{"id":5904,"date":"2021-08-23T12:58:31","date_gmt":"2021-08-23T11:58:31","guid":{"rendered":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/?p=5904"},"modified":"2021-08-23T17:50:01","modified_gmt":"2021-08-23T16:50:01","slug":"spartacus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/spartacus\/","title":{"rendered":"Spartacus"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">Dopo un silenzio di circa un anno, dovuto a una serie massiccia di attacchi virali al sito, avendo trovato (si spera) un&#8217;adeguata protezione, proviamo a riprendere le pubblicazioni di &#8220;Latinoamilano&#8221;. Lo facciamo con l&#8217;omaggio a un compositore francese noto anche in Italia, ma per non pi\u00f9 di un paio di titoli, che poco rappresentano la sua vasta produzione musicale. Il compositore \u00e8 Camille Saint-Sa\u00ebns, 1835-1921. Bambino prodigio, noto pianista ed organista (la sua sinfonia numero 3, del 1886, uno dei pochi brani rimasti in repertorio, ha come sottotitolo &#8220;sinfonia con organo&#8221;), Saint-Sa\u00ebns inizi\u00f2 a comporre intorno ai sedici anni. Nel 1863, a ventotto anni, scrisse una ouverture intitolata <em>Spartacus<\/em>, che \u00e8 il brano che ci interessa. Per completezza, ricordo che Saint-Sa\u00ebns \u00e8 l&#8217;autore di un oratorio trattato per\u00f2 comunemente come opera lirica, <em>Samson et Dalila<\/em>, 1877; di una famosa fantasia per pianoforte e orchestra, <em>Le carnaval des animaux<\/em>, 1886; della <em>Danse macabre<\/em>, 1874, un breve poema sinfonico, affine in questo al testo in esame. <em>Ouverture<\/em>, a met\u00e0 Ottocento, non significa infatti brano di apertura di uno spettacolo pi\u00f9 ampio (di solito, un&#8217;opera lirica), ma \u00e8 una composizione a s\u00e9 stante, di breve durata, da usare appunto come &#8220;scaldavoce&#8221; nei concerti sinfonici che in Francia, come in tutta l&#8217;Europa centrale, stanno diventando di moda (l&#8217;Italia \u00e8 in leggero ritardo, ancora dominata quasi integralmente dal teatro operistico). A fare da modello furono i poemi sinfonici di Franz Liszt, 1811-1886, composizioni a tema, di varia lunghezza, che non rispettano la struttura classica di una sinfonia e non sono divisi in movimenti nettamente separati fra loro, pur avendo naturalmente, al loro interno, variazioni tematiche, ritmiche e tonali. Liszt fu amico di Saint-Sa\u00ebns, e suo mentore negli anni della formazione come pianista e compositore (due attivit\u00e0 nelle quali anche Liszt eccelleva). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">La nostra ouverture nasce da ragioni contingenti: Saint-Sa\u00ebns partecipa a un concorso bandito da una societ\u00e0 musicale di Bordeaux, che vince; in precedenza, aveva gi\u00e0 vinto un altro concorso bandito dalla medesima societ\u00e0, con una ouverture intitolata <em>Urbs Roma<\/em>. Dopo gli anni Sessanta dell&#8217;Ottocento, non sembra che la nostra composizione abbia pi\u00f9 riscosso molto interesse, fino ai giorni nostri. Scrivendo al suo editore, che voleva realizzare nel 1904 un&#8217;edizione di tutte le opere di Saint-Sa\u00ebns, il musicista cit\u00f2 questo brano, indicandolo per\u00f2 come ormai defunto, legato a circostanze specifiche e indegno di essere ripreso in considerazione. Il legame con Spartaco \u00e8 molto incerto: Saint-Sa\u00ebns non scrive musica a programma, e non ha lasciato una descrizione di come vada letto il testo, che propone pi\u00f9 suggestioni che vere descrizioni. Quello che si percepisce \u00e8 la presenza di un primo tema piuttosto roboante, a fanfara, nel quale prevalgono gli ottoni e le trombe, forse a rappresentare le lotte del personaggio antico. C&#8217;\u00e8 poi un secondo tema, introdotto dagli archi, pi\u00f9 mite e dolce, pensieroso e sospeso, meditativo &#8211; verrebbe da dire, come se Saint-Sa\u00ebns volesse dare corpo all&#8217;animo protoromantico e sognatore del gladiatore ribelle, che pensa alla patria, alla possibilit\u00e0 di una vita normale, agli affetti che gli sono stati negati. Nella struttura complessiva dell&#8217;opera entrambi i temi tornano pi\u00f9 volte, ma \u00e8 il primo che alla fine prevale, travolgendo il secondo. La coda finale, assai movimentata, potrebbe essere una raffigurazione della battaglia di Petelia, 71 a.C., nella quale Spartaco trov\u00f2 (probabilmente) la morte. Saint-Sa\u00ebns la presenta come impetuosa, ma, grazie allo spazio concesso alle trombe, anche come trionfale, indipendentemente, verrebbe da pensare, dal suo esito storico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">La figura di Spartaco piacque molto a partire dalla seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, quando la sua rivolta divenne simbolo di empiti romantici, appunto, o post-romantici, e di una prima coscienza delle diseguaglianze sociali. Il garibaldino Raffaello Giovagnoli, nel 1874, pubblic\u00f2 un romanzo ispirato al ribelle antico, cui lo stesso Garibaldi si degn\u00f2 di scrivere una prefazione; sia Alessandro Manzoni, 1785-1873, che Ippolito Nievo, 1831-1861, scrissero delle tragedie (o degli abbozzi di tragedia) ispirate al personaggio, quella di Manzoni rimasta allo stato di progetto intorno agli anni 1821-1825, quella di Nievo inedita fino a oltre cinquant&#8217;anni dalla morte dell&#8217;autore (fu pubblicata solo nel 1919). <em>The Gladiators<\/em>, 1939, \u00e8 il romanzo d&#8217;esordio dell&#8217;ungherese Arthur Koestler, pi\u00f9 noto per il successivo <em>Darkness at Noon<\/em>, &#8220;Buio a mezzogiorno&#8221;, 1940, testimonianza delle purghe staliniste scritta a Guerra Mondiale gi\u00e0 iniziata. In musica, l&#8217;omaggio pi\u00f9 importante a Spartaco \u00e8 costituito dal balletto di Aram Khachaturyan, del 1954, di forte impronta bolscevica (Stalin era morto l&#8217;anno prima), che si dichiara ispirato al romanzo di Giovagnoli. Anche il cinema, naturalmente, ha dato spazio pi\u00f9 volte alla figura del gladiatore ribelle, da un film muto di Giovanni Vidali, del 1913, al celebre film di Stanley Kubrick del 1960, in cui Spartaco \u00e8 presentato come una sorta di Cristo proletario e protocomunista, da contrapporre al Cristo dei Vangeli (si ricordi la scena della morte in croce, fatto tutt&#8217;altro che documentato dalle fonti antiche, ma ricorrente anche in altre raffigurazioni moderne, con la moglie e il figlio ai piedi del legno, la <em>crux commissa <\/em>che ricorda l&#8217;iconografia cristiana, la promessa di un futuro diverso e migliore, che rende nobile il sacrificio di Spartaco). La televisione ha dedicato al personaggio una miniserie americana di successo, 2010-2013, nella quale gli ingredienti sesso-sangue-arena sono presentati come tipici dell&#8217;Antichit\u00e0. Il fumetto ha celebrato Spartaco nella serie di Alix, il personaggio creato da Jacques Martin sulla rivista <em>Tintin<\/em> (album numero 12, <em>Le Fils de Spartacus<\/em>, del 1974). Gli Spartachisti di Rosa Luxembourg e Karl Liebknecht (1916) presero naturalmente a loro volta nome dallo schiavo ribelle. Del resto, gi\u00e0 Karl Marx, lettore di Appiano, in una lettera a Engels del 1861 aveva definito Spartaco un grande generale, un carattere nobile e un autentico rappresentante del proletariato antico. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Spartacus (10\/10) Movie CLIP - Goodbye My Life (1960) HD\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/w0cXyGVsUjs?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><figcaption>(i sottotitoli sono attivabili direttamente dal sito)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">A Saint-Sa\u00ebns va dunque riconosciuto un ruolo di precursore nell&#8217;interesse per il personaggio. La sua lettura sar\u00e0, forse, pi\u00f9 romantica che storicamente informata o socialmente determinata; e il tema delle lotte e delle battaglie \u00e8, nella ouverture, abbastanza superficialmente delineato, come s&#8217;\u00e8 detto, legato a una propulsione ritmica che permea tutto il testo e alle fanfare degli ottoni che aprono e chiudono la composizione. Resta per\u00f2 che alla data del 1863 Spartaco non era una figura rappresentativa, come si pu\u00f2 pensare che sia oggi. Sul piano operistico, l&#8217;unico titolo a me noto \u00e8 un&#8217;opera del Settecento, lo <em>Spartacus<\/em> di Giuseppe Persile (o Porsile), andato in scena a Vienna nel 1726, e poi ripreso solamente al festival di Schwetzingen, nel 2009 (non ne sono riuscito a recuperare la registrazione).  Persile, compositore molto noto ai suoi tempi &#8211; e l&#8217;opera ebbe in effetti un certo successo, forse anche grazie alla principale interprete femminile, la celebre Faustina Bordoni; ma dovette colpire gli spettatori la scena di pazzia poco prima del finale &#8211; \u00e8 oggi totalmente sconosciuto, come lo era del resto gi\u00e0 nell&#8217;Ottocento, ed \u00e8 significativo che uno strumento come &#8220;wikipedia&#8221; abbia una voce a lui dedicata solo nella sua versione tedesca (https:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Giuseppe_Porsile). Altro segno di quanto veniamo suggerendo, il celebre <em>Dizionario Bompiani delle Opere e dei Personaggi<\/em>, la cui prima edizione risale al 1946, cita il romanzo di Giovagnoli, ma nel volume dedicato ai personaggi ignora la voce &#8220;Spartaco&#8221;. Si riconferma cos\u00ec l&#8217;originalit\u00e0 di Saint-Sa\u00ebns e un interesse, dunque, non solo musicale, ma anche storico per la sua composizione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/saint-saens-spartacus-2012-RSO-jarvi.mp3\"><\/audio><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">\u00a9 Massimo Gioseffi, 2021<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo un silenzio di circa un anno, dovuto a una serie massiccia di attacchi virali al sito, avendo trovato (si spera) un&#8217;adeguata protezione, proviamo a riprendere le pubblicazioni di &#8220;Latinoamilano&#8221;. 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