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9 AGOSTO 1919 – STAZIONE CENTRALE

Rinvenuta una bomba non esplosa

Dove? Stazione Centrale

Soggetti coinvolti: anarchici

Arresti: Nessuno

Feriti: Nessuno

Vittime: Nessuna

Il 9 agosto viene ritrovato un piccolo pacco, avvolto in un ordine di servizio intestato a un ferroviere, nell’armadietto n. 186 nel ripostiglio destinato agli abiti di servizio della Stazione Centrale. Le forze dell’ordine dichiarano che si tratta di un ordigno a base di nitroglicerina molto pericoloso. Solo in seguito si scoprirà che è stata opera del gruppo terroristico anarchico capeggiato da Bruno Filippi, che ha progettato attentati in seguito allo scioperissimo del 20 e 21 luglio sulle linee ferroviarie Torino-Milano, Venezia-Milano e Bologna-Genova-Milano.

Bruno Filippi (Biblioteca Franco Serantini, archivio fotografico dizionario biografico degli anarchici italiani ed. online)

«La Domenica del Corriere», 10 agosto 1919 (Digiteca della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, Roma)

Il Popolo d’Italia», 30 luglio 1919 (Digiteca della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, Roma)

«Avanti!», 30 luglio 1919(Digiteca della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, Roma)

Bruno Filippi, Scritti postumi, Tipografia Latini, Firenze 1950, pp. 66-68

Francesco Lisati, Storia degli anarchici milanesi (1892-1925), La vita felice, Milano 2016, p. 214

Una bomba alla stazione, «Il Popolo d’Italia», 1° settembre 1919

Una bomba alla stazione. Giorni fa in Stazione Centrale, in un armadio che serve da ripostiglio per gli abiti dei ferrovieri venne rinvenuto un piccolo involto, legato con spago. Dentro al cartoccio vi era una bomba. Si interessò immediatamente della cosa il Comando Militare di stazione che constatò trattarsi di una bomba pericolosissima a base di nitroglicerina. Sul principio si credè che la bomba fosse stata messa là dentro da qualche pussista che volesse vendicarsi del mancato sciopero del 20-21; ora pare invece che l’autorità segua un’altra traccia. È da notarsi che la bomba era involta in un foglio di carta che era un ordine di servizio intestato ad un ferroviere: di lì partono le indagini. («Il Popolo d’Italia», 1° settembre 1919)

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