{"id":3636,"date":"2019-04-15T19:52:48","date_gmt":"2019-04-15T18:52:48","guid":{"rendered":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/?p=3636"},"modified":"2019-05-29T09:10:25","modified_gmt":"2019-05-29T08:10:25","slug":"3636-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/3636-2\/","title":{"rendered":"Il foro di Cesare"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Con il pretesto di rinnovare le strutture pi\u00f9 antiche per adeguarle al nuovo <em>status<\/em> di Roma, divenuta centro egemone dell\u2019area mediterranea, Cesare realizz\u00f2 un\u2019opera di \u201ccosmesi\u201d edilizia della citt\u00e0, a partire dall\u2019area del Foro Romano, nella quale ecliss\u00f2 i monumenti e i luoghi repubblicani. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 di ogni altra iniziativa architettonica, il <em>Forum Iulium <\/em>costitu\u00ec l\u2019<em>opus maius <\/em>dell\u2019edilizia cesariana. I lavori per costruirlo furono iniziati nel 54 a.C., dopo che Cesare aveva acquistato le aree private a nord del <em>comitium<\/em>, incaricando Cicerone e Oppio di espropriare i terreni. I costi delle operazioni furono ingenti e salirono dai sessanta milioni di sesterzi preventivati a cento milioni, forse anche a causa di una speculazione ai danni di Cesare. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Il complesso sorse fra l\u2019area del preesistente Foro Romano e le pendici del Campidoglio e del Quirinale, motivo per il quale furono eseguiti interventi di incisione sulle pareti tufacee dei due colli. L\u2019audacia degli interventi \u00e8 evidente fin da questa azione: intaccando il Campidoglio, non erano state tagliate le pendici di un colle qualsiasi, ma quelle del colle che ospitava l\u2019<em>arx <\/em>e il tempio dedicato alla Triade Capitolina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Per di pi\u00f9, l\u2019area del <em>comitium <\/em>era interessata dalla presenza di luoghi di culto sacri a Venere Cloacina, il cui sacello si trovava sopra un corso d\u2019acqua sotterraneo, con una specifica valenza purificatrice: ci\u00f2 contribu\u00ec a offrire a Cesare una solida base simbolica e religiosa per costruire il complesso, in virt\u00f9 della sua (presunta, ma da lui molto celebrata) discendenza da Venere; nello stesso tempo, per\u00f2, pose il problema del venire a intaccare un&#8217;altra area sacra. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Di fatto, durante lo scavo delle fondamenta gli operai violarono un\u2019antica necropoli, le cui tracce (un gruppo di nove fosse circolari datate fra l\u2019et\u00e0 del Bronzo Finale e l\u2019inizio dell\u2019et\u00e0 del Ferro, pi\u00f9 un pozzo circolare di epoca tardo-arcaica e una cisterna a <em>tholos <\/em>del IV secolo a.C.) sono venute alla luce durante le campagne archeologiche del 2005-2008. Il ritrovamento, in tutte le strutture, di una conchiglia sottolinea una funzione specifica di questo ornamento: la sua presenza in contesti funerari potrebbe essere motivata dall\u2019obbligo, avvertito dai costruttori cesariani, di purificare la loro azione empia per mezzo di atti piaculatori. La conchiglia, inoltre, \u00e8 legata alla sfera della simbologia acquatica e della sessualit\u00e0 femminile, che trova, nel mondo greco-romano, la sua massima espressione nella mitologia delle ninfe e di Venere. In ogni caso, Cesare intervenne direttamente nel rito riparatore, nella sua qualit\u00e0 di <em>Pontifex Maximus<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Il complesso fu inaugurato insieme al tempio di Venere Genitrice in occasione del trionfo del 46 a.C. sulla Gallia, l\u2019Egitto e l\u2019Africa, nonostante a quella data i lavori non fossero ancora completati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Il Foro realizzato da Cesare, esteso in direzione est-ovest, si presentava come una grande piazza rettangolare, pavimentata con lastroni di travertino, circondata su tre lati da un doppio portico su due ordini, e chiusa sul quarto lato dall\u2019<em>Aedes Veneris Genetricis<\/em>. Dietro al portico della navata meridionale si trovava una serie di <em>tabernae<\/em>, da intendere come uffici pubblici o luoghi destinati a raccogliere gli archivi giudiziari, perch\u00e9 il <em>Forum Iulium <\/em>non aveva carattere commerciale, ma era lo spazio in cui i Romani discutevano gli interessi dello Stato. Escludere le attivit\u00e0 commerciali dalla piazza fu un chiaro ed evidente segno propagandistico, volto a concentrare l\u2019attenzione sul nuovo dominatore di Roma e sulla sua divinit\u00e0 protettrice. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Alla piazza si poteva accedere solo dal lato opposto al tempio\ndi Venere: il cittadino, entrando, si trovava cos\u00ec in un contesto chiuso e\nfortemente incentrato sul tempio, che sorgeva su un alto podio ed era il reale\nprotagonista del Foro. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Il sistema decorativo scandiva il particolare rapporto fra Cesare, il Foro e le divinit\u00e0 legate al mondo acquatico. Ovidio ricorda la presenza di una serie di fontane dedicate alle ninfe in modo che il tempio fosse percepito come un ninfeo, dedicato alle ninfe e, di nuovo, a Venere. Cos\u00ec, la piazza era a tutti gli effetti una sorta di grande \u201csantuario\u201d della <em>Gens Iulia<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Tra l\u2019altro, Cesare colloc\u00f2 al centro due statue che lo raffiguravano: una equestre, in bronzo, in origine un&#8217;opera di Lisippo raffigurante Alessandro Magno, cui Cesare sostitu\u00ec la testa con la propria; l&#8217;altra loricata, nonostante le regole sacrali vietassero che all\u2019interno del Pomerio ci fossero uomini in armi o loro rappresentazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Senza dubbio Cesare voleva edificare intorno all\u2019area del Foro un complesso di edifici pubblici legati al suo nome e a quello della <em>Gens Iulia<\/em>, ma non riusc\u00ec a vedere la conclusione dei lavori progettati. Dopo la sua morte, fu Ottaviano a riavviare le operazioni  nel 42 a.C., portando a termine il progetto cesariano, che per\u00f2 sub\u00ec numerosi rifacimenti nei secoli successivi, fino a mutare in modo radicale il proprio aspetto. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Quello che qui interessa evidenziare \u00e8 per\u00f2 che, anche come urbanista, Cesare fu una figura audace e innovativa, che venne a rappresentare una sorta di spartiacque fra il vecchio e il nuovo. Fu infatti il primo a personalizzare un\u2019area nel cuore politico di Roma, creando un luogo consacrato a lui e alla sua&nbsp;<em>gens<\/em>; anticip\u00f2 l\u2019evoluzione cui andava incontro Roma; indirizz\u00f2 la successiva monumentalizzazione della citt\u00e0. Dopo di lui, Augusto, Vespasiano, Domiziano e Traiano costruirono ciascuno il proprio foro monumentale, riconoscendo nell\u2019operazione un importante strumento di propaganda, secondo il modello offerto loro da Cesare. E questa \u00e8, appunto, la seconda osservazione che giustifica il post: Cesare fu, ben prima di Ottaviano (che per\u00f2 seppe perfezionare la prassi), il vero creatore di una politica indirizzata alla gloria personale. Egli riconobbe il \u201cpotere delle immagini\u201d, per dirla con Zanker (che parla di Augusto), e ne fece un uso disinvolto e spregiudicato, volto alla celebrazione di s\u00e9 attraverso la propria stirpe. Nelle intenzioni di Cesare, probabilmente, i lavori di costruzione del Foro a lui intitolato non dovevano apparire troppo diversi dalla stesura dei&nbsp;<em>Commentarii<\/em>. In un caso come nell\u2019altro, si trattava di realizzare un monumento destinato a segnalare alle generazioni contemporanee l\u2019esatta misura della propria grandezza, e a tramandare a quelle a venire il proprio nome e la propria gloria.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"595\" height=\"898\" src=\"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/foro-cesare.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3646\" srcset=\"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/foro-cesare.jpg 595w, https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/foro-cesare-199x300.jpg 199w, https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/foro-cesare-400x604.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 595px) 100vw, 595px\" \/><figcaption><strong>(Il Foro di Cesare da Nord, con le colonne del Tempio di Venere,  <\/strong><br><strong>con i restauri di et\u00e0 traianea)<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"568\" height=\"899\" src=\"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/foro-cesare-planimetria.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3647\" srcset=\"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/foro-cesare-planimetria.png 568w, https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/foro-cesare-planimetria-190x300.png 190w, https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/foro-cesare-planimetria-400x633.png 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 568px) 100vw, 568px\" \/><figcaption><strong>(Planimetria del Foro di Cesare)<\/strong><br><br><br><br><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"310\" height=\"232\" src=\"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/foro-di-cesare-plastico.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3649\" srcset=\"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/foro-di-cesare-plastico.jpg 310w, https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/foro-di-cesare-plastico-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 310px) 100vw, 310px\" \/><figcaption> <br> <strong>(Paul Bigot, 1870-1942, plastico del Foro)<\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\"> <br> <br> \u00a9  Niccol\u00f2 Chiesa, 2019<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il pretesto di rinnovare le strutture pi\u00f9 antiche per adeguarle al nuovo status di Roma, divenuta centro egemone dell\u2019area mediterranea, Cesare realizz\u00f2 un\u2019opera di \u201ccosmesi\u201d edilizia della citt\u00e0, a partire dall\u2019area del Foro Romano, nella quale ecliss\u00f2 i monumenti e i luoghi repubblicani. 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