per animali. Fra tradizione epigrafica e letteraria<\/em>, apparso nel volume miscellaneo <em>Memoria poetica e poesia della memoria. La versificazione epigrafica dall\u2019antichit\u00e0 all\u2019umanesimo<\/em>, a cura di Antonio Pistellato, Venezia (Edizioni Ca&#8217; Foscari) 2014, ma reperibile anche on-line. Per gentile concessione dell&#8217;Autrice, che ringrazio, ricavo da quello i dati che qui esporr\u00f2 e la traduzione dei testi che vado a proporre.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Dunque, in questo post mi occuper\u00f2 di epitaffi per cani. Perch\u00e9 la stesura di un epitaffio rappresenta l&#8217;atto supremo della conservazione di una memoria: il cane \u00e8 morto, viene sepolto, ma il padrone mantiene il ricordo dell&#8217;animale e della tomba, e ne tramanda notizia ai posteri. Nel suo articolo Garulli ricostruisce 13 epitaffi: 2 provenienti dall&#8217;<em>Anthologia Palatina<\/em>; 2 trasmessi dal grammatico ed enciclopedista Poll\u00f9ce; 2 tramessi in forma papiracea; e 7 attestati in iscrizioni, che possono essere tuttora conservate e visibili o trasmesse da testimoni pi\u00f9 o meno attendibili (come, ad esempio, l&#8217;umanista Ciriaco d&#8217;Ancona, che nel XV secolo realizz\u00f2 la prima raccolta di iscrizioni greche). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Tredici testi costituiscono un piccolo <em>corpus<\/em>, che qui voglio riportare. Segnalo alcuni dati circa la provenienza: i 4 epigrammi di tradizione letteraria sono attribuiti, rispettivamente, a Simonide (ma si pensa sia errore per Simia di Rodi); alla poetessa arcade Anite (entrambi del III sec. a.C.); a Timne, un poeta anteriore a Meleagro di Gadara (I sec. a.C.); ad Antipatro di Tessalonica (d&#8217;et\u00e0 augustea). Sono autori che vengono da aree geografiche differenti, ma come si vede dai dati forniti, sono tutti vissuti entro il I sec. d.C. I testi su papiro fanno invece parte dal cosiddetto &#8220;Archivio di Zenone&#8221;. Si tratta di un cospicuo numero di documenti , oggi conservati in diversi musei e localit\u00e0, ma provenienti tutti da Filadelfia, un luogo desertico all&#8217;estremo nord-orientale del Fayum, in Egitto. Il nome ne ricorda l&#8217;appartenenza, in origine, alla casa di Zenone, amministratore di Apollonio, ministro delle finanze di Tolomeo II Filadelfo (III sec. a.C.). I due testi che ci interessano sono conservati su un unico papiro del museo del Cairo, scritti uno di seguito all&#8217;altro; si tratta del papiro noto come P.Cair. Zen. 59532. Infine, le 7 epigrafi: Garulli le data, indizialmente, fra I secolo a.C. e III secolo d.C.; quanto alla provenienza geografica, vengono da Roma, dall&#8217;Africa, dall&#8217;Asia Minore. Anche in questo caso, quindi, la dislocazione spaziale \u00e8 senza apparenti limiti, quella temporale risulta pi\u00f9 circoscritta. Curiosa \u00e8 infatti la constatazione di come la produzione letteraria sembri rinsecchirsi con l&#8217;era volgare (o, almeno, noi non ne abbiamo ulteriore notizia); quella documentaria, al contrario, prosegue florida fino alla piena et\u00e0 imperiale.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ecco i tredici testi:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Anche da morta le tue bianche ossa in questa tomba<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>ancora, immagino, fanno tremare le belve, Licade cacciatrice.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>Il tuo valore conoscono il grande Pelio e il chiaro<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>Ossa, e le solitarie cime del Citerone.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> (Simonide, ma in realt\u00e0 probabilmente Simia di Rodi)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Peristi un giorno anche tu accanto a un cespuglio dalle ampie radici,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>Locride, velocissima tra le cucciole chiassose;<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>tale \u00e8 il veleno mortale che nelle tue agili membra<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>ha inoculato una vipera dal collo variopinto.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> (Anite di Tegea)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Qui il veloce cane di Malta la pietra \u2013 dice lei \u2013<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>copre, fidissimo custode di Eumelo.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>Tauro lo chiamavano, quando c\u2019era ancora; ora invece<br \/>\nla sua<\/em><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><em>voce l\u2019hanno le silenziose vie della notte.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> (Timne)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Lampone, cacciatore, cane di Mida, la sete lo ha ucciso,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>anche se dopo una lunga lotta per la vita.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>Infatti con le zampe scavava il suolo umido, ma l\u2019acqua<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>pigra dalla cieca sorgente non si affrettava a sgorgare;<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>lui venne meno e si accasci\u00f2, e la sorgente cominci\u00f2 a zampillare.<br \/>\nDavvero, <\/em><\/span><span style=\"color: #000000;\"><em>Ninfe, su Lampone avete riversato la collera dei cervi da lui uccisi.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> (Antipatro di Tessalonica)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Due cani e due cagne; uno da pastore, tre cacciatori. Due muoiono per incidenti imprevisti, ed \u00e8 proprio l&#8217;imprevisto a giustificare l&#8217;epitaffio; degli altri, nulla si sa. I cani sono veloci, valorosi, fidi, chiassosi, abili nel loro mestiere, destinati a lasciare lunga memoria di s\u00e9: ma in questo immaginario piuttosto ristretto si consuma ogni loro avventura terrena. Tant&#8217;\u00e8 vero che la morte rocambolesca, in due casi su quattro, \u00e8 appunto tutto ci\u00f2 che merita di essere ricordato ed \u00e8 anche ci\u00f2 che costituisce il tratto pi\u00f9 realistico della loro rappresentazione (una vipera che si crede al sicuro nell&#8217;erba, e reagisce stizzita quando non si sente pi\u00f9 tale; un colpo di caldo, alla vana ricerca di acqua). Troppo poco, verrebbe da dire.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Passo ora al cane di Zenone:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Questa tomba proclama che l\u2019indo Taurone giace<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>morto, ma il suo uccisore ha visto prima l\u2019Ade;<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>simile a una fiera a vederlo di fronte, o forse ultimo discendente<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>del cinghiale calidonio, nei campi fecondi di Arsinoe viveva<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>indisturbato, tra i cespugli tutto irsuto sul collo e<br \/>\nschiumante <\/em><\/span><span style=\"color: #000000;\"><em>di bava intorno alle mascelle;<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>si imbatt\u00e9 nel coraggio del cucciolo e prontamente<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>gli solc\u00f2 il petto, ma quello senza indugio gli mise il collo a terra;<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>infatti, preso insieme alle setole il forte tendine,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>non chiuse per sempre i denti prima di consegnarlo ad Ade.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>[&#8230;] Zenone nella caccia senza essere stato ancora addestrato alle fatiche, <\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>e si guadagn\u00f2 la riconoscenza di una tomba sotto terra.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Un cucciolo, quello che ha ricevuto gli onori funebri sotto questa tomba,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>Taurone, si \u00e8 dimostrato non privo di risorse nei confronti di chi lo ha ucciso;<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>quando infatti si imbatt\u00e8 in un cinghiale in uno scontro frontale,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>quello, gonfiando mostruosamente le mascelle<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>e bianco di schiuma, gli solc\u00f2 il petto; <\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>ma l\u2019altro gli avvinghi\u00f2 il dorso con due zampe,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>e lo gherm\u00ec irsuto in mezzo al petto<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>e lo blocc\u00f2 a terra; e, consegnato ad Ade<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>il suo uccisore, mor\u00ec come vuole l\u2019uso indiano.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>E per aver salvato Zenone che seguiva a caccia, <\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>fu sepolto sotto questa lieve polvere.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">I due epigrammi si riferiscono allo stesso fatto, e sono probabilmente opera di uno stesso autore. La ragione del doppio omaggio ci sfugge: c&#8217;\u00e8 della letteratura, comunque, dietro una simile scelta. Protagonista \u00e8 Taurone, cane di razza india, e cio\u00e8 di nuovo un cane da caccia. La caccia \u00e8 quella al cinghiale; l&#8217;esito \u00e8 tragico: Taurone, cucciolo e forse inesperto, viene subito assalito dal cinghiale; ma mentre quello lo solleva in alto con la zanna, ne approfitta per saltargli sul dorso, ferirlo in qualche modo al petto (i due epigrammi non sono del tutto coerenti), ucciderlo a sua volta. In questo modo, Taurone, pur morendo, vince la fiera e salva la vita al padrone. Nulla ci spinge a dubitare dell&#8217;episodio; fatta salva una piccola incertezza su quale sia la parte del cinghiale sulla quale si accanisce Taurone (ma non sar\u00e0 stato facile distinguerlo!), i due racconti sono sostanzialmente concordi. A me viene in mente per\u00f2 che nella descrizione della battaglia di Canne che ci ha lasciato Silio Italico (<em>Punica <\/em>9.587-598) si racconta di un elefante &#8211; anche se non ci furono elefanti a Canne, in realt\u00e0! &#8211; che aveva sollevato con la proboscide Tadio; e questi, morente, seppe approfittare della posizione elevata per colpire l&#8217;animale vicino all&#8217;occhio, uccidendolo. La situazione \u00e8 diversa, naturalmente, ma il meccanismo narrativo no. Anche in questo c&#8217;\u00e8, in fondo, della letteratura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ecco infine i sette testi epigrafici:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Il cane Tiranno.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>Qui giaccio sotto terra, padrone, dopo molte fatiche.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> (da Cirene)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Tutto ci\u00f2 che resta della cagnolina Tea lo copre la tomba,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>splendore di simpatia, di tenerezza, di bellezza;<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>e la ragazza, che ha nostalgia del suo dolce trastullo, piange a calde lacrime<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>colei che ha cresciuto nella sua casa, e conserva un vivo ricordo del suo affetto.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> (da Roma)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Tu che percorri questa via, se mai poni mente a questa tomba,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>no, ti prego, non ridere, se e la tomba di un cane;<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>fui pianto, e le mani del mio padrone hanno radunato la polvere,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>lui che ha anche fatto incidere queste parole sulla stele.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> (da Roma)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>La cagna sotto la terra Lesbia l\u2019ha seppellita Balbo,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>pregando che la terra sia leggera sulla cagnetta sepolta,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>lei che lo ha servito e che tanto mare con lui ha navigato. Possa tu garantire<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>una sepoltura agli esseri umani, dato che questo offri agli esseri privi di senno.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> (da Mitilene)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>La cagna Partenope l\u2019ha seppellita il suo padrone, che con lei si divertiva,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>e le ha reso cosi una ricompensa del piacere che gli ha procurato.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>E cosi, esiste un premio dell\u2019amore anche per i cani, come appunto anche costei<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>che era devota a chi la nutriva ha ottenuto questa tomba.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>Guardando a questa tomba fatti buon amico chi sappia<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>amarti di cuore in vita e si curi del tuo cadavere.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> (da Mitilene)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Il mio nome \u00e8 \u201cAmante della caccia\u201d; infatti, essendo tale,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>ho posto le mie zampe veloci all\u2019inseguimento di terribili fiere.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> (da Pergamo)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>E&#8217; di un cane questa tomba, di Stefano che \u00e8 morto,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>e che Rodope ha pianto e ha seppellito come un essere umano.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <em>Sono il cane Stefano, e Rodope mi ha costruito questo tumulo.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> (da Termesso, in Pisidia)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Quattro cani e tre cagne; tre sono sicuramente animali da compagnia, uno da caccia, di altri tre \u00e8 difficile dire, anche se Tiranno \u00e8 certo animale da lavoro, ma non \u00e8 detto quale lavoro, e la caccia resta la scelta pi\u00f9 probabile, mentre per gli altri due di cui nulla \u00e8 detto di specifico, da quanto apprendiamo di loro \u00e8 probabile che siano anch&#8217;essi animali da compagnia, non da lavoro. Sei volte su sette compaiono i padroni, che sono quattro uomini e due ragazze; queste ultime hanno un nome, come uno degli uomini. Gli altri restano innominati, indicati solo nella loro funzione (&#8220;padrone&#8221;), ma senza personalit\u00e0 propria. Le due ragazze si legano a cani da compagnia (un cane e una cagna, per l&#8217;esattezza); interpreto come cane da compagnia anche la cagnolina di Balbo, che lo ha seguito nei suoi viaggi per mare. Guarda caso, \u00e8 l&#8217;unico padrone maschio che si qualifica per nome. Spesso le epigrafi avvertono un certo bisogno di giustificarsi, che vada al di l\u00e0, mi sembra, delle solite formule di convenzione: \u00e8 il caso della seconda epigrafe romana (anche se l&#8217;appello al viandante \u00e8 di tradizione); di quelle che Balbo e Rodope hanno scritto per le loro cagnette; di quella del padrone di Partenope. Tanta insistenza qualcosa vorr\u00e0 ben dire&#8230; Colpiscono i toni affettuosi e, questa volta s\u00ec, del tutto realistici, dei diversi ricordi. Se Tiranno si segnala solo per il suo zelo, Tea \u00e8 simpatica, tenera, bella, un animale che ha sempre fatto parte della vita e della casa della sua padroncina. Nell&#8217;epitaffio si propone una sorta di equivalenza, epigrafe = pianto e pianto = ricordo di una lunga coabitazione. Solo il pianto viene evidenziato nel caso della seconda epigrafe romana, ma possiamo pensare che la serie di equivalenze sia implicita anche in quel caso e che le doti che si vogliono rievocare siano in fondo le stesse. La\u00a0<em>comitas<\/em>, gi\u00e0 evidente per Tea, si fa ancora pi\u00f9 esplicita nel caso della cagnetta di Balbo, visto che all&#8217;attaccamento per la casa si sostituisce quello per lo specifico padrone, reso necessario dalla vita raminga di questi. Un <em>mutuus amor<\/em>, o quanto meno una <em>mutua voluptas<\/em>, \u00e8 quanto emerge dall&#8217;epitaffio per Partenope, fondato sull&#8217;idea di una reciprocit\u00e0 che vuole la cagna onorata come un essere umano dopo che come un essere umano si \u00e8 comportata con il suo padrone, ligia a un patto non scritto, &#8220;devozione in cambio di cibo&#8221;. Ma se il patto \u00e8 fondato su una ragione economica, e quindi se vogliamo in parte discutibile, non pi\u00f9 strettamente economica \u00e8 la vita di divertimento e piacere che i due hanno sperimentato insieme. Infine, Stefano: che era un cane ma si \u00e8 conquistato gli onori di un umano, perch\u00e9 da umano, evidentemente, era trattato dal suo padrone (e come un umano sembrava parte della vita di quello). Ci\u00f2 lascia fuori il solo Philokyn<\/span>\u0113<span style=\"color: #000000;\">gos,&#8221;l&#8217;amante della caccia&#8221;, un cane che a ben vedere non ha nemmeno un vero nome &#8211; il nome coincide con la sua professione; e la sua professione, ben eseguita, \u00e8 tutto ci\u00f2 che il padrone \u00e8 ora in grado di rievocare. Ingiustizie e disparit\u00e0 di trattamento esistevano gi\u00e0 nel mondo antico; e i cani da caccia ne sono stati spesso vittima&#8230;<br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Apriamo una serie di post sui cani nel mondo antico. Pensavo originariamente di occuparmi solo di quelli presenti nella letteratura latina, ma vorrei dedicare questa puntata al mondo greco, eccezionalmente. Mi spinge a farlo la bibliografia, che pu\u00f2 contare sul volume di Cristiana Franco, Senza ritegno. 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