Costruzione del database

La banca dati raccoglie sia documenti in gran parte inediti o poco noti, che materiali a stampa apparsi su riviste e periodici appartenenti a categorie eterogenee (stampa di settore, riviste generaliste e rotocalchi, riviste maschili, riviste femminili, ecc.), scelti in modo da essere rappresentativi di diverse aree culturali.

L’eterogeneità del materiale selezionato è frutto di una scelta consapevole, finalizzata a incoraggiare multiformi modalità di indagine e approcci di ricerca relativi a un fenomeno centrale nello sviluppo della cultura nazionale postbellica e in quanto tale non riducibile a uno sguardo omogeneo.

Ciascun materiale raccolto è stato metadatato indicandone in primo luogo l’archivio o la pubblicazione di provenienza, la segnatura, la data e il nome dell’autore (nel caso di documenti archivistici) e la testata, l’autore, il numero, l’annata e la data di pubblicazione (nel caso dei materiali a stampa). Vengono inoltre specificati il livello bibliografico dei materiali (immagine, articolo, materiale promozionale, ecc.) e la presenza di riferimenti a opere (teatrali, letterarie e cinematografiche) o a personalità rispetto alle quali, all’interno del singolo documento o materiale, viene articolato uno specifico discorso inerente la sessualità.

Infine, e soprattutto, la metadatazione è stata incentrata sull’attribuzione di una serie di parole chiave relative a un ampio novero di tematiche riferibili alla sfera della sessualità. Nella determinazione e nella scelta delle parole chiave è stato adottato un principio di selettività coerente con i criteri che hanno guidato l’individuazione dei materiali da metadatare. Anche alla luce della notevole quantità di materiale archiviato, che comprende all’incirca 15.000 schede, non si è puntato a indicizzare estensivamente tutti i contenuti di ogni singolo documento, bensì a metterne in luce gli aspetti considerati rilevanti nell’ambito del progetto: le parole chiave delineano quindi una traccia iniziale per lo studio del materiale, consentendone l’individuazione e offrendosi come punto di partenza ai fini della sua interpretazione critica.

I documenti e i materiali archiviati che sono risultati strettamente correlati tra loro sono stati raccordati attraverso collegamenti, in modo da rendere più agevole e completa la consultazione del materiale. È il caso per esempio dei materiali facenti parte di un unico dibattito che si è sviluppato su numeri successivi di uno stesso organo di stampa, o che comunque contengono riferimenti espliciti ad altro materiale presente nella banca dati.

Inoltre, i materiali sono stati elaborati attraverso un software di riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) che consente di effettuare ricerche personalizzate mediante stringhe di testo libero. Questa opzione si aggiunge a quella di ricerca per keyword, permettendo una maggiore flessibilità nei percorsi di ricerca.

Elenco delle testate e degli archivi metadatati

Archivi:

ISACEM – Archivio dell’Istituto per la storia dell’Azione Cattolica e del Movimento Cattolico in Italia Paolo VI

Nella banca dati sono presenti circa 400 documenti provenienti dall’archivio ISACEM, appartenenti al Fondo Presidenza Generale prodotti dal Segretariato Generale per la Moralità. L’archivio è custodito a Roma presso la sede dell’Istituto per la storia dell’Azione Cattolica e del Movimento Cattolico in Italia Paolo VI (via Aurelia 481).

ACEC –  Archivio dell’Associazione Cattolica Esercenti Cinema

Nella banca dati sono presenti circa 200 documenti provenienti dall’archivio dell’ACEC relativi alla censura cattolica (revisione cinematografica locale). L’archivio, custodito a Roma presso la sede dell’ACEC (via Nomentana 251), non è ordinato. Per questa ragione i documenti catalogati e metadatati nel database risultano privi di segnatura.

Testate:

(le date si riferiscono alle annate effettivamente catalogate)

ABC (1960-1965) Fondato a Milano nel 1960, ABC è un periodico di area social-democratica, caratterizzato da un approccio laico e libertario rispetto al tema della sessualità.

Cinema Nuovo (1952-1958) Nata da una frattura interna alla redazione della rivista Cinema, fondata e diretta da Guido Aristarco, Cinema Nuovo rimarrà fino alla sua trasformazione in quindicinale nel 1958, la rivista egemone di critica cinematografica di area marxista, oltre che sede dei principali dibattiti sul neorealismo nell’Italia del dopoguerra. L’agenda culturale di Cinema nuovo mirava, da un lato, ad avere un impatto sulla produzione cinematografica italiana esaminando le strutture economiche e normative (come la censura), e, dall’altro, a sviluppare un quadro teorico originale e rigoroso per studiare e analizzare le poetiche e il linguaggio dei film.

Così (1955-1966) Rotocalco settimanale femminile cattolico edito dalle suore della Compagnia di San Paolo, si rivolgeva ad un pubblico di fascia media composto da giovani donne. La linea editoriale della rivista sposava le principali innovazioni dell’editoria rosa commerciale dell’epoca, come ad esempio le rubriche dedicate all’economia domestica, i servizi di moda e le inchieste sull’attualità.

effe (1973-1978) Mensile fondato a Roma nel 1973, negli anni Settanta costituisce la rivista di riferimento del femminismo italiano.

Famiglia cristiana (1948-1978) Fondato ad Alba nel 1931, trasferisce la redazione a Milano nel dopoguerra. Costituisce il principale settimanale a rotocalco di informazione di ispirazione cattolica, principalmente rivolto ad un pubblico popolare. Nel corso degli anni assume sempre di più la conformazione del settimanale di attualità generalista, sebbene mantenga una costante attenzione verso il pubblico femminile, includendo servizi dedicati alla moda e brevi fotoromanzi.

Follie (1948-1950) Diretto da Tullio Giannelli era un mensile che si occupava, come da sottotitolo, di “fotografie artistiche, donne belle, curiosità, varietà”. Si tratta di una delle tante pubblicazioni di carattere eroticheggiante che uscì in Italia nell’immediato dopoguerra. La rivista pubblicava prevalentemente foto di attrici americane ritratte in abiti succinti, alternate ad articoli di tono salace. Al centro di numerosi sequestri per oscenità, la rivista intraprese anche una vivace polemica in difesa della libertà di espressione garantita dalla nuova Costituzione italiana e dal suo articolo 21, contro i moralizzatori di area cattolica che avrebbero voluto farla chiudere.

Giornale dello spettacolo (1957-1978) Fondato nel 1947, è l’organo di informazione dell’AGIS, l’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo. La copertura della rivista inizia con l’evoluzione da semplice bollettino a pubblicazione più articolata e complessa nel 1957, e giunge fino al termine del periodo di interesse del progetto.

Il Borghese (1950-1978) Rivista di riferimento della destra italiana, periodico politico e culturale fondato da Leo Longanesi nel 1950, dopo qualche anno di cadenza quindicinale dal 1954 diventerà settimanale. Negli anni ebbe come collaboratori firme eccellenti del giornalismo e della cultura italiani, da Indro Montanelli a Giovanni Guareschi, da Alberto Savinio fino a Giuseppe Prezzolini.

La famiglia italiana (1949-1965) Rivista legata al Fronte della Famiglia, un’associazione sviluppatasi nel dopoguerra a partire dal Segretariato della famiglia dell’ACI

Noi donne (1952-1970) Rivista fondata nel 1944 come organo dell’UDI (Unione Donne in Italia). Diretta da importanti giornaliste come Maria Antonietta Maciocchi, Giuliana Dal Pozzo e Miriam Mafai, la rivista ha tra gli anni Cinquanta e Settanta cadenza mensile. Noi donne affronta l’ampio spettro di problematiche connesse con l’universo femminile nella società dell’epoca: famiglia, lavoro, diritti e proteste sindacali, ruolo sociale della donna, sessualità, nascite, separazione e divorzio, non senza dedicare ampio spazio alla vita privata e alla carriera di dive e divi. Le annate di Noi donne sono in corso di digitalizzazione e rese disponibili online sul sito dell’Archivio storico della rivista.

Oggi (1948-1970) Fondato nel 1939, fu il secondo rotocalco generalista a grande diffusione in Italia. Settimanale della Rizzoli, ancora in edicola, avrà una particolare longevità e un grande successo di vendite. Tra i collaboratori e i direttori è da segnalare la lunga direzione della testata di Edilio Rusconi e di Vittorio Buttafava. Si contraddistingue per l’ampio spazio dedicato a immagini, servizi e reportage fotografici su temi di attualità, fenomeni di costume, divismo.

Playboy Italia (1972-1978) Costola italiana della celebre testata fondata nel 1953 da Hugh Hefner, è un mensile edito da Rizzoli a partire dal 1972. Si contraddistingue per i servizi di nudo (tra cui il paginone centrale dedicato alla playgirl del mese) e per le copertine che immortalano dive e figure emergenti dello spettacolo nazionale e internazionale.

Playmen (1967-1978) Rivista erotica maschile pubblicata dalla Balsamo Editore e fondata nel 1967 dallo stesso gruppo editoriale della rivista gemella Men. Dal 1969 viene presa in gestione e pubblicata dalla Tattilo Editrice; rivista culturale e d’attualità, oltre che per i molti servizi di nudo (tra cui la pagina centrale dedicata alla “ragazza del mese”) diventa celebre anche per articoli sul costume, la politica e la società, e per la collaborazione di intellettuali e uomini di cultura.