Archivio per Categoria RISULTATI DA MAGA

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Alcuni risultati del Progetto MAGA

Quali sono i principali problemi durante il periodo di asciutta riscontrati negli allevamenti italiani?

Come si comportano le bovine in asciutta?

Quali sono le condizioni igienico sanitarie delle bovine da latte?

È possibile utilizzare l’asciutta selettiva? Quali protocolli si possono applicare? Vi sono conseguenze alla ripresa della lattazione?

Quali sono i fattori di rischio che aumentano le probabilità che una bovina si presenti con cellule somatiche alte all’inizio della lattazione?

Il Gruppo operativo MAGA, dopo le analisi condotte, ha risposto a queste domande. Alcuni risultati del progetto sono riportati nella brochure qui allegata.

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MODELLO DI PREVISIONE DELLA CONTA DELLE CELLULE SOMATICHE TOTALI AD INIZIO LATTAZIONE

Questo MODELLO stima la conta delle cellule somatiche totali nei primi trenta giorni della lattazione successiva in base alle modalità di gestione a cui sono sottoposte le bovine a fine lattazione e alla qualità del loro latte.

Vengono richiesti esclusivamente 10 parametri facilmente reperibili.

È consigliata la lettura della guida (caricata qui sotto) prima di utilizzare il modello.

Ora tocca a voi!

Per informazioni o per maggiori dettagli potete contattarci alla mail: progetto.maga@unimi.it

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Fiera di Cremona 2021

Venerdì 26 Novembre 2021 il Progetto MAGA, con il Progetto CLEVERMILK (https://sites.unimi.it/clevermilk/) e il Progetto FORAGE4CLIMATE (http://forage4climate.crpa.it/nqcontent.cfm?a_id=14261), ha partecipato al convegno “Soluzioni tecniche per un allevamento sostenibile” alle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona.

Durante l’incontro sono state trattate tematiche che riguardano la sostenibilità ambientale delle aziende zootecniche, la gestione efficiente del periodo di asciutta, le innovazioni tecnologiche e tanto altro.

È possibile visionare la registrazione dell’evento QUI.

Di seguito sono riportate le slide dell’incontro.

Il progetto Clevermilk: la diffusione della tecnologia in allevamento – Dott.ssa Maddalena Zucali, UNIMI

Il progetto MAGA: La gestione del periodo di asciutta, efficienza e sostenibilità ambientale – Prof.ssa Luciana Bava, UNIMI

Il progetto Forage4climate: valutazione semplificata delle emissioni di gas climalteranti – Dott.ssa Giulia Gislon, UNIMI

Tecnologia=Redditività? Come Verificare? – Dott. Michele Campiotti, agronomo

Sostenibilità economica ed ambientale possono andare d’accordo? – Dott.ssa Maria Teresa Pacchioli – Dott. Aldo Dal Prà, CRPA

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RISULTATI DA MAGA: L’ASCIUTTA SELETTIVA E L’IMPATTO AMBIENTALE

Tra il 5-7 novembre 2021, si è svolta la 93ª edizione della Fiera Agricola Zootecnica Italiana di Montichiari. Durante il seminario “Uso corretto del farmaco e contrasto all’antibiotico resistenza”, le professoresse Bava e Zucali hanno proposto alcuni risultati preliminari del progetto MAGA.

Cosa sappiamo fino ad ora del Progetto MAGA?

Il progetto MAGA utilizza tecniche innovative per rendere sostenibile ed efficiente la gestione del periodo di asciutta. Nello specifico svolge una valutazione sulla gestione della mandria e in particolare delle bovine in asciutta. Inoltre, in base alla conta di cellule somatiche e differenziali del latte prelevato a fine lattazione (ultimi 30 giorni), individua quali bovine possono NON essere trattate alla messa in asciutta con antibiotico. Propone anche una valutazione degli impatti ambientali delle aziende partner.

Quali risultati preliminari si sono raggiunti?

Nelle tre aziende sono state monitorate 306 bovine e in base alle cellule somatiche e differenziali circa il 50% di queste può NON essere trattato alla messa in asciutta con antibiotico. Attualmente 178 animali sono stati monitorati durante il periodo compreso tra la fine della lattazione precedente e l’inizio della successiva: 111 sono stati trattati con antibiotico e 67 senza. Non è stata individuate una differenza significativa tra la conta delle cellule somatiche nei due gruppi di bovine a inizio lattazione, nonostante sia stato notato un aumento percentuale del 6% delle cellule somatiche a inizio lattazione nelle bovine non trattate. I risultati sono comunque inferiori alle 150.000 cellule/ml, indice delle buone condizioni sanitarie delle bovine.

L’asciutta selettiva è attuabile?

L’asciutta selettiva risulta attualizzabile nelle aziende che hanno buone condizioni di pulizia negli ambienti di stabulazione e di mungitura. Bisogna porre attenzione nella scelta delle bovine idonee, ma i risultati sono promettenti con una riduzione dell’utilizzo di antibiotico alla messa in asciutta del 37%.

Una migliore gestione dell’asciutta permette di ridurre l’impatto ambientale?

È stato proposto uno scenario alternativo di una delle aziende partner del progetto. È stato ipotizzato un allungamento del periodo di produzione delle bovine di 10 giorni, poiché gli animali spesso hanno produzioni di latte >15 kg alla messa in asciutta. Questo modifica l’equilibrio aziendale: maggiori acquisti di prodotti proteici/energetici, maggiori impatti delle bovine in lattazione, ma il tutto è affiancato da un aumento della produzione di latte. Questo scenario ha dimostrato una riduzione del 2% degli impatti ambientali totali. Questo indica come una migliore gestione dell’asciutta possa ridurre l’impatto ambientale.

Per informazioni più dettagliate, si allegano le presentazioni utilizzate nel seminario in formato PDF

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Fiera di Cremona 2021 – Soluzioni tecniche per un allevamento sostenibile

Venerdì 26 novembre 2021 si terrà a Cremona un interessante seminario riguardante le soluzioni tecniche in grado di rendere un’azienda da latte più sostenibile, sia economicamente, sia ambientalmente.

Il programma prevede un intervento sul progetto Clevermilk, da parte della Dott.ssa Zucali. Si parlerà della diffusione delle tecnologie nelle stalle da latte italiane, strumenti spesso utili per una gestione degli animali più efficiente.

A seguire, la prof.ssa Bava parlerà del progetto MAGA, riguardante la gestione dell’asciutta e le possibilità di applicare un programma di selezione degli animali da asciugare senza l’uso di antibiotici.

La dott.ssa Gislon affronterà il tema della valutazione dell’impatto ambientale negli allevamenti, focalizzandosi sui risultati ottenuti all’interno del progetto Forage4Climate.

Seguirà l’intervento del dott. Campiotti, il quale analizzerà la relazione tra l’uso di tecnologia in azienda e la redditività della stessa.

Infine, la dott.ssa Maria Teresa Pacchioli e il dott. Aldo Dal Prà, del Centro Ricerche Produzioni Animali, parleranno dei risultati ottenuti nella valutazione della sostenibilità, non solo ambientale, ma anche economica delle aziende da latte.

Per partecipare, iscriversi QUI.

Sarà inoltre possibile seguire l’evento dalla piattaforma Teams; il link sarà inviato agli iscritti pochi giorni prima dell’evento.

Scarica il volantino:

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RISULTATI DA MAGA: LO STRESS DA CALDO

Tra i parametri da tenere in considerazione a livello ambientale, i più importanti sono sicuramente la temperatura e l’umidità; un indice che li racchiude entrambi, fornendo un’indicazione sintetica delle condizioni ambientali, è sicuramente il THI (Temperature Humidity Index); proprio per questo motivo, durante i rilievi effettuati nelle aziende partner del Progetto MAGA sono stati installati dei sensori in grado di registrare, a intervalli di 5 minuti, la temperatura (°C) e l’umidità relativa (%) presenti all’interno della stalla.

Questi parametri sono stati quindi utilizzati per il calcolo del THI; i risultati del THI, relativi sia al giorno che alla notte, sono stati suddivisi nei seguenti intervalli (De Rensis F. et al., 2015):

  • THI < 68 ad indicare una situazione non problematica.
  • 68 ≤ THI ≤ 72 ad indicare una situazione di lieve disagio.
  • THI > 72 ad indicare l’insorgenza dello stress da caldo.

Le Figure 1, 2 e 3 mostrano la quantità di osservazioni di THI, espresse in percentuale, all’interno delle tre diverse classi evidenziate in precedenza.

In tutte e tre le aziende è possibile osservare come fino ad aprile il THI si attesti sempre al di sotto della soglia di rischio minimo (<68), aspetto che evidenzia quindi la presenza di condizioni di temperatura e umidità relativa adeguate al benessere delle bovine; si può notare, invece, come valori di THI associati a rischio medio, significativi della comparsa di stress da caldo nelle bovine, compaiano nei mesi di maggio, giugno e luglio. In particolare, l’andamento del THI risulta essere molto simile per le aziende B e C in cui il mese più problematico risulta essere luglio, con più della metà delle osservazioni oltre il valore soglia di 72. Per l’azienda M il fenomeno sembra più contenuto rispetto alle altre due aziende, tuttavia in questo caso sono presenti anche una quantità minore di dati.

Conoscere le condizioni ambientali della propria stalla è un aspetto fondamentale, in quanto, situazioni di stress da caldo si ripercuotono negativamente sulle prestazioni produttive e riproduttive degli animali (De Rensis F. et al., 2015), aspetti che determinano per l’allevatore una perdita economica; uno studio condotto negli Stati Uniti d’America da St. Pierre et al. (2002) ha evidenziato che lo stress da caldo determina una perdita annuale, per l’intero settore bovino da latte, pari a 897 milioni di $.

Bibliografia

  • De Rensis F., Garcia-Ispierto I., Lopez-Gatius F. (2015), Seasonal heat stress: clinical implications and hormone treatments for the fertility of dairy cows, Theriogenology 84 (2015) 659–666;
  • St. Pierre N. R., Cobanov B., Schnitkey G. (2003), Economic losses from heat stress bu US livestock industries, J. Dairy Science 86:E52-E77
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RISULTATI DA MAGA: cellule somatiche per un’asciutta efficiente

La messa in asciutta senza antibiotici deve essere considerata, al giorno d’oggi, il futuro dell’allevamento bovino da latte; per fare questo è necessario però identificare un metodo di selezione che sia sufficientemente accurato, facile da ottenere e da interpretare, economico, sicuro e applicabile a diverse realtà territoriali. I due metodi che, ad oggi, è possibile utilizzare come principali indicatori di una mastite subclinica sono l’esame batteriologico e la conta delle cellule somatiche. Il primo è sicuramente il metodo più accurato ma è anche molto costoso e difficilmente applicabile, in quanto legato alla presenza e alla competenza dei laboratori nell’eseguire le analisi; la conta delle cellule somatiche invece “colma” i difetti dell’analisi batteriologica, tuttavia, è strettamente legata al valore soglia che si decide di applicare (Zecconi et al., 2018).

Uno studio di Sgorbini et al. (2014) ha evidenziato che esiste una probabilità elevata di avere un esame batteriologico positivo con una valutazione delle cellule somatiche >200.000 cellule/ml, avvalorando ulteriormente l’importanza dell’utilizzo della CCS come screening per la diagnosi di mastite clinica e sub-clinica.

Vista l’importanza di questo parametro, durante i rilievi del progetto MAGA, sono stati prelevati campioni di latte di animali a inizio e fine lattazione e sono stati valutati con l’ausilio di tre diversi sistemi:

  • Analisi di laboratori svolte presso l’Associazione Regionale Allevatori della Lombardia (ARAL) di Crema;
  • DeLaval cell counter (DCC);
  • Vetscan;

Il secondo e il terzo metodo tra quelli sopracitati sono in grado di restituire un risultato immediato, quindi, direttamente utilizzabile da parte dell’allevatore, viceversa, le analisi di laboratorio necessitano di qualche giorno per ottenere un riscontro.

Utilizzare diversi metodi di valutazione delle cellule somatiche ha permesso di effettuare un confronto tra le analisi di laboratorio, più precise ed accurate, e quanto ottenuto direttamente in azienda tramite il DCC e il Vetscan;

Figura 1- confronto Conta delle Cellule Somatiche ARAL e Vetscan

Figura 2-confronto Conta delle Cellule Somatiche ARAL e DCC

Dalle Figure 1 e 2 è possibile osservare come entrambi i metodi, Vetscan e DCC, permettano di ottenere risultati attendibili e paragonabili a quelli delle analisi di laboratorio; questo è un aspetto fondamentale in quanto conferma, non solo l’importanza delle cellule somatiche come parametro per l’identificazione della mastite, ma anche, la possibilità di determinarle in modo estemporaneo direttamente in azienda, agevolando così l’allevatore nella scelta delle bovine da trattare.

Bibliografia:

  • Sgorbini M., Bonelli F., Fratini F., Sbrana A., Brombin M., Meucci V., Corazza M., Ebani V., Bertelloni F., Turchi B., gatta D., Cerri D. (2014), Diagnosi delle mastiti bovine: test di screening e batteriologia a confronto e loro indice predittivo. Large Animal Review 2014; 20: 9-16.
  • Zecconi A., Sesana G., Vairani D., Cipolla M., Rizzi N., Zanini L. (2018), Somatic cell count as a decision tool for selective dry cow therapy in Italy. ITALIAN JOURNAL OF ANIMAL SCIENCE 2019, VOL. 18, NO. 1, 435–440.
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RISULTATI DA MAGA: le caratteristiche microbiologiche del latte nelle aziende partner del Progetto

Durante il periodo gennaio- luglio 2020, nell’ambito del Progetto MAGA, è stata anche effettuata la valutazione microbiologica dei campioni di latte prelevati, nelle tre aziende partner, da animali a inizio e fine lattazione.

Le analisi sono state effettuate dall’ARAL (Associazione Regionale Allevatori Lombardia) su un pool di campioni di latte proveniente da diverse bovine; i patogeni ricercati sono stati i seguenti:

  • Staphilococcus aureus: microrganismo piuttosto diffuso in natura che si localizza sulla cute, sulle mucose e nel tratto gastrointestinale. Nelle bovine provoca importanti infezioni a livello mammario (Sandrucci et al., 2010);
  • Streptococcus agalactiae: patogeno obbligato della ghiandola mammaria che rappresenta uno dei principali responsabili dell’insorgenza di mastite. Esso è generalmente sensibile alla terapia antibiotica la quale agisce quindi con successo sull’eradicazione del patogeno (Keefe, 1997);
  • Prototheca spp: alga unicellulare, priva di clorofilla in grado di sopravvivere in acque marine o lacustri, piscine ma anche vegetali e prodotti animali (Cremonesi et al., 2012);
  • Mycolpasma bovis: patogeno molto pericolo che è responsabile di mastite, polmonite e altre patologie che possono colpire occhi, orecchie e cervello (Dudek et al., 2020);

Nella Tabella 1 sono riportati i risultati delle analisi effettuate; è possibile osservare come nel 9% delle analisi effettuate sia stata riscontrata la presenza di Staphilococcus aureus, mentre tutti gli altri patogeni sono risultati assenti.

Questo aspetto conferma che il latte prodotto nelle tre aziende partner è di qualità e che i protocolli individuati per la gestione di questi patogeni sono assolutamente efficaci.

Tabella 1- risultati ottenuti dalle analisi microbiologiche effettuate.

Staphilococcus aureusStreptococcus agalactiaePrototheca sppMycolpasma bovis
Analisi effettuate (n)33333333
Positive al patogeno (n)3000
Positive al patogeno (%)9000

Bibliografia:

  • Sandrucci A., Bava L., Brasca M., Laurenti M., Lodi R., Piccinini R., Roveda P., Sanna M., Tamburini A., Vanoni L., Zanini L., Zecconi A., Zucali M. (2010), Igiene e sicurezza del latte bovino alla stalla: sistema integrato di diagnosi. Regione Lombardia Quaderno della ricerca n.119;
  • Keefe G.P. (1997), Streptococcus agalactiae mastitis: a review. Can Vet j vol. 38, July 1997;
  • Dudek K., Nicholas R. A. J., Szacawa E., Bednarek D. (2020), Mycoplasma bovis infections- Occurence, Diagnosis and Control. Pathogens 2020, 9, 640;
  • Cremonesi P., Pozzi F., Ricchi M., Castiglioni B., Luini M., Chessa S. (2012), Technical note: Identification of Prototheca species from bovine milk semples by PCR-single strand conformation polymorphism. Journal of Dairy Science Vol.95 No. 12, 2012;