{"id":486,"date":"2015-12-29T17:45:24","date_gmt":"2015-12-29T17:45:24","guid":{"rendered":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/?p=486"},"modified":"2018-01-20T17:27:11","modified_gmt":"2018-01-20T17:27:11","slug":"considerazione-inattuale-xiv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/considerazione-inattuale-xiv\/","title":{"rendered":"Considerazione inattuale XIV"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Sull\u2019utilit\u00e0 (e il danno) del latino nella vita<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Queste riflessioni prendono spunto da quanto sento dire ormai da molti anni sull&#8217;opportunit\u00e0 di studiare ancora latino nei licei. Si tratta, per i pi\u00f9, di una lingua inutile, non solo e non tanto perch\u00e9 non viene pi\u00f9 parlata da nessuna comunit\u00e0 importante, ma soprattutto perch\u00e9 toglie spazio ad altre materie ritenute pi\u00f9 utili.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;obiezione \u00e8 certamente fondata e comprensibile, forse anche giusta. Il mondo \u00e8 cambiato, la societ\u00e0 \u00e8 cambiata, ma credo che sia cambiato soprattutto il modo di percepire la scuola e la sua funzione. Se viene intesa esclusivamente come un mezzo per fornire quanto servir\u00e0 concretamente pi\u00f9 tardi, nel mondo del lavoro, allora s\u00ec, studiare latino \u00e8 assolutamente inutile, forse perfino dannoso, perch\u00e9 toglie tempo a materie (lingue, chimica, biologia, informatica ecc.) che forse \u2013 ma voglio sottolineare questo forse \u2013 aiuteranno a trovare un lavoro adeguato, faciliteranno alcuni percorsi universitari, permetteranno di capire qualcosa di pi\u00f9 sulla societ\u00e0 contemporanea. Per\u00f2, credo, questo dipender\u00e0 dalle singole scelte individuali. Un architetto o un avvocato, ad esempio, non saranno facilitati da molte materie di tipo scientifico studiate a scuola, ma ci\u00f2 non significa che il loro apprendimento sar\u00e0 stato inutile: avranno acquisito strumenti che permetteranno di comprendere le basi di molte questioni attuali e di esprimere un parere non del tutto fuori luogo. Inoltre, anche il lavoro \u00e8 sottoposto a cambiamenti continui, pu\u00f2 capitare di doverlo cambiare o di essere costretti a fare qualcosa cui non avremmo mai pensato; e una volta concluso il percorso scolastico, ci\u00f2 che si \u00e8 appreso si \u00e8 appreso, il resto sta nelle capacit\u00e0 individuali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Arrivo allora al punto: \u00e8 proprio vero che la scuola deve preparare all&#8217;universit\u00e0 e al lavoro in modo specifico? Io credo di no. Sarebbe, oltretutto, di per s\u00e9 assurdo. In una classe composta di circa 25 persone, quasi tutte intraprenderanno corsi e attivit\u00e0 differenti, e nessuna scuola pu\u00f2 tenere conto di queste infinite diversit\u00e0. Un percorso scolastico di valore, e allora s\u00ec veramente utile, deve certamente insegnare nozioni pi\u00f9 o meno specifiche, ma deve anche offrire conoscenze ampie, strumenti cognitivi, capacit\u00e0 di usare il linguaggio, di ragionare in concreto e in astratto, di argomentare; deve insegnare che cos&#8217;\u00e8 il presente, ma deve insegnare che cos&#8217;\u00e8 il passato. E quindi, \u00e8 utile costringere gli studenti a perdere il loro preziosissimo tempo a studiare declinazioni, verbi, costrutti di una lingua \u201cmorta\u201d? \u00c8 utile leggere gli autori latini, cos\u00ec lontani nel tempo, o imparare la storia della letteratura latina, fatta principalmente di nomi di opere che non si leggeranno mai? Dipende, a mio avviso, dal modo in cui si vuole intendere l&#8217;utilit\u00e0. Un&#8217;utilit\u00e0 di consumo immediato, certamente, non c\u2019\u00e8; ma se a questo concetto attribuiamo un significato pi\u00f9 ampio, che trascende i limiti dell&#8217;immediato e della praticit\u00e0, che considera \u201cutile\u201d ci\u00f2 che permette la conoscenza di s\u00e9 come cultura, come popolo, come individuo, allora non ritengo lo studio del latino dannoso, ma un&#8217;opportunit\u00e0 per comprendere \u2013 bench\u00e9 in maniera, per cos\u00ec dire, obliqua \u2013 la contemporaneit\u00e0 nel suo continuo evolversi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">A parte le ovvie considerazioni di tipo etimologico (del genere, l&#8217;italiano deriva dal latino e quindi \u00e8 bene conoscere la lingua \u201coriginaria\u201d), la conoscenza del latino permette una maggiore consapevolezza di uno degli strumenti che pi\u00f9 utilizziamo n<\/span><span style=\"color: #000000;\">ella nostra vita quotidiana <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u2013 e spesso purtroppo in maniera inadeguata, quando non addirittura erronea \u2013 cio\u00e8 la lingua italiana. Scoprire, come \u00e8 capitato di recente in un corso di letteratura per la laurea magistrale, e sottolineo magistrale, che alcuni studenti erano convinti che il figliolo della parabola evangelica fosse prodigo perch\u00e9 perdonato dal padre, e non per avere sperperato del denaro (dal latino <em>prodigus<\/em>, appunto), dovrebbe spingerci a riflettere sull&#8217;utilit\u00e0 di tale studio. Inoltre, il latino costituisce un&#8217;ottima base per l&#8217;apprendimento di altre lingue europee, di derivazione latina e non solo. Inglese e tedesco sono piene di forme latine (<em>post-mortem<\/em>, <em>verbatim<\/em>, <em>i.e.<\/em> = <em>id est<\/em> ecc.) e di conii sul latino; una scrittrice popolarissima, Agatha Christie, in <em>The Mysterious Affair at Style<\/em> (1920) chiama un suo personaggio, Cynthia, \u201cthe irrepressible\u201d, probabilmente perch\u00e9 lo sentiva un termine pi\u00f9 elegante o pi\u00f9 letterario di una normale forma come \u201cthe unstoppable\u201d. Quanto al difficile <em>spelling<\/em> di questa lingua, mi \u00e8 capitato di vedere scritto a grandi lettere \u201cThe Exibition\u201d: forse, sapere da dove deriva il termine, riconoscerne la radice latina <em>exhibere<\/em>, avrebbe evitato l&#8217;errore. Qualunque professore di italiano, poi, dir\u00e0 che una conoscenza anche essenziale della lingua latina aiuta quando si devono spiegare ad esempio le origini della letteratura, sia a livello linguistico che letterario: come minimo, gli studenti hanno l&#8217;idea che prima esisteva un imponente sistema culturale e linguistico; inoltre, a livello concreto, non si perder\u00e0 tempo a spiegare titoli come <em>De monarchia<\/em> o <em>L&#8217;Orlando furioso<\/em>&#8230; Al di l\u00e0 delle semplici nozioni linguistiche, non si deve dimenticare che la stessa letteratura italiana per secoli si \u00e8 espressa in latino, pur essendo gi\u00e0 storicamente e cronologicamente italiana, e che comunque la letteratura latina \u00e8 stata letta e studiata per secoli ed \u00e8 stata di modello \u2013 imitato, a volte anche contestato, ma comunque sempre conosciuto \u2013 per molti autori e molte opere. Ignorare questa letteratura significa avere una minore comprensione di tante opere e movimenti letterari. La presenza di Virgilio nella <em>Commedia<\/em>, diversi episodi divenuti celebri come quello di Pier delle Vigne con l&#8217;albero sanguinante, sono certamente comprensibili con l&#8217;ausilio di commenti e commentatori, ma risultano pi\u00f9 significativi e pi\u00f9 facilmente apprezzabili qualora se ne conosca il modello. Quanto ai movimenti letterari, si pensi al Romanticismo, che nasce in parte anche dal rifiuto dei modelli latini. Un esempio interessante \u00e8 la poesia di Wordsworth <em>Lines Left upon a Seat in a Yew-tree (<\/em>1795), che segna la nascita di un nuovo paesaggio letterario \u2013 e quindi di una nuova poesia \u2013 proprio descrivendo un paesaggio anti-bucolico: <em>What if here\/ No sparkling rivulet spread the verdant herb?\/ What if the bee love not these barren boughs? \/ Yet, if the wind breathe soft, the curling waves,\/ That break against the shore, shall lull thy mind\/ By one soft impulse saved from vacancy<\/em>. Non tutti, ovviamente, proseguiranno gli studi filologi o letterari \u2013 anche se molti ne coltiveranno l&#8217;interesse, e quindi il latino potr\u00e0 essere pi\u00f9 utile di quanto si creda. E comunque, a un avvocato o a un manager o a chiunque si ritrover\u00e0 a parlare davanti a un pubblico, non sar\u00e0 stato utile l&#8217;aver letto le orazioni di Cicerone e averne analizzato la tecnica? Un appassionato o un dilettante di musica riusciranno a comprendere qualche parola del <em>Requiem<\/em> di Mozart e gli spettatori potrebbero non disperarsi, come si \u00e8 visto succedere nell&#8217;ultimo concerto di Natale alla Scala, perch\u00e9 senza il programma non capivano il titolo e le parole dei brani della <em>Messa in Do maggiore<\/em> di Beethoven, che si intitolano ovviamente <em>Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus Dei<\/em>. Davanti alle celebri tele del Guercino e di Poussin non ci si stupir\u00e0 di quella strana frase in latino&#8230;.. Anche un filosofo contemporaneo \u2013 e non di origine europea! &#8211; come Byung-Chul Han, che scrive su fenomeni sociali di assoluta attualit\u00e0, la stanchezza nella societ\u00e0 moderna oppure la tecnologia digitale, ragiona a partire da termini latini: nel suo ultimo libro, <em>Nello sciame. Visioni del digitale <\/em>(2013), termini quali <em>spectare<\/em>,<em> spectaculum<\/em>, <em>respectare<\/em> danno inizio all&#8217;analisi del <em>medium digitale<\/em> (sic).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Io stessa sono diventata latinista abbastanza tardi, avendo in precedenza preferito lo studio delle lingue moderne e in particolare della letteratura americana. La prima cosa di cui mi sono accorta quando ho intrapreso gli studi latini \u00e8 stata che mi stavano aiutando, per cos\u00ec dire a ritroso, a comprendere meglio quello che avevo gi\u00e0 studiato. Un collega, professore di inglese, si lamentava della difficolt\u00e0 di insegnare lingua agli studenti di Lingue, ma riconosceva che gli studenti provenienti dal liceo classico hanno una marcia in pi\u00f9, anche se all&#8217;inizio magari sanno meno la lingua, perch\u00e9 ne hanno fatta di meno; ma la marcia in pi\u00f9 sta, secondo lui, nel fatto che non faticano a colmare il <em>gap<\/em> (basta &#8220;solo&#8221; studiare lessico e fraseologia, e leggere quanti pi\u00f9 testi possibile&#8230;), mentre hanno una predisposizione mentale al confronto con l&#8217;altro (spaziale, cronologico, espressivo ecc.) che gli studenti provenienti da altri tipi di scuola mediamente non hanno. E il relatore della mia prima tesi, Luigi Sampietro, anglista e americanista, soleva dire che \u00e8 senz&#8217;altro utile studiare l&#8217;inglese, ma che la cultura procede non solo in orizzontale nella contemporaneit\u00e0, ma anche in verticale, nel passato, e per conoscerla \u00e8 quindi altrettanto utile il latino.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Riporto altri due esempi per illustrare quanto un percorso scolastico che comprenda non solo materie immediatamente spendibili sul mercato del lavoro, ma anche insegnamenti \u201cinutili\u201d, possa servire a trovare lavoro e a cambiarlo se quello che abbiamo smette di piacerci. Un direttore del reparto Registrazione di una multinazionale farmaceutica, chiamiamolo A.G., ha selezionato per anni i suoi collaboratori fra laureati in Medicina, Farmacia, Tecniche Farmaceutiche, Biologia o altre facolt\u00e0 scientifiche. Ora, a detta dei suoi racconti, motivo preferenziale non \u00e8 mai stato il sapere tecnico \u2013 certo, chi aspira a entrare in un laboratorio deve sapere quali sono gli strumenti di un laboratorio, o che dall&#8217;idrogeno opportunamente combinato si pu\u00f2 avere acqua fresca, ma pu\u00f2 venire fuori anche una bomba di una certa pericolosit\u00e0 \u2013 perch\u00e9 idea della ditta era che quel sapere tecnico lo avrebbe fornito la ditta stessa, e comunque nel passaggio fra universit\u00e0 e assunzione il sapere universitario era, in larga parte, gi\u00e0 divenuto obsoleto (prove di laboratorio e giurisprudenza in materia farmaceutica sono in continua, rapidissima, evoluzione) \u2013 figuriamoci quindi il sapere liceale, considerato&#8230;praticamente preistorico! Invece l&#8217;intelligenza, la capacit\u00e0 di muoversi su pi\u00f9 campi e pi\u00f9 lingue, la rapidit\u00e0 a de-costruire e ri-costruire schemi ed informazioni, e a dar loro forma argomentativa chiara e convincente: queste erano le doti necessarie, e queste non si acquisiscono pi\u00f9, una volta superati i vent&#8217;anni d&#8217;et\u00e0. O le si possiedono entro quella et\u00e0, oppure non le si possederanno mai. Secondo esempio: la sorella di un amico (diciamo S.F.) si \u00e8 laureata in Ingegneria Industriale e, dopo il dottorato, \u00e8 stata immediatamente assunta presso una societ\u00e0 di Ingegneria degli Idrocarburi; dato che il lavoro era ripetitivo e che quindi sentiva depressa la sua creativit\u00e0, ha deciso di cambiare totalmente attivit\u00e0 ed \u00e8 andata a lavorare in una prestigiosa holding finanziaria. Essendo ingegnere, naturalmente, sapeva poco o nulla di matematica finanziaria, ma l&#8217;idea di fondo dei suoi &#8220;datori&#8221; (a breve, probabilmente, soci) \u00e8 che ogni pratica finanziaria sia, entro certi limiti, un caso a s\u00e9: e dunque servono, s\u00ec, alcune cognizioni di base sul mondo dell&#8217;economia; ma serve soprattutto la capacit\u00e0 di sapersi ri-mettere in gioco, di studiare ogni caso partendo da zero, in un contesto (legislativo, economico, di formazione dei capitali) che \u00e8 in continua evoluzione, e non \u00e8 mai uguale a se stesso&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Nessuno di questi esempi chiama in causa in modo diretto il latino, ma entrambi dimostrano come parlando della scuola e dei suoi insegnamenti non si possa ragionare solamente in termini di utilit\u00e0. Certo, nemmeno questi esempi &#8211; o le considerazioni di questo post &#8211; esauriscono l&#8217;argomento, e non esauriscono neppure le considerazioni sull&#8217;opportunit\u00e0 di studiare latino a scuola. Resta per\u00f2 vero che un percorso scolastico che insegni esclusivamente materie utili \u00e8, a mio avviso, in gran parte inutile, perch\u00e9 esclude la variet\u00e0, la possibilit\u00e0 di scelte differenti, la conoscenza fine a se stessa (che pu\u00f2 sempre tornare utile chiss\u00e0 quando nella vita), la diversit\u00e0 delle idee e degli approcci metodologici. Il latino non \u00e8 facile da studiare per tante ragioni, anche se pu\u00f2 essere proposto in maniera diversa da come per anni si \u00e8 stati soliti fare, puntando magari meno sulla grammatica e sul nozionismo. In ogni caso, per me una scuola che non insegni che perseguire uno scopo, qualunque esso sia, \u00e8 faticoso e duro, ma alla fine procura gioia e fierezza, non \u00e8 solo inutile: \u00e8 totalmente dannosa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00a9 Isabella Canetta, 2015 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 (<span \n                data-original-string='kSz+S1vySiQrcn+NK7pYVQ==714GzxKw9qu1aXGQIIizNBsU+vzkYOStQloEfj4JR9u00o='\n                class='apbct-email-encoder'\n                title='This contact has been encoded by Anti-Spam by CleanTalk. Click to decode. 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