Il progetto

Negli ultimi anni le reti di drenaggio urbano delle città come Milano e di altri centri densamente urbanizzati, hanno mostrato crescenti problemi di sovraccarico conseguenti al sempre più frequente verificarsi ed acuirsi di eventi meteorici di forte intensità e breve durata strettamente connessi agli effetti, alle diverse scale spaziali, dei fenomeni di cambiamento climatico.

Tali fenomeni di inondazione sono sempre più evidenti soprattutto nelle zone di più antico insediamento dove una larga parte della rete è stata progettata e realizzata secondo criteri ed esigenze differenti da quelli richiesti dalle successive evoluzioni dell’uso del suolo e in particolare dello sviluppo urbanistico.

L’impostazione tradizionale, mirata al rapido allontanamento dei deflussi verso i corpi recettori, non è oggi più in grado di rispondere alle esigenze di salvaguardia idraulica di questi territori, nonostante le recenti progettazioni di una serie di dispositivi per la laminazione delle portate e il miglioramento della qualità delle acque, la cui installazione, tuttavia, richiede:

  • la disponibilità di spazi non sempre ricavabili in contesti urbani fortemente edificati;
  • ingenti risorse economiche;
  • consenso popolare.

Negli ultimi anni, di conseguenza, a livello internazionale sono stati proposti nuovi orientamenti basati su soluzioni soft, che vanno ad agire sulla riduzione dell’afflusso meteorico prima che questo raggiunga la rete di collettamento adottando una sorta di laminazione diffusa attraverso interventi puntuali di ritenzione delle piogge.

Ne sono un esempio emblematico le diverse tecniche di Low-Impact Developments (LID), Sustainable Urban Drainage System (SUDS), Best Management Practices (BMPs) che in generale possono essere annoverate nella più ampia gamma delle cosiddette Green infrastructure. Ne fanno parte, a titolo di esempio, i dispositivi come le coperture verdi, le superfici e serbatoi filtranti, le celle di bioritenzione, i rain garden, le pavimentazioni permeabili ecc.

L’efficacia di questi strumenti applicati localmente è ormai ampiamente riconosciuta in letteratura. Tuttavia, sono ancora pochi gli studi che mostrano gli effetti cumulativi di questi interventi a scale più ampie come, ad esempio, a scala di quartiere, distretto o bacino. A queste scale, gli interventi di riqualificazione o pianificazione delle aree urbane che prevedono l’utilizzo di sistemi di Green infrastructure devono essere scelti in funzione delle caratteristiche del territorio. Diventano perciò indispensabili strumenti modellistici che aiutino a comprendere, a seguito di scenari di riqualificazione o pianificazione del territorio connessi all’adozione di una o più Green Infrastructure, gli effetti quali-quantitativi sul deflusso verso la rete di drenaggio alle diverse scale spaziali.

L’obiettivo generale del progetto SMART-GREEN è quindi quello di migliorare gli indirizzi di gestione, pianificazione e riqualificazione del territorio urbanizzato, attraverso l’utilizzo di modelli che siano in grado di simulare gli effetti di laminazione e riduzione degli inquinanti a seguito di interventi localizzati e/o distribuiti di Green Infrastructure.