Il giorno 9 aprile 2026, nell’ambito delle celebrazioni intitolate “VI Giornata Mondiale della Lingua e Cultura Latina”, indette dall’Associazione Italiana di Cultura Classica (AICC) in collaborazione con le cattedre di Latino dell’Università degli Studi di Milano, si è tenuta un incontro dedicato alle egloghe di Calpurnio Siculo. Per tradizione, le giornate sono organizzate in relazione a una parola chiave della cultura antica, che in questa occasione era pax. Proprio per questo, agli organizzatori della giornata è parso giusto dedicare l’incontro al mondo bucolico, tradizionalmente avvertito come una sorta di rifugio (sebbene spesso più ideale che reale) di chi vuole trovare conforto alle vicissitudini della vita, siano esse rese tormentose dalle inquietudini personali di chi cerca riposo, oppure dall’evolversi di vicende storiche che non possono essere pienamente controllate. Nostra idea (il plurale comprende, in rigoroso ordine alfabetico, Massimo Gioseffi, Paola Francesca Moretti, Nicola Pace e Amedeo Alessandro Raschieri) è stata anche quella di affidare la discussione, come già altre volte in passato, a un gruppo di giovani studenti, per i quali è però anche giusto già usare il termine studiosi, come hanno dimostrato. La scelta è caduta, quasi naturalmente, su un gruppo di quattro amici ventenni, che nei mesi scorsi si erano dedicati, per propria scelta e per proprio personale interesse, alla lettura integrale delle sette egloghe di Calpurnio. Abbiamo quindi chiesto loro di rendere conto, a favore di tutti, della loro lettura. I quattro sono, questa volta in rigoroso ordine di apparizione, Massimiliano Cecchi (che si occupa dell’opera di Calpurnio in generale, con particolare riferimento alla relazione con il modello virgiliano); Guglielmo Bissacco (che parla delle egloghe più propriamente ‘bucoliche’ del liber, ossia le egloghe II, III, V e VI); Pietro de Luzenberger Milnernsheim (cui si deve un’introduzione alle egloghe più prettamente ‘politiche’ di Calpurnio, in particolare la I e la IV); e ultimo, ma solo per ordine di presentazione, Gabriele Fossati (al quale si devono l’introduzione all’egloga VII e le considerazioni finali).
I quattro interventi, per ragioni di ‘peso’ dei file, e forse anche per facilitarne una più facile fruizione, sono stati suddivisi fra i diversi relatori, e si succedono tutti e quattro. Buona visione a tutti!

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