{"id":3903,"date":"2019-05-28T10:45:47","date_gmt":"2019-05-28T09:45:47","guid":{"rendered":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/?p=3903"},"modified":"2019-05-29T09:07:42","modified_gmt":"2019-05-29T08:07:42","slug":"cesare-e-i-suoi-ritratti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/cesare-e-i-suoi-ritratti\/","title":{"rendered":"Cesare e i suoi ritratti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Nella scultura ufficiale romana l\u2019intento celebrativo superava il momento di astratto interesse formale. Ci\u00f2 era possibile perch\u00e9 l\u2019arte romana aveva trovato nell\u2019uso pubblico il canale per veicolare messaggi celebrativi e politici a sostegno dell&#8217;ideologia al potere. In particolare, nel caso delle statue e dei ritratti a determinare l\u2019effetto espressivo non era solo la tipologia della raffigurazione, ma anche il luogo in cui veniva collocata e l\u2019inscrizione che l&#8217;accompagnava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Inizialmente era il Senato che, riconosciuto il valore di un\u2019azione, premiava il singolo cittadino attraverso una statua. La letteratura latina offre, a questo titolo, vari aneddoti: Plinio ha dedicato al tema diversi capitoli del libro XXXIV della <em>Naturalis Historia;<\/em> Tito Livio e Valerio Massimo chiariscono come queste onorificenze potessero essere ottenute da chiunque, senza che l\u2019estrazione sociale o il sesso fossero delle barriere. Il primo, infatti, riporta l\u2019episodio di Clelia (II, 13 \u2013 ricordato anche da Plinio, XXXIV, 28-29, e Virgilio, <em>Eneide<\/em> VIII, 651), ragazza romana ostaggio di Porsenna, dal quale riesce a liberare s\u00e9 e altre donne e a fuggire a nuoto, meritandosi cos\u00ec la prima statua equestre della storia romana, disposta sulla via Sacra. Valerio narra invece la vicenda del <em>puer <\/em>Emilio Lepido (III, 1), troppo giovane per arruolarsi nell\u2019esercito, ma gi\u00e0 meritevole della corona civica, degli <em>spolia<\/em> del comandante avversario e della collocazione sul Campidoglio di una statua con la <em>bulla<\/em> e la toga <em>praetexta<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">A partire dalla tarda repubblica, crebbe notevolmente da parte dei singoli uomini politici la necessit\u00e0 di proclamare il proprio potere e lo <em>status <\/em>sociale attraverso nuove costruzioni o immagini, che divennero strumento di propaganda. Cesare si inser\u00ec in questa tradizione, sfruttando le onorificenze ricevute in seguito ai trionfi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Le sue statue suscitarono, e suscitano ancora, grande incertezza (Zanker le definisce \u201cirritanti\u201d) sulle intenzioni monarchiche di Cesare. Gi\u00e0 nel suo Foro, pur mostrandosi nelle vesti tradizionali del generale vittorioso con una statua pedestre e una equestre, Cesare risultava sprezzante delle regole repubblicane, dal momento che entrambe le statue erano loricate, mentre nei confini del <em>pomoerium<\/em> era vietato stare armati n\u00e9 potevano comparire raffigurazioni in armi. Ma altre statue tentavano di presentare Cesare addirittura come un dio o un semidio, senza che sia chiaro se fossero uno strumento di propaganda anticesariana o un tentativo mal riuscito di celebrazione da parte di quella cesariana. Fra queste si ricordano una statua in avorio che sfilava insieme agli <em>agalmata <\/em>degli d\u00e8i nella processione verso il Circo Massimo; un\u2019altra collocata nel tempio di Quirino (con l\u2019augurio di Cicerone che Cesare diventasse ben presto \u201ccollega\u201d del dio), accompagnata dall\u2019inscrizione \u201cdio invincibile\u201d, gi\u00e0 epiteto di Romolo; infine, una terza eretta nell\u2019area capitolina insieme a quelle dei re, in una collocazione alquanto ambigua, perch\u00e9 accanto a quella di Bruto, rappresentato con una spada sguainata. Cos\u00ec, l\u2019antico e il nuovo liberatore erano collocati l\u2019uno vicino all\u2019altro, e se da un lato Cesare era posto alla stregua di Romolo e Bruto e si vedeva concessa pari <em>dignitas<\/em>, dall\u2019altro i suoi detrattori non persero l\u2019occasione di sottolineare la sua aspirazione al regno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Con quest\u2019ultima statua Cesare voleva dare rilievo al proprio ruolo di difensore della <em>libertas Urbi<\/em>s, tema poi intensificato con l\u2019innalzamento di una statua cinta sul capo dalla <em>corona obsidionalis<\/em>, interpretata come liberazione dello Stato dall\u2019assedio degli avversari. A partire da quel momento le corone vennero sempre marmorizzate, diventando una caratteristica della ritrattistica romana successiva, mentre in precedenza sulle statue di chi meritava questi onori veniva posta una vera e propria corona. Anche dopo le Idi di Marzo le statue di Cesare non cessarono di creare divisione: da un lato i Cesaricidi aprirono fucine di smaltimento per fondere i metalli con cui erano state eseguite, dall\u2019altro Ottaviano fece erigere altre rappresentazioni di Cesare divinizzato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Sono meno controversi i ritratti di Cesare, fra i quali si trovano due esemplari a lui contemporanei: il cosiddetto Cesare <em>Tusculum <\/em>e quello rinvenuto nel Rodano presso Arles, la colonia cesariana di <em>Arelate<\/em>. Entrambi sono molto diversi dai ritratti postumi, pi\u00f9 conformi alle idee e alla direttive espresse dal principato di Ottaviano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Il viso del ritratto di Tuscolo (oggi conservato al museo archeologico di Torino) mostra una magrezza estrema ed esibisce rughe profonde sulla fronte e sulle guance. Questi elementi hanno permesso di datare il ritratto agli ultimi anni di vita del <em>dictator<\/em>,<em> <\/em>o poco dopo la sua morte. Certamente si tratta del profilo di un Cesare maturo, presentato nelle vesti di un politico accorto. Per il suo realismo il ritratto si colloca inequivocabilmente nella tradizione repubblicana, per la quale l\u2019esigenza di differenziarsi dagli avversari politici rendeva necessaria la massima attenzione alla resa dei dettagli dei lineamenti fisici. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"539\" src=\"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/caesar_tusculum-1024x539.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3911\" srcset=\"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/caesar_tusculum-1024x539.jpg 1024w, https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/caesar_tusculum-300x158.jpg 300w, https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/caesar_tusculum-768x404.jpg 768w, https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/caesar_tusculum-400x210.jpg 400w, https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/caesar_tusculum.jpg 1131w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>(Il Cesare &#8220;Tusculum&#8221;)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">\u00c8 invece controversa l\u2019identificazione con Cesare del ritratto scoperto nel 2007 sulla riva destra del Rodano, presso l\u2019antica <em>Arelate<\/em>. Il ritratto potrebbe essere stato scolpito nel 49 a.C., in occasione dell\u2019assedio di Marsiglia, o nel 46 a.C., anno in cui Cesare dedusse la <em>Colonia Iulia Paterna Arelate Sextanorum<\/em>. Infatti, la deduzione della colonia pu\u00f2 giustificare la presenza di un ritratto onorifico di Cesare, forse inserito in uno spazio pubblico durante la celebrazione per la fondazione della citt\u00e0, o sopra un monumento trionfale dal quale lo sguardo di Cesare incontrava il Rodano e contemplava <em>Arelate<\/em>. Ci\u00f2 che colpisce immediatamente \u00e8 il realismo del viso, scolpito con estrema cura, e la presenza di caratteristiche plastiche individuali. Vi \u00e8 raffigurato un uomo imberbe, d\u2019et\u00e0 matura, con diverse rughe profondamente incise, che simulano il cedimento della pelle e connotano il volto di un politico concentrato in grandi pensieri. Il profondo realismo estetico, privo di piet\u00e0, contraddistingue il volto e contribuisce a collocare l\u2019opera in quel filone ritrattistico tipico della tarda repubblica, in cui un\u2019espressivit\u00e0 molto forte riflette il carisma e i valori della <em>virtus <\/em>e del <em>mos maiorum<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"800\" src=\"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/presumed-caesar-arles.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3913\" srcset=\"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/presumed-caesar-arles.jpg 800w, https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/presumed-caesar-arles-150x150.jpg 150w, https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/presumed-caesar-arles-300x300.jpg 300w, https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/presumed-caesar-arles-768x768.jpg 768w, https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/presumed-caesar-arles-400x400.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>(Il presunto Cesare di Arles)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">L\u2019identificazione con Cesare si fonda sulla compatibilit\u00e0 cronologica del pezzo con l\u2019et\u00e0 cesariana e sulle caratteristiche comuni con il ritratto di <em>Tusculum<\/em>. Inoltre, l\u2019esecuzione finissima e l\u2019uso di un marmo pregiato indicano una committenza molto alta. In effetti, sembra poco probabile che un magistrato romano o uno dei notabili locali abbia potuto farsi rappresentare alla maniera di Cesare, anche perch\u00e9 l\u2019immagine di questi non era ancora stereotipata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Dopo la morte di Cesare la fisionomia del <em>Dictator <\/em>si riequilibr\u00f2 in visioni pi\u00f9 armoniose e idealizzate. \u00c8 il caso dei ritratti Chiaramonti e Pisa, risalenti a un originale dell\u2019et\u00e0 del secondo triumvirato, o comunque riconducibili a uno stesso modello, che potrebbe anche essere lo stesso ritratto Chiaramonti. Questi due busti illustrano un Cesare divinizzato, fuori dal tempo, la cui espressione sembra risentire della chiara volont\u00e0 di Ottaviano di ricordare Cesare come l\u2019incarnazione ideale del fondatore dell\u2019Impero Romano. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/chiaramonti-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3915\" width=\"513\" height=\"360\"\/><figcaption>(Il Cesare Chiaramonti)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Il ritratto di Cesare \u00e8 presente anche sul diritto dei denari autorizzati dal Senato e coniati dai <em>quattuorviri monetales<\/em>, dopo il termine del conflitto civile, quando Cesare ottenne, primo fra i cittadini romani, l\u2019onore di apporlo con la menzione della dittatura perpetua, accompagnato sul rovescio dall\u2019effigie di Venere.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/denarium.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3926\" width=\"463\" height=\"463\" srcset=\"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/denarium.jpg 290w, https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/denarium-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 463px) 100vw, 463px\" \/><figcaption>(Denarium effigiante Cesare)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Riassumendo: l\u2019atteggiamento ambiguo di Cesare verso la tradizione repubblicana si manifesta in primo luogo nei <em>loci<\/em> prescelti per apporre la sua immagine: il Campidoglio e il Foro Romano erano i luoghi pubblici pi\u00f9 ambiti per la collocazione di statue, ma \u00e8 indubbio che acconsentire ad onori come la <em>traductio in pompa <\/em>e avere una propria statua nel tempio di Quirino era un gesto audace, che suscit\u00f2 reazioni negative, perch\u00e9 Cesare accett\u00f2, se non addirittura scelse in prima persona, due sistemazioni inusuali e contrarie alla tradizione repubblicana. Non pass\u00f2 inosservato nemmeno il tentativo di creare un legame con Romolo, che offriva il modello per la divinizzazione: una propaganda che si rivolse contro Cesare stesso, perch\u00e9 i Cesaricidi organizzarono il suo assassinio pensando proprio alla versione cruenta della morte di Romolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">\u00a9 Niccol\u00f2 Chiesa, 2019 <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella scultura ufficiale romana l\u2019intento celebrativo superava il momento di astratto interesse formale. Ci\u00f2 era possibile perch\u00e9 l\u2019arte romana aveva trovato nell\u2019uso pubblico il canale per veicolare messaggi celebrativi e politici a sostegno dell&#8217;ideologia al potere. 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