{"id":759,"date":"2020-02-11T22:54:51","date_gmt":"2020-02-11T21:54:51","guid":{"rendered":"https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/?page_id=759"},"modified":"2020-02-11T23:47:24","modified_gmt":"2020-02-11T22:47:24","slug":"lavagnone-ricerche-in-corso","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sites.unimi.it\/preclab\/progetti\/lavagnone\/lavagnone-ricerche-in-corso\/","title":{"rendered":"Lavagnone, attivit\u00e0 e ricerche in corso"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Dal 2007, le ricerche al Lavagnone si sono focalizzate sui cosiddetti <strong>settori D ed E<\/strong>. In queste aree di scavo, i resti delle diverse fasi di occupazione del bacino del Lavagnone sono conservati <em>in situ<\/em>, e rappresentano un\u2019occasione importante per<strong> studiare fasi che in tutta l\u2019area del Garda sono poco note<\/strong> o di cui si sono mal conservati i resti. <\/p>\n\n\n\n<p>Fino ad ora, tra l\u2019altro, <strong>anche al Lavagnone i contesti di Bronzo Medio pieno e finale sono stati oggetto di scavi molto limitati<\/strong>. Si tratta di strati archeologici \u2013 superficiali e fortemente erosi \u2013 che si trovano sia nel settore B, sulla sponda nord-occidentale dell\u2019antico lago, sia verso la sponda sud-orientale, in corrispondenza del piccolo sondaggio scavato da Renato Perini.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">In particolare\u2026<\/h2>\n\n\n\n<p>Il <strong>settore D<\/strong> \u00e8 situato in un\u2019area prossima alla palude nel centro del bacino, 65 metri a sud-ovest del settore A, in una zona che era stata oggetto di carotaggi per indagini paleo-ambientali e di cui si voleva trovare una correlazione con una sequenza archeologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono stati indagati livelli del Bronzo Medio 3 e un cumulo del Bronzo Medio 1 che sembra collegato a strutture di abitato sopra-elevate dal suolo. \u00c8 stato inoltre effettuato <strong>un sondaggio di approfondimento<\/strong>, con molteplici scopi: <strong>per verificare la quota dello sterile<\/strong>, cio\u00e8 per capire a quale profondit\u00e0 si trovano i livelli in cui non \u00e8 pi\u00f9 possibile parlare di occupazione antropica perch\u00e9 privi di tracce, strutture e materiali realizzati dall&#8217;uomo; <strong>per comprendere e studiare meglio gli strati inferiori del deposito archeologico<\/strong>; <strong>per verificare gli orizzonti culturali presenti<\/strong>, cio\u00e8 per capire a quali culture appartengano i reperti o i resti di strutture rinvenuti durante lo scavo archeologico nell&#8217;area. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo ha portato anche alla scoperta di notevoli <strong>manufatti lignei<\/strong>: una piroga monossile \u2013 ottenuta cio\u00e8 da un solo tronco d\u2019albero &#8211; appoggiata ai pali della palafitta costituita da due segmenti di tronco di quercia a sezione semicircolare internamente cava e un giogo completo, rinvenuto alla quota dello sterile.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel <strong>settore E<\/strong> invece, sono stati scavati tutti i livelli superficiali della media et\u00e0 del Bronzo, fino a giungere sulla testa degli stati torbosi di Bronzo Antico 2, alla cui quota affiorano le strutture palafitticole. <\/p>\n\n\n\n<p>Di pari passo con lo scavo, si procede con lo studio dei materiali rinvenuti, al fine di poter dare pronta pubblicazione dei contesti delle fasi pi\u00f9 recenti dell\u2019abitato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ringraziamenti e credits<\/h2>\n\n\n\n<p><strong><a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Lo scavo (apre in una nuova scheda)\" href=\"http:\/\/www.fastionline.org\/excavation\/micro_view.php?item_key=fst_cd&amp;fst_cd=AIAC_249\" target=\"_blank\">Lo scavo<\/a><\/strong> \u00e8 condotto in concessione ministeriale al <strong><a href=\"http:\/\/www.bac.unimi.it\/ecm\/home\">Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano<\/a><\/strong>, responsabile scientifico \u00e8 la dottoressa Marta Rapi. La campagna \u00e8 stata attuata con fondi di Ateneo e di Regione Lombardia (bandi regionali per la promozione di interventi di valorizzazione di aree archeologiche e siti UNESCO, art. 17-18-20 L.R. 25\/2016). <\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"> Si ringraziano per la collaborazione<\/h4>\n\n\n\n<p><a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" Comune di Desenzano del Garda (apre in una nuova scheda)\" href=\"http:\/\/www.comune.desenzano.brescia.it\/italian\/index.php\" target=\"_blank\"> Comune di Desenzano del Garda<\/a> e <strong><a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Museo Civico Archeologico \u201cG. Rambotti\u201d  (apre in una nuova scheda)\" href=\"http:\/\/www.onde.net\/desenzano\/citta\/museo\/\" target=\"_blank\">Museo Civico Archeologico \u201cG. Rambotti\u201d <\/a><\/strong><br><a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" SABAP BG-BS (apre in una nuova scheda)\" href=\"http:\/\/www.architettonicibrescia.beniculturali.it\/\" target=\"_blank\"> SABAP BG-BS<\/a>, <br><a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" SABAP CO-LC-VA-SO (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.soprintendenzalombardiaoccidentale.beniculturali.it\/\" target=\"_blank\"> SABAP CO-LC-VA-SO<\/a> e <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Laboratorio di restauro del legno bagnato (apre in una nuova scheda)\" href=\"http:\/\/www.archeologica.lombardia.beniculturali.it\/index.php?it\/179\/centro-di-restauro-del-legno-bagnato\" target=\"_blank\">Laboratorio di restauro del legno bagnato<\/a> di Milano. <\/p>\n\n\n\n<p><strong> Si ringraziano inoltre<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li> per il permesso a svolgere le indagini nei terreni di sua propriet\u00e0 la signora Maura Grassi;<\/li><li> per il supporto logistico la famiglia Pegoraro e<\/li><li> Comune e Protezione Civile di Lonato,<\/li><li> Gruppo paracadutisti e Protezione Civile di Calcinato (BS), <\/li><li> Gruppo Scout 1 di Rivoltella-Desenzano e dott. D. Scalvini.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Studi in corso e collaborazioni<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Analisi dendrocronologiche<\/strong> &#8211; supervisione: prof. em. P.I. Kuniholm; analisi: dott. R. Calvetti, dott. S.Marconi e dott.ssa I.Pezzo (Laboratorio di Dendrocronologia, Fondazione Museo civico di Rovereto);  dott. T. Wazny (Nicolaus Copernicus University in Torun, Poland &#8211; Institute for the Study, Conservation and Restoration of Cultural Heritage, Balkan-Aegean Dendrochronology Project).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Analisi paleo-ambientali e paleobotaniche<\/strong> &#8211; supervisione: dott. C. Ravazzi, dott.ssa R. Perego (CNR-Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali di Milano).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Analisi micromorfologiche<\/strong> &#8211; dott. C. Nicosia (Universit\u00e0 di Padova).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Studio archeozoologico<\/strong> &#8211;  supervisione: prof. U. Tecchiati,  dott.ssa A. Amato (Universit\u00e0 degli Studi di Milano).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Restauro e conservazione dei legni bagnati<\/strong>: supervisione: dott.ssa A. Gasparetto, dott.ssa B. Grassi (Laboratorio di restauro del legno bagnato di Milano della Soprintendenza SABAP CO-LC_VA-SO).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Studio dei contesti e dei materiali archeologici<\/strong> &#8211; supervisione prof.ssa M. Rapi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 2007, le ricerche al Lavagnone si sono focalizzate sui cosiddetti settori D ed E. 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