{"id":5953,"date":"2021-08-25T16:24:43","date_gmt":"2021-08-25T15:24:43","guid":{"rendered":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/?p=5953"},"modified":"2021-08-25T17:36:09","modified_gmt":"2021-08-25T16:36:09","slug":"an-honourable-man","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sites.unimi.it\/latinoamilano\/an-honourable-man\/","title":{"rendered":"An honorable man"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">Un viaggiatore svizzero di passaggio a Londra, il numismatico e antiquario Thomas Platter, ci racconta di avere assistito, nel 1599, a una rappresentazione teatrale sulla morte di Giulio Cesare. E&#8217; l&#8217;informazione che ci permette di datare il celebre dramma di William Shakespeare (1564-1616), <em>The Tragedy of Julius Caesar<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">Fra i personaggi pi\u00f9 notevoli dell&#8217;opera, in cui Cesare svolge un ruolo tutto sommato marginale, c&#8217;\u00e8 la figura di Marco Antonio, il cui discorso ai funerali del dittatore \u00e8, credo, ben noto a tutti. Sia nelle parole dei cospiratori che gli sono ostili e lo vorrebbero morto assieme a Cesare (Cassio in prima fila), sia nella scena dei Lupercali, Antonio nel dramma \u00e8 presentato come l\u2019ottimo servitore, umile e acquiescente ai desideri del suo padrone. Quando Cesare gli chiede, nel caso che Antonio vinca la gara dei Lupercali, di toccare il grembo della moglie Calpurnia, per curarla della sua sterilit\u00e0, Antonio risponde: <em>When Caesar says \u2018Do this\u2019 it is performed<\/em>. Bruto, parlando di lui con Cassio, gli riconosce qualche spirito, ma nelle discussioni circa il suo destino dopo il cesaricidio lo definisce pi\u00f9 volte (prima in casa di Bruto stesso; poi nella curia dove il dramma si \u00e8 appena consumato) una persona poco pericolosa, un semplice rampollo di Cesare, destinato a non sopravvivere una volta che sia tolta di mezzo la pianta principale. Il suo ritratto migliore lo fornisce Cesare stesso, quando lo invita a tenergli lontano Cassio (dunque, ecco di nuovo un Antonio servizievole, al punto da svolgere la funzione di &#8216;maggiordomo&#8217; di \u201ccasa Cesare\u201d). Cassio \u00e8 tutto l&#8217;opposto di Antonio, il cui ritratto viene cos\u00ec&#8217; fuori per contrapposizione: Cassio non ride, non scherza, non ama il teatro e la musica, legge e riflette sul mondo e sulle persone (Antonio, si intuisce, no, e vive di pura istintivit\u00e0). Appena ucciso Cesare, i congiurati si chiedono dove sia Antonio: Trebonio, uno di loro, li rassicura. Alle prime avvisaglie di pericolo \u00e8 fuggito a casa sua, <em>amazed<\/em>, stupefatto, spaventato. Eppure, Antonio \u00e8 motore della vicenda in almeno due occasioni: la prima quando, dopo avere vinto i Lupercali, pone per ben tre volte sulla testa di Cesare la corona destinata al vincitore (<em>Not a crown, just a coronet!<\/em>). Cesare rifiuta l&#8217;omaggio, ma i congiurati vedono nel gesto la materializzazione concreta del loro timore che un giorno egli possa farsi re. Dopo il cesaricidio, Antonio manda presso la Curia un servitore, che tasti il terreno; poi si presenta di persona, garantendo la propria solidariet\u00e0 agli avversari, rivendicando la legittimit\u00e0 del proprio affetto per Cesare, suo amico e mentore, ma assicurando anche della propria disponibilit\u00e0 a riconoscerne i limiti storici e politici, rinunciando quindi a proseguirne l\u2019opera o a vendicarne la morte. Com\u2019\u00e8 noto, Antonio chiede poi ai congiurati  (e dopo un&#8217;accesa discussione fra di loro, ottiene di poterlo fare, grazie al favore di Bruto), la possibilit\u00e0 di celebrare Cesare al suo funerale \u2013 Shakespeare, qui come in altre parti della tragedia, comprime i tempi e fa avvenire in stretta contemporaneit\u00e0 avvenimenti che non si erano svolti in cos\u00ec rapida successione come vorrebbe farci credere (Cesare fu ucciso il 15 marzo; i funerali si tenenero il 20 di quello stesso mese). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">Nel testo di Shakespeare, non appena gli \u00e8 stato accordato il permesso di tenere questo suo discorso, Antonio, rimasto solo con il cadavere del dittatore, getta la maschera e dichiara la propria natura infernale:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\"><em>O pardon me, thou bleeding piece of earth, \/ That I am meek and gentle with these butchers. \/ Thou art the ruins of the noblest man \/ That ever liv\u00e8d in the tide of times. \/ Woe to the hand that shed this costly blood! \/ Over thy wounds now do I prophesy \/ (Which like dumb mouths do open their ruby lips \/ To beg the voice and utterance of my tongue) \/ A curse shall light upon the limbs of men; \/ Domestic fury and fierce civil strife \/ Shall cumber all the parts of Italy; \/ Blood and destruction shall be so in use \/ And dreadful objects so familiar \/ That mothers shall but smile when they behold \/ Their infants quartered with the hands of war, \/ All pity choked with custom of fell deeds; \/ And Caesar\u2019s spirit, ranging for revenge, \/ With Ate by his side come hot from hell, \/ Shall in these confines with a monarch\u2019s voice \/ Cry \u201cHavoc!\u201d and let slip the dogs of war, \/ That this foul deed shall smell above the earth \/ With carrion men groaning for burial<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">Ovvero, tentandone una traduzione la pi\u00f9 letterale possibile: \u201cPerdonami, tu, pezzo di terra sanguinante, \/ perch\u00e9 io sono mite e gentile con questi macellai. \/ Tu sei ci\u00f2 che resta dell&#8217;uomo pi\u00f9 nobile \/ che abbia mai vissuto nella marea dei tempi. \/ Ma guai alla mano che ha versato questo prezioso sangue! \/ Sulle tue ferite ora io profetizzo \/ (ferite che, come bocche mute, aprono le loro labbra di rubino \/ per implorare la voce e l&#8217;espressione della mia lingua): una maledizione si accender\u00e0 sui corpi degli uomini; \/ furori domestici e feroci lotte civili \/ ingombreranno tutte le parti d&#8217;Italia; \/ sangue e distruzione saranno \/ cos\u00ec comuni,  oggetti terribili e cos\u00ec familiari, \/ che le madri non potranno fare a meno di sorridere quando vedranno \/ i loro bambini squartati dalle mani della guerra. \/ Ogni piet\u00e0 sar\u00e0 soffocata dall&#8217;assuefazione alle azioni pi\u00f9 crudeli; \/ e lo spirito di Cesare, infuriando in cerca di vendetta, \/ con Ate al fianco, viene ribollendo dall&#8217;inferno, \/ ed entro questi territori, con la voce di un monarca, \/ grider\u00e0 &#8216;Distruzione e morte!&#8217;, e lascer\u00e0 sfogare i cani della guerra, \/ al punto che questa turpe azione puzzer\u00e0 sulla terra \/ per il gran numero di carogne umane che gemono in attesa di sepoltura\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">Un po&#8217; come le streghe del<em> <\/em>successivo<em> Macbeth<\/em> (1606), insomma, Antonio ripromette (e si ripromette) strage, rovina e morte. Prima di presentarsi alla folla presso il cadavere di Cesare, fa infatti ancora in tempo a stringere un&#8217;alleanza con Ottaviano &#8211; altra sgrammaticatura storica del tragediografo, naturalmente &#8211; grazie al quale si ripromette di dare pieno sfogo alla propria vendetta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\"> Il discorso di Marco Antonio sul cadavere di Cesare \u00e8 un capolavoro della retorica classica.  Intervenendo subito dopo Bruto, che ha giustificato la propria azione con argomenti di fredda razionalit\u00e0, Antonio progressivamente infiamma gli animi di una folla poco convinta, rievocando i meriti di Cesare verso il popolo di Roma, la sua modestia, la sua umilt\u00e0. Nello stesso tempo, con una famosa litote pi\u00f9 volte ripetuta, usata come tormentone, Antonio celebra Bruto, l&#8217;uomo d&#8217;onore, la cui integrit\u00e0 e sincerit\u00e0 (di azione e parola) non possono essere messe in discussione. In questo modo, contrastando gli elogi di Bruto, che appaiono sempre pi\u00f9 obbligati e di maniera, con quelli di Cesare, che appaiono sempre pi\u00f9 numerosi e convinti, Antonio scava il terreno sotto i Cesaricidi, e spinge la folla, incosciente e incostante come sempre in Shakespeare, a decidere la morte dei congiurati. Ne fa le spese, vittima inconsapevole, il poeta Gaio Elvio Cinna, scambiato per Lucio Cornelio Cinna, il congiurato. Si realizza cos\u00ec quel progetto di confusione e morte cui Antonio aveva dato espressione nelle parole riportate in precedenza. Ecco ora invece il celebre discorso (elimino alcuni interventi della folla, che interrompono qua e l\u00e0 il flusso oratorio e indicano il progressivo mutare degli umori, e una parte relativa al testamento di Cesare):<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\"><em>Friends, Romans, countrymen, lend me your ears. \/ I come to bury Caesar, not to praise him. \/ The evil that men do lives after them; \/ The good is oft interred with their bones. \/ So let it be with Caesar. The noble Brutus \/ Hath told you Caesar was ambitious. \/ If it were so, it was a grievous fault, \/ And grievously hath Caesar answered it. \/ Here, under leave of Brutus and the rest \/ (For Brutus is an honorable man. \/ So are they all, all honorable men), \/ Come I to speak in Caesar\u2019s funeral. \/ He was my friend, faithful and just to me, \/ But Brutus says he was ambitious, \/ And Brutus is an honorable man. \/ He hath brought many captives home to Rome, \/ Whose ransoms did the general coffers fill. \/ Did this in Caesar seem ambitious? \/ When that the poor have cried, Caesar hath wept; \/ Ambition should be made of sterner stuff. \/ Yet Brutus says he was ambitious, \/ And Brutus is an honorable man. \/ You all did see that on the Lupercal \/ I thrice presented him a kingly crown, \/ Which he did thrice refuse. Was this ambition? \/ Yet Brutus says he was ambitious, \/ And sure he is an honorable man. \/ I speak not to disprove what Brutus spoke, \/ But here I am to speak what I do know. \/ You all did love him once, not without cause. \/ What cause withholds you, then, to mourn for him? \/ O judgment, thou art fled to brutish beasts, \/ And men have lost their reason! Bear with me; \/ My heart is in the coffin there with Caesar, \/ And I must pause till it come back to me. \/ But yesterday the word of Caesar might \/ Have stood against the world. Now lies he there, \/ And none so poor to do him reverence. \/ O masters, if I were disposed to stir \/ Your hearts and minds to mutiny and rage, \/ I should do Brutus wrong and Cassius wrong, \/ Who, you all know, are honorable men. \/ I will not do them wrong. I rather choose \/ To wrong the dead, to wrong myself and you, \/ Than I will wrong such honorable men. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">&#8220;Amici, romani, concittadini, prestatemi orecchio. Vengo a seppellire Cesare, non a lodarlo. Il male che gli uomini fanno vive dopo di loro; il bene \u00e8 spesso interrato con loro. Cos\u00ec sia per Cesare. Il nobile Bruto vi ha detto che Cesare era ambizioso. Se era cos\u00ec, era una colpa grave, e Cesare ne ha risposto gravemente. Ecco, con il permesso di Bruto e degli altri (perch\u00e9 Bruto \u00e8 un uomo che non mente, e lo sono tutti, tutti uomini che non mentono), vengo a parlare al funerale di Cesare. Era mio amico, fedele e giusto verso di me, ma Bruto dice che era ambizioso, e Bruto \u00e8 un uomo che non mente. Cesare ha riportato a Roma molti prigionieri, i cui riscatti hanno riempito le casse generali. Sembra questo, in Cesare, ambizioso? Quando i poveri hanno pianto, Cesare ha pianto con loro; l&#8217;ambizione dovrebbe essere fatta di una materia pi\u00f9 dura. Eppure, Bruto dice che era ambizioso, e Bruto \u00e8 un uomo che non mente. Voi tutti avete visto che al Lupercale gli ho presentato tre volte una corona regale, che egli ha rifiutato tre volte. Era questa ambizione? Eppure, Bruto dice che era ambizioso, e certo \u00e8 uno che non mente. Non parlo per smentire ci\u00f2 che ha detto Bruto, ma sono qui per dire ci\u00f2 che so. Voi tutti lo amavate un tempo, e non senza motivo. Quale motivo vi trattiene dunque ora dal piangerlo? O giudizio, tu sei passato alle bestie brutali, e gli uomini hanno perso la ragione! Portami con te, Cesare; il mio cuore \u00e8 nella bara con te, e devo riposarmi finch\u00e9 esso non torni da me. Solo ieri la parola di Cesare avrebbe potuto opporsi all\u2019intero mondo. E ora lui giace l\u00ec, e nessuno \u00e8 cos\u00ec povero da volergli rendere omaggio. O signori, se io fossi intenzionato a suscitare nei vostri cuori e nelle vostre menti la rivolta e la rabbia, farei torto a Bruto e a Cassio, che, lo sapete tutti, sono uomini che non mentono. Non far\u00f2 loro questo torto. Preferisco fare un torto ai morti, a me e a voi, piuttosto che fare un torto a uomini cos\u00ec di parola&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">A questo punto, Antonio punta sulla mozione degli affetti, mostrando il mantello di Cesare lacerato dalle ferite. E&#8217; quello stesso mantello di cui parla Cesare nel <em>De bello Gallico<\/em>, e che, con il suo colore rosso, segnala ai soldati romani la presenza del loro comandante, la condivisione da parte sua delle loro stesse fatiche, il suo essere <em>primus inter  pares<\/em>. Con un&#8217;altra figura retorica, la prosopopea, Antonio d\u00e0 voce e forma a ognuna delle ferite visibili sulla veste, assegnandole ora all&#8217;uno ora all&#8217;altro dei congiurati, che da &#8220;honorable&#8221; passano a &#8220;envious and traitors men&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\"><em>If you have tears, prepare to shed them now. \/ You all do know this mantle. I remember \/ The first time ever Caesar put it on. \/ \u2019Twas on a summer\u2019s evening in his tent, \/ That day he overcame the Nervii. \/ Look, in this place ran Cassius\u2019 dagger through. \/ See what a rent the envious Casca made. \/  Through this the well-belov\u00e8d Brutus stabbed, \/ And, as he plucked his curs\u00e8d steel away, \/ Mark how the blood of Caesar followed it, \/ As rushing out of doors to be resolved \/ If Brutus so unkindly knocked or no; \/ For Brutus, as you know, was Caesar\u2019s angel. \/ Judge, O you gods, how dearly Caesar loved him! \/ This was the most unkindest cut of all. \/ For when the noble Caesar saw him stab, \/ Ingratitude, more strong than traitors\u2019 arms, \/ Quite vanquished him. Then burst his mighty heart, \/ And, in his mantle muffling up his face, \/ Even at the base of Pompey\u2019s statue \/ (Which all the while ran blood) great Caesar fell. \/ O, what a fall was there, my countrymen! \/ Then I and you and all of us fell down, \/ Whilst bloody treason flourished over us. \/ O, now you weep, and I perceive you feel \/  The dint of pity. These are gracious drops. \/ Kind souls, what, weep you when you but behold \/ Our Caesar\u2019s vesture wounded? Look you here, \/ Here is himself, marred as you see with traitors.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">&#8220;Se avete lacrime, preparatevi a versarle ora. \/ Tutti conoscete questo mantello. Io ricordo perfino \/ la prima volta che Cesare lo indoss\u00f2. \/ Fu in una sera d&#8217;estate nella sua tenda, \/ il giorno che sbaragli\u00f2 i Nervii. \/ Guardate, in questo punto \u00e8 passato il pugnale di Cassio. \/ Vedete che squarcio fece l&#8217;invidioso Casca. \/ Attraverso quest&#8217;altro squarcio l&#8217;amato Bruto lo trafisse, \/ e, mentre strappava via il suo maledetto pugnale, \/ guardate come il sangue di Cesare lo segu\u00ec, \/ come si precipit\u00f2 fuori dalle porte per capire \/ se era Bruto a bussare cos\u00ec scortesemente, oppure no; \/ Perch\u00e9 Bruto, come sapete, era l&#8217;angelo di Cesare. \/ Giudicate voi, o d\u00e8i, quanto Cesare lo amava! \/ Questo fu il taglio peggiore di tutti. \/ Perch\u00e9 quando il nobile Cesare vide Bruto che lo pugnalava, \/ l&#8217;ingratitudine, pi\u00f9 forte delle braccia dei traditori, \/ lo sconfisse del tutto. Allora scoppi\u00f2 il suo cuore potente, \/ e, coprendosi il volto nel mantello, \/ alla base della statua di Pompeo \/ (che per tutto il tempo fu bagnata di sangue) il grande Cesare cadde. \/ Oh, che caduta fu quella, miei compatrioti! \/ Allora io, voi e tutti noi siamo caduti, \/ mentre il tradimento sanguinario fioriva su di noi. \/ Ora piangete, e vedo che sentite \/ il peso della piet\u00e0. Queste sono gocce gradite. \/ Anime gentili, che fate, piangete nel vedere \/ la veste del nostro Cesare trafitta? Guardate qui, \/ qui c&#8217;\u00e8 lui stesso, ucciso, come vedete, dai traditori&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">Antonio ha cambiato cos\u00ec l&#8217;ottica con cui guardare ai fatti e, dopo un ulteriore riferimento al testamento di Cesare (che ometto, alla pari del precedente), invita i concittadini a passare all&#8217;azione. Il ritornello degli <em>honorable men<\/em> assume ora carattere decisamente sarcastico, cos\u00ec come fasulle sono le indicazioni di personale umilt\u00e0 e la celebrazione di Bruto come bravo oratore (ma vuoto di fatti). Antonio, nel contempo, si presenta come uno della folla, che ha gli stessi gusti e gli stessi sentimenti della folla, e all&#8217;occorrenza anche gli stessi limiti. Riconosciamo qui il politico da manuale, sapendo che ogni generazione ha il suo Antonio, che dietro alla (apparente) umilt\u00e0 e bonomia nasconde desiderio di caos e di potere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\"><em>Good friends, sweet friends, let me not stir you up \/ To such a sudden flood of mutiny. \/ They that have done this deed are honorable. \/ What private griefs they have, alas, I know not, \/ That made them do it. They are wise and honorable \/ And will no doubt with reasons answer you. \/ I come not, friends, to steal away your hearts. \/ I am no orator, as Brutus is, \/ But, as you know me all, a plain blunt man \/ That love my friend, and that they know full well \/ That gave me public leave to speak of him. \/ For I have neither wit, nor words, nor worth, \/ Action, nor utterance, nor the power of speech \/ To stir men\u2019s blood. I only speak right on. \/ I tell you that which you yourselves do know, \/ Show you sweet Caesar\u2019s wounds, poor poor dumb mouths, \/ And bid them speak for me. But were I Brutus, \/ And Brutus Antony, there were an Antony \/ Would ruffle up your spirits and put a tongue \/ In every wound of Caesar that should move \/ The stones of Rome to rise and mutiny.<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">&#8220;Buoni amici, dolci amici, non lasciate che io susciti una cos\u00ec improvvisa ondata di ammutinamento. Quelli che hanno voluto questa morte sono persone la cui parola \u00e8 sincera. Non so quali ragioni private abbiano avuto, ahim\u00e8, che li hanno spinti a fare ci\u00f2 che hanno fatto. Sono saggi e onesti, e senza dubbio vi risponderanno con buone argomentazioni. Non vengo, amici, a trascinare via il vostro cuore. Non sono un oratore come Bruto, ma, come voi tutti mi conoscete, sono un uomo semplice e schietto, che amava il suo amico, e loro lo sanno bene, se mi hanno dato il permesso di parlare in pubblico di lui. Perch\u00e9 io non ho n\u00e9 spirito, n\u00e9 facondia, n\u00e9 valore n\u00e9 capacit\u00e0 di azione, n\u00e9 l&#8217;espressione, n\u00e9 il potere della parola per smuovere il sangue degli uomini. Io parlo solo in modo corretto. Vi dico quello che voi stessi sapete, vi mostro le ferite del caro Cesare, povere, povere bocche mute, e dico loro di parlare per me. Ma se io fossi Bruto, e Bruto Antonio, allora s\u00ec che ci sarebbe un Antonio capace di arruffianarsi i vostri spiriti e di dare lingua a ogni ferita di Cesare, cos\u00ec da muovere le pietre di Roma a sollevarsi e ammutinarsi&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">Riporto ora alcune interpretazioni celebri del discorso (la lunghezza \u00e8 variabile, a seconda dei brani di partenza). Nel 2016 Damian Lewis, attore inglese di cinema (fra cui il recente <em>Once Upon a Time in Hollywood <\/em>di Quentin Tarantino) e di fortunate serie televisive, ma anche molto attivo sulle scene londinesi, nel teatro di prosa e di musical, ha registrato una parte del discorso per il giornale <em>The Guardian<\/em>, espressamente perch\u00e9 fosse caricato su youtube (era il quarto centenario dalla morte del drammaturgo). La clip, che si interrompe alla prima battuta di commento dei cittadini, si gioca tutta sull&#8217;espressivit\u00e0 dell&#8217;interprete, sui suoi occhi estremamente vicini allo spettatore, sulla bocca da cui vediamo letteralmente sprizzare la saliva e il veleno man mano che aumenta l&#8217;enfasi retorica del discorso &#8211; un effetto molto televisivo, che a teatro non sarebbe possibile, ma che rende coinvolgente il tutto, nonostante l&#8217;assenza di costumi, scene, qualsiasi tentativo di &#8220;ricostruire&#8221; il momento drammatico. E&#8217; la celebrazione della pura forza dell&#8217;interpretazione. Il ritmo \u00e8 veloce, serrato, a tratti forse perfino troppo (lo strumento del web impone che tutto duri pochi minuti). I concetti non si sedimentano nella mente degli ascoltatori, antichi o moderni che siano: perch\u00e9 non sono le idee a contare. Perfetto modello di politico, Antonio vince per la variet\u00e0 sottile delle sue inflessioni e la capacit\u00e0 di  persuasione del suo intero essere e agire, non per quello che dice, che conta solo relativamente. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Damian Lewis as Antony in Julius Caesar: &#039;Friends, Romans, countrymen&#039; | Shakespeare Solos\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/q89MLuLSJgk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">La versione pi\u00f9 classica della scena \u00e8 quella contenuta nel film di Joseph L. Mankiewicz (1953). Interpreta Marco Antonio un giovanissimo Marlon Brando, non ancora trentenne, ma gi\u00e0 aureolato dal successo ottenuto con <em>A Streetcar named Desire<\/em> di Tennessee Williams (1952). Nella clip ci sono alcune battute finali non incluse nel testo di prima, in cui Antonio insiste sul testamento di Cesare, che ha nominato suo erede l&#8217;intero popolo romano (l&#8217;argomento pi\u00f9 forte di tutti, nella visione smaliziata e senza illusioni di Shakespeare).  L&#8217;interpretazione \u00e8 tutta giocata sulla forza visiva di Brando, che volutamente evita un&#8217;eccessiva variet\u00e0 di accenti, per costruire piuttosto una climax di furore, che, pur insistendo ossessivamente su uno stesso tasto, riesce a fare montare a poco a poco la reazione della folla. Nel complesso, l&#8217;intera scena \u00e8 un monumento plastico al personaggio e a chi gli ha dato la propria carne, versione moderna di dittatori urlanti ben noti alla prima met\u00e0 del Novecento. Straordinario il gesto di Antonio alla fine della prima parte del discorso, prima che la macchina da presa si sposti sulla folla. In un momento privato, con le spalle voltate al pubblico, con un semplice sguardo Antonio\/Brando rivela tutto il lato demoniaco del personaggio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n <iframe loading=\"lazy\" title=\"Julius Caesar (1953) - Mark Antony&#039;s Forum speech (starring Marlon Brando)\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/101sKhH-lMQ?start=66&#038;feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">Charlton Heston interpret\u00f2 curiosamente per ben due volte il personaggio di Antonio, in un film assai notevole del 1950 (ci torneremo sopra in altra sede) e in un altro del 1970, distribuito in Italia con il titolo <em>Ventitr\u00e9 pugnali per Cesare<\/em>. A quella data, il quarantasettenne Charlton Heston, gi\u00e0 all&#8217;inizio della fase finale della sua carriera, non aveva forse pi\u00f9 il <em>physique du r\u00f4le<\/em> per interpretare il trentanovenne Marco Antonio, anche perch\u00e9 nella immaginazione popolare e nel testo stesso di Shakespeare permane l&#8217;idea di un personaggio pi\u00f9 giovane della sua et\u00e0 anagrafica. La regia del nulla pi\u00f9 che onesto Stuart Bridge risolve il tutto puntando alla grandiosit\u00e0 da kolossal anni Sessanta. Heston, per\u00f2, regge complessivamente bene la parte, rendendo con fluidit\u00e0 e variet\u00e0 di accenti e di toni le battute del personaggio, risolvendone i diversi sentimenti quasi attraverso l&#8217;adozione di due voci differenti, una pi\u00f9 roca, una pi\u00f9 acuta. La clip \u00e8 &#8216; pi\u00f9 lunga delle precedenti, e include l&#8217;intero discorso di Antonio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">   <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Charlton Heston Mark Antony speech &quot;Julius Caesar&quot; (1970)\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/0bi1PvXCbr8?start=179&#038;feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">Nel 2012 la Royal Shakespeare Company, una compagnia specializzata nel mettere in scena opere di Shakespeare, in inverno al Barbican Center di Londra, in estate a Stratford-on-Avon, luogo natale del poeta, present\u00f2 uno spettacolo la cui novit\u00e0 appare a prima vista. Siamo nel mondo del politicamente corretto e della globalizzazione. La regia di Gregory Doran e l&#8217;interpretazione di Ray Fearon (attore di teatro assai noto in Gran Bretagna, apparso anche nella saga cinematografica di Harry Potter; londinese di nascita, ma originario dell&#8217;India) vogliono sottolineare l&#8217;eterno ripetersi delle stesse storie a tutte le latitudini geografiche e cronologiche. Come effetto di questa opera di attualizzazione, finisce per emergere quale dato essenziale il legame di Antonio con Cesare, in virt\u00f9 del quale Antonio, di qualunque Antonio della Storia si tratti, piange in Cesare, di qualunque Cesare si tratti, soprattutto un amico e un compagno di lotta. Fearon \u00e8 decisamente bravo, a tratti \u00e8 perfino ironico, ad esempio nell&#8217;ampia gestualit\u00e0 con la quale accompagna le parole, e soprattutto nei sempre diversi gesti con i quali scandisce e sconfessa il riferimento agli <em>honorable men<\/em>. L&#8217;impressione generale \u00e8 per\u00f2 che, come spesso succede in queste attualizzazioni, l&#8217;attenzione del contesto si accentri pi\u00f9 sulla trasposizione che sulla resa dei dettagli interpretativi, come avviene nella descrizione della folla o nello spazio concesso a dettagli funerari ovviamente estranei al testo originale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Julius Caesar, Act 3 Scene 2 | 2012 | Royal Shakespeare Company\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/2Q7apiYunEU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">Ogni rivoluzione ha la sua controrivoluzione: nel 2017, la medesima compagnia si \u00e8 affrettata a tornare a uno <em>Julius Caesar<\/em> con tutte le carte in regola. La regia \u00e8 di Angus Jackson; Antonio \u00e8 interpretato da James Corrigan, oggi rinomato attore di cinema. Scene, costumi, reazioni attoriali sono da manuale. Corrigan adotta volutamente un tono sottomesso, nel quale risalta soprattutto l&#8217;amico che celebra l&#8217;amico, e per\u00f2 pur partendo da un ambito privato arriva a provocare una reazione pubblica. Nel fare cos\u00ec, Corrigan non sbaglia un colpo; anche la folla, per una volta tanto, non ha nulla di macchiettistico. Nel complesso, forse, il tutto risulta per\u00f2 meno interessante proprio dal punto di vista registico, e l&#8217;impressione mia personale \u00e8 quella di un passo indietro rispetto alle provocazioni precedenti. Un Giulio Cesare che ha qualcosa di televisivo, ma ha perso qualcosa sul piano dell&#8217;epica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Julius Caesar | Act 3, Scene 2 | 2017\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/036CS0g3D6c?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">La discussione \u00e8 per\u00f2 aperta. Ringrazio Elena Sandre e Jessica Gentile per gli spunti che mi hanno offerto, e attendo i pareri di molti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">\u00a9 Massimo Gioseffi, 2021<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un viaggiatore svizzero di passaggio a Londra, il numismatico e antiquario Thomas Platter, ci racconta di avere assistito, nel 1599, a una rappresentazione teatrale sulla morte di Giulio Cesare. E&#8217; l&#8217;informazione che ci permette di datare il celebre dramma di William Shakespeare (1564-1616), The Tragedy of Julius Caesar. 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