{"id":3051,"date":"2025-06-19T12:34:07","date_gmt":"2025-06-19T10:34:07","guid":{"rendered":"https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/?page_id=3051"},"modified":"2025-06-19T21:49:44","modified_gmt":"2025-06-19T19:49:44","slug":"archeobotanica","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/progetti\/archeobotanica\/","title":{"rendered":"Archeobotanica"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-d0b40e3ee6916c80d09a01159e244e53\">Una delle attivit\u00e0 di ricerca svolte al <strong>Laboratorio di Preistoria, Protostoria ed Ecologia Preistorica<\/strong> \u00e8 quella dell\u2019<strong>archeobotanica<\/strong>. La responsabile delle ricerche \u00e8 <strong><a href=\"https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/chi-siamo\/\">Barbara Proserpio<\/a><\/strong>, archeologa preistorica e archeobotanica, attualmente dottoranda presso L\u2019Universidad del Pais Vasco. Del gruppo di ricerca fa parte anche <strong><a href=\"https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/chi-siamo\/\">Gianluca Simonini<\/a><\/strong>, archeologo preistorico e archeobotanico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-67b13aca3212c5c40c319eedbd7ad3ee\">Questa disciplina si occupa dell\u2019analisi dei resti vegetali rinvenuti negli scavi archeologici. Il fine generale di questa disciplina \u00e8 quello di affrontare il tema della <strong>coevoluzione dei rapporti tra uomo e piante<\/strong> che nello specifico si declina in aspetti molto diversi come l\u2019<strong>alimentazione<\/strong>, l\u2019origine e l\u2019evoluzione della <strong>domesticazione delle specie vegetali<\/strong>, la ricostruzione del <strong>paleoambiente<\/strong> e del <strong>paleoclima<\/strong>, <strong>usi economici e tecnologici delle piante<\/strong> nonch\u00e9 <strong>l\u2019evoluzione del paesaggio<\/strong> e molto altro ancora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5611056e2e45a0268a9cf1ad0779bb34\">L&#8217;archeobotanica, pi\u00f9 che una singola disciplina, risulta essere un insieme di tecniche e analisi che, mutuate dal mondo delle scienze naturali, vengono applicate all\u2019archeologia. I resti vegetali ritrovabili in contesti archeologici risultano avere infatti diversa natura e di conseguenza l\u2019archeobotanica ha la necessit\u00e0 di suddividersi in <strong>numerose sottodiscipline<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-31d24b1216e981720f5be146c4829b4d\">Studio dei carboni di legna (<strong>Antracologia<\/strong>);<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e5deacd1bd525b91a160fca9fd56bb52\">Studio dei resti lignei (<strong>Xilologia<\/strong>);<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-a34eda5146ab4aa8f32f052ecfed328d\">Studio dei semi, frutti, tuberi e di tutti i macroresti che non sono carboni di legna (<strong>Carpologia<\/strong>);<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-fa263c7c6de7c2ded0914e2e2256286f\">Studio di polline, spore e palinomorfi non pollinici (<strong>Palinologia<\/strong>);<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6c9e37cfdf6cd0ae768f898dd8157c90\">Studio dei fitoliti.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6695091d66531ea3b69fb064b2401254\">Ogni sottodiciplina, utilizza metodologie che permettono di identificare ogni resto vegetale a diversi livelli tassonomici (<em>specie, genere o famiglia<\/em>). Una volta identificati, si passa all\u2019interpretazione dei dati ottenuti al fine di comprendere cosa queste informazioni possono dirci sul sito, sui metodi di sussistenza dei suoi abitanti e sul paleoclima.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f042a67097a1352396a369b053f88107\">Archeobotanica: analisi carpologiche e antracologiche<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"682\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Semi-della-collezione-di-confronto-682x1024.jpeg\" alt=\"Archeobotanica\" class=\"wp-image-3052\" srcset=\"https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Semi-della-collezione-di-confronto-682x1024.jpeg 682w, https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Semi-della-collezione-di-confronto-200x300.jpeg 200w, https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Semi-della-collezione-di-confronto-768x1153.jpeg 768w, https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Semi-della-collezione-di-confronto-1023x1536.jpeg 1023w, https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Semi-della-collezione-di-confronto.jpeg 1066w\" sizes=\"auto, (max-width: 682px) 100vw, 682px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Semi della collezione di confronto. \u00a9 Gaia Pennati\/PrEcLab<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ae9c668415cd4898ce7425a00a86616c\">Per quanto riguarda gli studi archeobotanici, fino ad ora presso il PrEcLab si sono svolte prevalentemente <strong>analisi carpologiche e antracologiche<\/strong>, sebbene sia da menzionare l\u2019importante collaborazione intrapresa con il <strong><a href=\"http:\/\/www.palinopaleobot.unimore.it\/site\/home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Laboratorio di Palinologia e Paleobotanica dell\u2019Universit\u00e0 di Modena e Reggio Emilia<\/a><\/strong> riguardo le analisi dei <strong>campioni pollinici<\/strong> provenienti da alcuni saggi del sito di <strong>Colombare di Negrar<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-365fbbb8353be30d562b009decbf2225\">Entrambe queste discipline studiano i cosiddetti \u201c<strong>macroresti<\/strong>\u201d botanici, ossia i resti di origine vegetale che possono essere <strong>individuati a occhio nudo<\/strong> o comunque tramite l\u2019ausilio di <strong>piccoli ingrandimenti <\/strong>(da 6x a 40x).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7694eaf0044dcb0a785b94e9fe358ee0\">Mentre l\u2019<strong>antracologia<\/strong> si delinea come la sottodisciplina che studia i <strong>carboni di legna<\/strong>, in archeobotanica il termine \u201c<strong>carpologia<\/strong>\u201d viene comunemente utilizzato per indicare una <strong>vastissima gamma di materiali<\/strong>, ossia i <strong>carporesti<\/strong>, che comprendono soprattutto <strong>semi e frutti<\/strong>, ma in generale includono al loro interno <strong>tutte le parti di una pianta che possono essere conservate in un contesto archeologico<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-3dead8b521369dab448d0d16b4bc5357\">Al fine di ottenere <strong>dati precisi e attendibili<\/strong> e agevolare il loro confronto con quelli disponibili nella letteratura scientifica, le <strong>metodologie<\/strong> legate al prelievo e studio dei resti carpologici e antracologici in un determinato contesto archeologico dovrebbero essere <strong>quanto pi\u00f9 possibile standardizzate<\/strong> su procedimenti universalmente riconoscibili e accettabili. Per questo motivo presso il PrEcLab le procedure adoperate per le analisi dei macroresti vegetali sono frutto di <strong>ricerche e collaborazioni<\/strong> con altri enti del settore (<a href=\"https:\/\/www.archeobiologia.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Cooperativa di ricerche archeobiologiche ARCO<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.museoarcheologicodelfinale.it\/scopri\/archeobot\/index.php\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Laboratorio di archeobotanica del museo archeologico del finale<\/a>) con il preciso scopo di creare una <strong>metodologia precisa e univoca<\/strong> per lo studio di questa disciplina.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-afcd5cb58d1df611f7c29af39473c6fb\">Metodologia<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-50f6c655a7f1ad8f3286ade702b31c76\">Dal punto di vista metodologico, la <strong>prima fase<\/strong> da intraprendere per un\u2019analisi archeobotanica \u00e8 il <strong>prelievo di campione dal sito archeologico<\/strong>. In teoria il campionamento di un sito archeologico dovrebbe avvicinarsi quanto pi\u00f9 possibile ad un <strong>campionamento totale<\/strong>. Va ricordato infatti che <strong>non esite un contesto archeologico ideale<\/strong> o migliore per lo studio dei resti botanici, ma piuttosto una <strong>serie di contesti<\/strong> che per la loro specificit\u00e0 (buche, fosse, focolari, forni, latrine, pozzi, recipienti, strati di frequentazione e di attivit\u00e0 antropiche) risultano potenzialmente idonei a produrre dati. <strong>Ogni contesto \u00e8 a se stante<\/strong> e produce di conseguenza una serie di <strong>informazioni molto diverse<\/strong> rispetto ad un altro. Questo \u00e8 per\u00f2 raramente attuabile se non impossibile, sia per motivi di tempo che per la grande energia richiesta. Per tale motivo si procede seguendo un <strong>preciso protocollo<\/strong> che permette di ottenere dati quanto pi\u00f9 possibile precisi e numerosi.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Campionamento<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e85e54bfc6ba5dadf83290a98c2e097a\">Durante lo scavo, al fine di svolgere analisi carpologiche e antracologiche, <strong>ogni Unit\u00e0 Stratigrafica<\/strong> deve essere <strong>campionata<\/strong>: quando si indaga un <strong>contesto di grandi dimensioni<\/strong> si procede al prelievo di una <strong>serie di campioni<\/strong> da varie zone dello strato indagato (se necessario si pu\u00f2 procedere alla suddivisione dell\u2019area in una <strong>griglia di quadrati<\/strong>, prelevando una determinata quantit\u00e0 di sedimento da ognuno di essi). Il quantitativo di sedimento da prelevare varia a seconda del contesto, ma generalmente non va oltre i 12 l. Per quanto riguarda invece i <strong>piccoli contesti <\/strong>(come buche di palo o punti da fuoco), dovrebbe essere <strong>prelevato il sedimento nella sua totalit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Flottazione<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-89fe07be3a3e507ffac99b1808cc3a9c\">I campioni prelevati devono essere poi sottoposti ad un processo che porta all\u2019<strong>isolamento<\/strong> <strong>dei resti carpologici e antracologici dal sedimento terroso<\/strong>. Tale processo pu\u00f2 essere ottenuto in <strong>vari metodi<\/strong>, tra i quali il pi\u00f9 veloce risulta essere la <strong>flottazione<\/strong>; tale pratica, tuttavia, richiede la presenza di un particolare macchinario (definito appunto <strong>macchina per la flottazione<\/strong>) che permette di far arrivare in laboratorio esclusivamente i materiali che devono essere studiati. Dal momento che attualmente il PrEcLab non dispone di tale strumentazione, per le nostre analisi si \u00e8 optato per la tecnica del <strong>lavaggio del sedimento con acqua su setacci<\/strong> al fine di rimuovere la parte terrosa del sedimento. Per questa procedura il laboratorio utilizza <strong>setacci di diametro 40 cm a maglia di 0,5 mm<\/strong> i quali permettono di conservare anche i resti pi\u00f9 piccoli. A seguito di tale procedura si procede all\u2019asciugatura dei campioni che verranno poi <strong>suddivisi<\/strong> <strong>in frazioni con granulometria simile (7-4-2-1 e 0,5 mm); <\/strong>tali frazioni verranno poi vagliate allo <strong>stereomicroscopio<\/strong>. Durante la vagliatura <strong>tutti i resti vegetali <\/strong>vengono prelevati dal residuo del sedimento lavato. Terminata questa fase, si procede all\u2019identificazione della <strong>famiglia<\/strong>, <strong>genere<\/strong> e dove possibile della <strong>specie<\/strong> del resto.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"1458\" src=\"https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/campioni-1.jpg\" alt=\"Archeobotanica\" class=\"wp-image-3080\" srcset=\"https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/campioni-1.jpg 1200w, https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/campioni-1-247x300.jpg 247w, https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/campioni-1-843x1024.jpg 843w, https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/campioni-1-768x933.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/figure><\/div><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"856\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Analisi-al-microscopio-856x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3077\" srcset=\"https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Analisi-al-microscopio-856x1024.jpg 856w, https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Analisi-al-microscopio-251x300.jpg 251w, https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Analisi-al-microscopio-768x918.jpg 768w, https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Analisi-al-microscopio.jpg 1201w\" sizes=\"auto, (max-width: 856px) 100vw, 856px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h4 class=\"wp-block-heading has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ec83ad583ce30d2acb89c4b4646c9d8e\">Identificazione<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f30c0cb7da8a021201cb1b8396a65912\">L\u2019identificazione dei macroresti \u00e8 possibile grazie alla consultazione di <strong>atlanti<\/strong> e <strong>collezioni di confronto&nbsp; carpologiche e antracologiche\/xilologixche. <\/strong>Almomento, per le analisi archeobotaniche svolte presso il PrEcLab, oltre agli atlanti presenti nelle varie biblioteche del nostro ateneo, si stanno utilizzando le collezioni di confronto di due enti con cui \u00e8 attiva una collaborazione: il <strong>Laboratorio di Archeobiologia dei Musei Civici di Como <\/strong>e il<strong> Laboratorio di Archeobotanica del Museo Archeologico del Finale di Finalborgo<\/strong>, ma \u00e8 gi\u00e0 in progetto la creazione di una collezione di confronto carpologica presso il nostro laboratorio che preveder\u00e0 per il recupero dei campioni anche il contributo di vari orti botanici tra cui l\u2019<strong>Orto Botanico Citt\u00e0 Studi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-2b2c24b96567b0e6aba8cad353d4bf7f\">Al momento presso il PrEcLab sono in corso numerose ricerche che prevedono l\u2019analisi dei resti carpologici provenienti da vari siti dell\u2019Italia centro-settentrionale. Questi studi sono legati a progetti di tesi di Laurea o altre ricerche svolte in collaborazione con le varie Sovrintendenza e in alcuni casi con altre cattedre universitarie.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e2fd75e540d849dac7b1fc77bdc0d73f\">Studi in corso<\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-fea70c7c6ae4410d51396a6cbcb9a4c3\">Studio dei resti carpologici del sito di <strong>Castelseprio<\/strong> (VA).<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-fe257fc3348904587b4ff5c35ef647db\">Studio dei resti carpologici provenienti dal sito <strong>Grotta Castel Corno<\/strong> (TN).<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-1eb8dc16c841511e94c6e5dbdf872c36\">Studio dei resti carpologici del sito dell\u2019Et\u00e0 del Bronzo in <strong>localit\u00e0 Castello del comune di Caspoggio in Valmalenco<\/strong> (SO)in collaborazione con la SABAP delle province di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio e Varese, il CST dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bergamo e il MVSA (Museo Valtellinese di Storia e Arte di Sondrio).<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-57b709b9be3dd4eade4778e9257d451d\">Studio dei resti carpologici del sito dell\u2019Et\u00e0 del Bronzo Antico in localit\u00e0 <strong>Prato della Chiesa del comune di Ballabio<\/strong> (LE) in collaborazione con SABAP delle province di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio e Varese.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong><style type=\"text\/css\" scoped>.rbs_gallery_69e03986bd913Spinner{\r\n\t\t\t\tmargin: 50px auto;\r\n\t\t\t\twidth: 50px;\r\n\t\t\t\theight: 40px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\tfont-size: 10px;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t.rbs_gallery_69e03986bd913Spinner > div{\r\n\t\t\t  background-color: #333;\r\n\t\t\t  height: 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\t\t\t\t\tstyle=\"background-image:url('https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Gypsophila-sp.-vista-laterale.jpeg');\" ><div class=\"swiper-slide-desc swiper-slide-desc-light\">Gypsophila sp. vista laterale<\/div><\/div><\/div><div class=\"swiper-button-prev\"><\/div><div class=\"swiper-button-next\"><\/div><div class=\"swiper-scrollbar\"><\/div><div class=\"swiper-pagination\"><\/div><\/div><\/div><script>var rbs_gallery_69e03986bd913 = 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wp-elements-173e917a44eaf83e4da91d076a41cef9\">Attualmente il PrEcLab \u00e8 impegnato nelle analisi archeobotaniche del sito preistorico e protostorico delle <strong><a href=\"https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/progetti\/colombare-di-negrar\/\">Colombare di Villa, a Negrar di Valpolicella<\/a><\/strong>, indagato dalla cattedra di Preistoria e Ecologia Preistorica di Unimi, sotto la direzione del Prof. <strong><a href=\"https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/chi-siamo\/\">Umberto Tecchiati<\/a><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-35700e848d70c6e0ce9b0360cbaa738a\">Al momento per questo sito sono state effettuate <strong>analisi polliniche<\/strong> presso il Laboratorio di Palinologia e Paleobotanica del Dipartimento Scienze della Vita dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Modena e Reggio Emilia<strong>, carpologiche<\/strong> in <strong>quattro dei saggi<\/strong> (saggi 4, 5, 9 e 15), e <strong>antracologiche<\/strong> in un unico saggio (saggio 15). Tuttavia, sono stati prelevati campioni di sedimento anche dagli altri saggi indagati e per quelli analizzati solo dal punto di vista carpologico si \u00e8 provveduto all\u2019isolamento dei <strong>carboni<\/strong> per future <strong>analisi antracologiche<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-c4037bcc79ea46f01cebf3e38dcc82c2\">Risultati delle analisi alle Colombare<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7c323b5966cd709ad16c57fd0df975b1\">Unendo i dati provenienti da queste analisi \u00e8 stato possibile comprendere come <strong>l\u2019ambiente circostante<\/strong> fosse caratterizzato da <strong>un\u2019elevata biodiversit\u00e0<\/strong> (si arriva infatti a un massimo di 75 specie individuate dalle analisi polliniche in saggio 4) e che nei pressi del sito venisse praticata l\u2019<strong>agricoltura<\/strong> principalmente di specie cerealicole (<strong>farro<\/strong>, <strong>frumento<\/strong> e <strong>orzo<\/strong>), le quali poi venivano probabilmente <strong>lavorate all\u2019interno del sito <\/strong>(sono state rinvenuti <strong>frammenti di spighette<\/strong> e <strong>cariossidi carbonizzate<\/strong>, forse frutto di procedure di <strong>tostatura dei cereali utilizzate per la decorticaizione<\/strong>).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-63068ad1bd44fb2e1d7c6a6f3951f261\">Le analisi hanno inoltre permesso di testimoniare <strong>la<\/strong> <strong>raccolta e il consumo di frutti spontanei<\/strong>, come le nocciole (<em>Corylus avellana<\/em>) e l\u2019uva. La vite, sebbene sia in questo periodo ancora una <strong>specie selvatica <\/strong>(<em>Vitis vinifera<\/em> ssp. <em>sylvestris<\/em>), non coltivata dall\u2019uomo, \u00e8 stata individuata sia in forma di <strong>vinaccioli combusti<\/strong> che di granuli pollinici questi in particolare rinvenuti in <strong>alte percentuali, <\/strong>in modo particolarmente insolito per un sito archeologico, andando a testimoniare una probabile <strong>vicinanza<\/strong> di questa pianta al sito.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/Cn9NwjRI9Ge\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"><div style=\"padding:16px;\"> <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/Cn9NwjRI9Ge\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" style=\" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;\" target=\"_blank\"> <div style=\" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;\"> <div style=\"background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;\"><\/div> <div style=\"display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;\"> <div style=\" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;\"><\/div> <div style=\" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;\"><\/div><\/div><\/div><div style=\"padding: 19% 0;\"><\/div> <div style=\"display:block; height:50px; margin:0 auto 12px; width:50px;\"><svg width=\"50px\" height=\"50px\" viewBox=\"0 0 60 60\" version=\"1.1\" xmlns=\"https:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" xmlns:xlink=\"https:\/\/www.w3.org\/1999\/xlink\"><g stroke=\"none\" stroke-width=\"1\" fill=\"none\" fill-rule=\"evenodd\"><g transform=\"translate(-511.000000, -20.000000)\" fill=\"#000000\"><g><path d=\"M556.869,30.41 C554.814,30.41 553.148,32.076 553.148,34.131 C553.148,36.186 554.814,37.852 556.869,37.852 C558.924,37.852 560.59,36.186 560.59,34.131 C560.59,32.076 558.924,30.41 556.869,30.41 M541,60.657 C535.114,60.657 530.342,55.887 530.342,50 C530.342,44.114 535.114,39.342 541,39.342 C546.887,39.342 551.658,44.114 551.658,50 C551.658,55.887 546.887,60.657 541,60.657 M541,33.886 C532.1,33.886 524.886,41.1 524.886,50 C524.886,58.899 532.1,66.113 541,66.113 C549.9,66.113 557.115,58.899 557.115,50 C557.115,41.1 549.9,33.886 541,33.886 M565.378,62.101 C565.244,65.022 564.756,66.606 564.346,67.663 C563.803,69.06 563.154,70.057 562.106,71.106 C561.058,72.155 560.06,72.803 558.662,73.347 C557.607,73.757 556.021,74.244 553.102,74.378 C549.944,74.521 548.997,74.552 541,74.552 C533.003,74.552 532.056,74.521 528.898,74.378 C525.979,74.244 524.393,73.757 523.338,73.347 C521.94,72.803 520.942,72.155 519.894,71.106 C518.846,70.057 518.197,69.06 517.654,67.663 C517.244,66.606 516.755,65.022 516.623,62.101 C516.479,58.943 516.448,57.996 516.448,50 C516.448,42.003 516.479,41.056 516.623,37.899 C516.755,34.978 517.244,33.391 517.654,32.338 C518.197,30.938 518.846,29.942 519.894,28.894 C520.942,27.846 521.94,27.196 523.338,26.654 C524.393,26.244 525.979,25.756 528.898,25.623 C532.057,25.479 533.004,25.448 541,25.448 C548.997,25.448 549.943,25.479 553.102,25.623 C556.021,25.756 557.607,26.244 558.662,26.654 C560.06,27.196 561.058,27.846 562.106,28.894 C563.154,29.942 563.803,30.938 564.346,32.338 C564.756,33.391 565.244,34.978 565.378,37.899 C565.522,41.056 565.552,42.003 565.552,50 C565.552,57.996 565.522,58.943 565.378,62.101 M570.82,37.631 C570.674,34.438 570.167,32.258 569.425,30.349 C568.659,28.377 567.633,26.702 565.965,25.035 C564.297,23.368 562.623,22.342 560.652,21.575 C558.743,20.834 556.562,20.326 553.369,20.18 C550.169,20.033 549.148,20 541,20 C532.853,20 531.831,20.033 528.631,20.18 C525.438,20.326 523.257,20.834 521.349,21.575 C519.376,22.342 517.703,23.368 516.035,25.035 C514.368,26.702 513.342,28.377 512.574,30.349 C511.834,32.258 511.326,34.438 511.181,37.631 C511.035,40.831 511,41.851 511,50 C511,58.147 511.035,59.17 511.181,62.369 C511.326,65.562 511.834,67.743 512.574,69.651 C513.342,71.625 514.368,73.296 516.035,74.965 C517.703,76.634 519.376,77.658 521.349,78.425 C523.257,79.167 525.438,79.673 528.631,79.82 C531.831,79.965 532.853,80.001 541,80.001 C549.148,80.001 550.169,79.965 553.369,79.82 C556.562,79.673 558.743,79.167 560.652,78.425 C562.623,77.658 564.297,76.634 565.965,74.965 C567.633,73.296 568.659,71.625 569.425,69.651 C570.167,67.743 570.674,65.562 570.82,62.369 C570.966,59.17 571,58.147 571,50 C571,41.851 570.966,40.831 570.82,37.631\"><\/path><\/g><\/g><\/g><\/svg><\/div><div style=\"padding-top: 8px;\"> <div style=\" color:#3897f0; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;\">Visualizza questo post su Instagram<\/div><\/div><div style=\"padding: 12.5% 0;\"><\/div> <div style=\"display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;\"><div> <div style=\"background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);\"><\/div> <div style=\"background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;\"><\/div> <div style=\"background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);\"><\/div><\/div><div style=\"margin-left: 8px;\"> <div style=\" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;\"><\/div> <div style=\" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;\"><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/Cn9NwjRI9Ge\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" style=\" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;\" target=\"_blank\">Un post condiviso da Progetto Colombare Unimi (@scavodinegrar)<\/a><\/p><\/div><\/blockquote>\n<script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-1682694d59ced1ed0884cc270d7fe790\">I dati archeobotanici ottenuti permettono anche di vedere come <strong>l\u2019ambiente<\/strong> e le pratiche <strong>dell\u2019agricoltura e della raccolta di frutti spontanei<\/strong> si siano in parte <strong>modificate<\/strong> durante le <strong>varie fasi di popolamento dell\u2019insediamento<\/strong>, sebbene ulteriori studi in senso diacronico risultino necessari per capire con maggiore certezza quanto queste variazioni fossero effettivamente marcate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6b059d481cece5ca3443df6c94d5b4dc\">Ovviamente i dati ottenuti risulteranno pi\u00f9 precisi quanti pi\u00f9 campioni e saggi verranno analizzati, per questo motivo <strong>le analisi stanno continuando<\/strong>. Le specie individuate nei saggi analizzati saranno concordi con quelli dei saggi ancora da studiare? Erano presenti aree predisposte alla lavorazione dei cereali nell\u2019insediamento? Queste sono alcune delle domande a cui si cercher\u00e0 di dare risposta con le <strong>future analisi archeobotaniche<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle attivit\u00e0 di ricerca svolte al Laboratorio di Preistoria, Protostoria ed Ecologia Preistorica \u00e8 quella dell\u2019archeobotanica. La responsabile delle ricerche \u00e8 Barbara Proserpio, archeologa preistorica e archeobotanica, attualmente dottoranda presso L\u2019Universidad del Pais Vasco. Del gruppo di ricerca fa parte anche Gianluca Simonini, archeologo preistorico e archeobotanico. 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