{"id":3091,"date":"2018-09-02T15:46:22","date_gmt":"2018-09-02T15:46:22","guid":{"rendered":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/?p=3091"},"modified":"2018-09-08T16:17:07","modified_gmt":"2018-09-08T16:17:07","slug":"mitomania-e-mitomani-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/mitomania-e-mitomani-i\/","title":{"rendered":"Mitomania e mitomani I"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il concetto di mitomania nasce ufficialmente nel 1905, quando lo psicologo francese Ernest Dupr\u00e9 (1862-1921) pubblica a Parigi un saggio intitolato <em>La Mythomanie.\u00a0\u00c9tude psychologyque et medico-legale du mensonge et de la fabulation morbides<\/em>.\u00a0Tra gli studiosi pi\u00f9 attivi sul tema vi \u00e8 stato lo psichiatra e filosofo tedesco Karl Jaspers, che tra il 1910 e il 1919 ha dedicato vari studi al problema. Oggi il termine \u00e8 un po\u2019 in disuso, almeno in Italia, dove si preferisce parlare di \u201csindromi\u201d, e dunque si usa di norma l&#8217;espressione \u201csindrome di M\u00fcnchhausen\u201d, dal nome del celebre personaggio di Rudolf Erich Raspe, noto per le sue spiritose e immaginifiche invenzioni. Nel titolo di Dupr\u00e9 sottolinerei in particolare i termini che fanno allusione alla menzogna e alla\u00a0fabulazione morbosa, come quelli che meglio esprimono che cosa lo studioso intendeva per mitomania, da lui considerata una forma di isteria (in seguito si \u00e8 preferito collegarla al narcisismo psicotico). Mitomane \u00e8, per Dupr\u00e9, una persona che\u00a0mente senza rendersene bene conto, per una forma di malattia &#8211; in effetti, il disturbo si inquadra nella classe dei cosiddetti &#8220;disturbi fittizi&#8221;; e che mente in continuazione, ma non con continuit\u00e0, altrimenti si ricadrebbe nei casi di schizofrenia e bipolarismo. Il mitomane sa che le sue sono menzogne, ma non lo ammette; e quando \u00e8 costretto a farlo, perch\u00e9 viene scoperto o teme di esserlo,\u00a0semplicemente continua a negare la realt\u00e0 e aggiunge dettagli al suo racconto, oppure tende a cambiare tema, passando ad altre descrizioni inverosimili (la psichiatria parla di &#8220;pseudologia fantastica&#8221;). In qualche caso, invece, il brusco smascheramento pu\u00f2 portare a reazioni di estrema angoscia, accompagnate da intensa aggressivit\u00e0 verso chi lo sta mettendo alle strette o verso le vittime inconsapevoli delle sue bugie. Perch\u00e9 mentire \u00e8 per lui la condizione necessaria, cos\u00ec da evitare il confronto con una realt\u00e0 insopportabile; non importa invece pi\u00f9 di tanto la singola, specifica menzogna, come avviene, viceversa, allo schizofrenico. Dupr\u00e9 distingueva quattro tipi di mitomania:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Mitomania vanitosa, ossia il voler essere pi\u00f9 belli di quello che si \u00e8 realmente, per sentirsi migliori e provocare negli altri l\u2019ammirazione;\u00a0<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Mitomania errante, ossia il voler sfuggire sempre davanti alla realt\u00e0 delle cose;<\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Mitomania maligna, che non \u00e8 volutamente dannosa verso gli altri, ma \u00e8 un tentativo di compensare un complesso di inferiorit\u00e0 (spesso la malignit\u00e0 viene usata contro qualcuno che si crede migliore di noi);<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Mitomania perversa, si tratta di mentire sia a scopo pratico che economico per approfittarsi degli altri.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Da tutte queste tipologie \u00e8 possibile perfezionare ulteriormente la nostra definizione di mitomane: \u00e8 tale chi sente il bisogno sistematico di distorcere la verit\u00e0, elaborando scenari fittizi ai quali si abitua a credere, e ai quali cerca di convincere gli altri a credere, in una forma patologica e priva di finalit\u00e0 pratiche concrete, che a un certo punto lo porta, come per un cortocircuito interno, a non riconoscere pi\u00f9 i confini del vero e del falso, e a presentare con tratti distorti la realt\u00e0 che lo circonda. Sul tema della mitomania offro due articoli relativamente recenti della bibliografia medica. Come \u00e8 tipico di questa letteratura (Dupr\u00e9 incluso), pi\u00f9 che definizioni vi si offrono casistiche, dalle quali spetta al lettore trarre, semmai, delle affermazioni generali. Il primo \u00e8 opera dello psicologo Charles C. Dike, apparso sulla rivista americana &#8220;Psychiatric Times&#8221; del 2008; il secondo \u00e8 un capitolo della tesi di dottorato di Mario Touzin, <em>L\u2019art de la bifurcation: dichotomie, mythomanie et uchronie dans l\u2019oeuvre d\u2019Emmanuel Carr\u00e8re<\/em>, Universit\u00e9 du Qu\u00e9bec \u00e0 Montr\u00e9al, 2007. Entrambi i testi sono disponibili in open access in rete.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><a href=\"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/dike-pathological-lying-2008.pdf\">dike &#8211; pathological lying 2008<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><a href=\"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/touzin-l\u2019art-de-la-bifurcation.pdf\">touzin &#8211; l\u2019art de la bifurcation<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Dalla mitomania consegue l&#8217;abitudine a raccontare bugie pi\u00f9 o meno elaborate, allo scopo di suscitare ammirazione per la propria persona e proteggersi dal giudizio degli altri, nella propria autostima e nella stima altrui. Nel caso della letteratura (che, se vogliamo, \u00e8 tutta mitomane), diremo che mitomania \u00e8 l\u2019inattendibilit\u00e0 totale della narrazione, ma conscia di essere tale, da parte di un personaggio che mente senza un fine immediato e concreto; mente in continuazione; mente spudoratamente; mente perdendo il senso della realt\u00e0 delle cose; ma se richiamato alla verit\u00e0, ammette la propria menzogna (perch\u00e9 la sa per tale), salvo rispondere al richiamo alla verit\u00e0 con una nuova menzogna, di tipo diverso, per\u00f2 non di grado diverso. Il mitomane infatti \u00e8 un bugiardo cronico e compulsivo, che modifica e stravolge i racconti creando una realt\u00e0 alla quale finisce per credere e per voler far credere gli altri. Mentire diviene per lui un fatto patologico e le cause possono essere diverse: il desiderio di apparire diverso da come \u00e8 in realt\u00e0 (sarebbe una forma difensiva contro la societ\u00e0 percepita come ostile; ma pu\u00f2 anche essere una forma narcisistica); il desiderio di suscitare compassione e simpatia nell\u2019animo delle altre persone; il desiderio di ricevere attenzioni e stima da parte degli altri.\u00a0Cesare mente, sempre e in ogni pagina: ma non \u00e8 un mitomane, \u00e8 un politico. Ovidio negli <em>Amores<\/em> mente pi\u00f9 volte, a Corinna come al lettore, e nell\u2019<em>Ars<\/em> propugna la menzogna come tecnica di conquista. Ma non \u00e8 un mitomane: \u00e8 un seduttore. Un vero mitomane non deve avere interessi precisi; e deve essere convinto, almeno per tutto il tempo della finzione, della verit\u00e0 di quanto sta dicendo, pur sapendo nel fondo della propria coscienza che le cose non sono andate davvero cos\u00ec.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Come si riconosce un mitomane? Evidentemente, appellandosi a una Verit\u00e0 indiscussa. Per questo occorrono, per\u00f2, tre condizioni inevitabili: 1) credere in una Verit\u00e0 indiscussa; 2) una persona che parli di s\u00e9, in prima persona, mentendo; 3) una seconda persona che lo sbugiardi, richiamandosi a quella Verit\u00e0 indiscussa di cui sopra. Ora, \u00e8 chiaro che per chiamare mitomane la prima persona dobbiamo essere sicuri che la seconda persona sia sincera, e che quello che ci dice essere la verit\u00e0 sia davvero la verit\u00e0 (e che esista, quindi, una Verit\u00e0, come dicevo al primo punto). Questa seconda \u201cpersona\u201d, allora, deve essere una voce esterna ed onnisciente di provata fiducia ed affidabilit\u00e0, tale da assicurarci che quanto viene detto dal personaggio che parla in prima persona \u00e8 fasullo. Ora, nel mondo antico (epico e lirico) si d\u00e0, nella sostanza, una sola possibilit\u00e0: e cio\u00e8 che un personaggio parlante di s\u00e9 venga a trovarsi a contrasto con un narratore che lo sbugiarda. Il narratore \u00e8, specie &#8211; ma non solo &#8211; nell\u2019epica, evidentemente colui che porta con s\u00e9 la Verit\u00e0, o al massimo che \u00e8 alla ricerca di una Verit\u00e0 che gli venga rivelata da una voce pi\u00f9 autorevole della sua (le Muse, di solito); il personaggio, invece, pu\u00f2 anche essere una persona che, per effetto di un trauma, abbia perso il senso della realt\u00e0, ed esprima questa sua condizione nelle proprie parole e in quanto dice di s\u00e9. Da questo contrasto nasce ogni possibile indicazione di mitomania.<\/span><\/p>\n<p>(<em>segue<\/em>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a9\u00a0Massimo Gioseffi, 2018<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><em>Ringrazio per il loro diverso aiuto, ma per me ugualmente prezioso, il Dr. Gianfranco Pittini e Stefano Bellocchi<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Il concetto di mitomania nasce ufficialmente nel 1905, quando lo psicologo francese Ernest Dupr\u00e9 (1862-1921) pubblica a Parigi un saggio intitolato La Mythomanie.\u00a0\u00c9tude psychologyque et medico-legale du mensonge et de la fabulation morbides.\u00a0Tra gli studiosi pi\u00f9 attivi sul tema vi \u00e8 stato lo psichiatra e filosofo tedesco Karl Jaspers, che tra il 1910 e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3101,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[50,26,54],"class_list":["post-3091","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articles","tag-latin-literature","tag-modern-culture","tag-psychology"],"views":12188,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3091","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3091"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3091\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3134,"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3091\/revisions\/3134"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3101"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3091"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3091"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3091"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}