FABIO SCIREA

L’epilogo del progetto di Sigifredo vescovo: il decoro dipinto in S. Antonino a Piacenza

Dettagli

  • IN
    Hortus artium medievalium
  • NUMERO
    25/2
  • ANNO
    2019
  • PAGINE
    17

Sinossi

Questo articolo si propone di indagare la collegiata di S. Antonino a Piacenza e la sua decorazione pittorica, ormai ridotta ad alcune cornici tra le volte gotiche e il tetto. Il martyrium paleocristiano fu ricostruito sotto il vescovo Sigifredo (997-1031), come una basilica orientata. Elemento di spicco dell’articolazione strutturale è l’innesto nel corpo basilicale a tre navate absidate di un corpo occidentale a tre bracci con altissima campata di incrocio su dodici pilastri in quadrato, base di imposta di una vertiginosa torre ottagonale non sottocupolata.

Il clerestorio fu presto decorato da una loggia dipinta che incornicia Profeti e Re di Israele sul lato sud, così come i dodici Apostoli e Padri della Chiesa sul lato nord. Inoltre, la parte superiore del transetto ospitava una sequenza di martiri. Durante il dodicesimo secolo una corte celeste fu raffigurata sulla parete orientale del braccio occidentale del transetto, che probabilmente ospitava il coro dei Canonici.

Il fulcro della composizione era il Cristo oggi scomparso: fiancheggiato dalla Vergine e da Giovanni Battista, era circondato dai cori dei canonici, dei ventiquattro anziani e degli apostoli. Infine, nel registro inferiore possiamo riconoscere sia contesti celestiali e infernali, non necessariamente appartenenti ad un Ultimo Giudizio. L’intera rappresentazione sembra riflettere la pratica liturgica dei Canonici.

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